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Lavoro nero: responsabilità del datore di lavoro

del 24/10/2011
CHE COS'È?
Il lavoro irregolare è qualsiasi tipo di rapporto di lavoro costituito in violazione di norme inderogabili o di ordine pubblico.
Se la violazione riguarda la costituzione del rapporto di lavoro, il contratto è nullo; se il rapporto invece è legittimamente costituito, la violazione delle norme viene solo sanzionata.
Sono considerati lavoratori in nero i lavoratori impiegati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.

Dott.ssa Giorgia Signaroldi
Consulente del Lavoro
Studio Signaroldi Dott.ssa Giorgia

COME SI FA
Ricordiamo che la comunicazione di assunzione va inviata, entro il giorno precedente l’inizio del rapporto, al centro per l’impiego in cui è ubicata la sede di lavoro. Tale comunicazione è anche utile ai fini dell’assolvimento dell’obbligo nei confronti di: DRL (Direzione Regionale del Lavoro); DPL (Direzione Provinciale del Lavoro), Inps e Inail. Tale obbligo riguarda anche i collaboratori coordinati e continuativi anche nella forma del lavoro a progetto. Per i lavoratori edili la sede di lavoro è intesa anche come cantiere mobile. La sanzione per mancata comunicazione al centro per l’impiego varia da euro 100 a 500 per ciascun dipendente.
Per le violazioni accertate dal 24 novembre 2010, il datore di lavoro è soggetto ad una “maxisanzione” che va a sommarsi alle altre sanzioni amministrative previste dalla legge. La misura della maxisanzione varia da euro 1.500 a 12.000 per ciascun lavoratore, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata lavorata, e verrà applicata soltanto se, all’atto di un accesso ispettivo, saranno scoperti lavoratori in nero per i quali viene accertata la natura subordinata del rapporto di lavoro.
Esiste la possibilità di riduzione della maxisanzione: se durante l’attività ispettiva il lavoratore è regolare, ma ha avuto precedentemente un periodo di occupazione in nero, l’importo della sanzione amministrativa si riduce fino scendere tra euro 1.000 e 8.000, da maggiorarsi di euro 30 per ogni giornata di lavoro irregolare.
Le sanzioni civili connesse all’evasione dei contributi sono aumentate del 50%, ma è stato abolito l’importo minimo di euro 3000 previsto dalla precedente disciplina.
La maxisanzione non trova applicazione qualora dagli adempimenti di natura contributiva si evidenzi la volontà di non occultare il rapporto di lavoro, cioè il datore di lavoro ha provveduto spontaneamente a regolarizzare l’intero rapporto prima dell’ispezione.
Oltre alle sanzioni previste, può essere comminato il provvedimento di sospensione dall’attività imprenditoriale in caso di:
  • gravi e reiterate violazioni della normativa sulla sicurezza del lavoro;
  • lavoratori irregolari superiori al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo al momento dell’accesso ispettivo.

CHI
I soggetti coinvolti sono:
  • lavoratore dipendente privato o pubblico;
  • datore di lavoro;
  • organi ispettivi della DPL.

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