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Partita IVA


Argomento:

Regimi fiscali

Aggiornato al 18/03/2013

CHE COS'È
La partita iva è una serie di cifre utili a identificare in maniera univoca il contribuente: è costituita da 11 numeri, di cui i primi 7 identificano lo specifico contribuente, i successivi 3 servono a identificare il codice dell’Ufficio delle Entrate e l’ultimo ha carattere di controllo.
L’apertura della partita iva è il primo adempimento necessario per iniziare un'attività professionale, un'attività d’impresa commerciale, artigiana o industriale sotto forma di ditta individuale o di società.
Fiscalmente l’Iva (Imposta sul valore aggiunto) è l’imposta che si applica sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi, eseguite in Italia, da tutti i titolari di partita iva, e che di fatto paga il consumatore finale nelle percentuali attuali, a seconda dei beni e servizi e delle agevolazioni fiscali, del 4% - 10% - 21% del bene o servizio acquistato. Il soggetto che inizia un'attività con partita iva non sostiene il costo dell’iva sugli acquisti, nel senso che tale iva viene da esso detratta da quella applicata sulle fatture di vendita. Solo il soggetto privato consumatore finale non ha la possibilità di detrarre l’iva pagata sull’acquisto in quanto non svolge un'attività autonoma che gli possa permettere di detrarre tale iva da quella applicata sulle vendite .
In estrema sintesi se vendo un articolo al prezzo imponibile di euro 100 devo aggiungere l’iva del 21% di euro 21 per un totale che mi pagherà il cliente di euro 121. Se non avessi acquisti questa iva di euro 21, peraltro incassata dal cliente in più sul l’importo imponibile della mia vendita, dovrei versarla all’Erario per intero. Partendo dal presupposto che, svolgendo un'attività commerciale o professionale, pago anche dell’iva sugli acquisti, dovrò versare all’Erario la differenza , se positiva tra iva sulle vendite meno iva sugli acquisti, altrimenti rimarrò a credito .
L’iva quindi non è un costo per l’imprenditore ma una partita di giro e di compensazione nel senso che, partendo dal principio che la mia attività ottenga degli utili, dovrò versare all’Erario soltanto la differenza positiva tra l’iva che ho applicato e incassato sull’imponibile delle vendite fatte ai miei clienti meno l’iva applicata sull’imponibile degli acquisti che ho effettuato e che sono inerenti la mia attività.

Rag. Maurizio Pierfrancesco Cason Villa
Ordine dei Consulenti del Lavoro di Milano
Rag. Cason Villa Maurizio Pierfrancesco
COME SI FA
Per aprire la partita iva le imprese individuali e i lavoratori autonomi devono compilare il modello di inizio attività disponibile presso l'Agenzia delle Entrate. Per l'iscrizione della partita iva ci si può rivolgere allo sportelloi va presso l’Agenzia delle Entrate di competenza che è il più vicino al contribuente sulla base del proprio domicilio fiscale, ma comunque è possibile rivolgersi presso qualsiasi sede dell’Agenzia delle Entrate del proprio Comune, oppure più semplicemente presso uno studio di un consulente del lavoro o di un commercialista.
L'apertura della partita iva deve essere effettuata entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attività lavorativa o della costituzione della società. Per aprire la partita iva è necessario compilare i seguenti moduli:
  1. modello AA9/11 per le persone fisiche (ditta individuale, lavoratore autonomo);
  2. modello AA7/10 per i soggetti diversi dalle persone fisiche (attività in forma societaria).
Tali modelli possono essere presentati:
  • a) direttamente, o tramite delegato, recandosi presso l’Ufficio delle Agenzie delle Entrate ed esibendo un documento di riconoscimento. Se la dichiarazione è presentata su delega, la persona delegata dovrà esibire sia il proprio documento che quello del delegante. Il modulo và presentato in duplice copia;
  • b) in via telematica, l’invio può essere fatto preferibilmente da un professionista abilitato (consulente del lavoro-commercialista) mediante un software scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate o tramite la procedura “Comunica“ della Camera di Commercio che viene utilizzata dal 2010 come Comunicazione Unica a più enti del tipo registro Imprese della Camera di Commercio, Albo Artigiani, Inps, Inail, Comune sportello Suap.
Nel momento in cui avviene la presentazione della dichiarazione di inizio attività, viene assegnato il numero di partita iva che rimane sempre lo stesso fino alla cessazione dell’attività e che dovrà essere sempre indicato sui documenti fiscali da emettere (fatture, ricevute fiscali, scontrini fiscali) e dovrà sempre essere fornito ai propri fornitori che dovranno apporlo sulle fatture da loro emesse rappresentanti per il contribuente un costo.
A seconda del volume d'affari indicato, o in base a particolari regimi semplificati da indicare sul modulo si potrà scegliere tra diversi regimi contabili, vale a dire la modalità di tenuta della contabilità: dal più semplice (regime dei minimi adatto a chi inizia e presume un volume d’affari molto basso e comunque non superiore a euro 30.000 e pochi costi) al regime di contabilità semplificata o al più complesso regime di contabilità ordinaria.
Al momento della compilazione del modulo il contribuente deve inserire nel campo ” codice attività” un numero di sei cifre che identifica l’attività che il soggetto vuole iniziare a svolgere. Tale codice dovrà essere scelto dall’elenco dei codici ATECO 2007 appositamente predisposto dall’Agenzia delle Entrate e dovrà essere scelto con molta attenzione in quanto sarà determinante per la corretta applicazione, successivamente, degli studi di settore.

ALTRI EVENTUALI ADEMPIMENTI CONNESSI ALL’APERTURA DELLA PARTITA IVA
Nel caso di inizio di attività artigiana o commerciale potrà essere necessaria anche:
  • l’iscrizione all’Inail che deve essere fatta però prima di iniziare l’attività o il giorno stesso di inizio dell’attività. Quindi per tale adempimento non ci sono i 30 giorni disponibili come per l’iscrizione all’Ufficio Iva;
  • l’iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio (non necessita per l’inizio di una attività professionale);
  • per alcune attività artigianali, commerciali o di pubblico esercizio occorrerà comunicare al Comune l’avvio dell’attività inviando telematicamente allo sportello Suap il modello Scia;
  • l’iscrizione all’Inps Gestione separata per quelle attività professionali per cui non è stata istituita una cassa previdenza propria. L’importo dei contributi previdenziali utili per la maturazione della futura pensione è attualmente per anno 2012 del 27,72%
CHI
Per l'iscrizione della partita iva ci si può rivolgere allo sportelloi va presso l’Agenzia delle Entrate di competenza che è il più vicino al contribuente sulla base del proprio domicilio fiscale, ma comunque è possibile rivolgersi presso qualsiasi sede dell’Agenzia delle Entrate del proprio Comune, oppure più semplicemente presso uno studio di un consulente del lavoro o di un commercialista.

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COMMENTI

Marco74
29/08/2012 13:51:52
Una domanda volevo farLe, dovendomi inscrivere al regime dei minimi come consulente tributario, quindi aprire la p.iva e iscrivermi alla gestione separata, se per tre anni non ho fatturato dovrei chiudere la partita iva?
grazie dell'attenzione!
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