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Lavoro a progetto

del 19/06/2017
CHE COS'È?

Lavoro a progetto: definizione

La sigla co.co.pro. sta per contratto di collaborazione per programma anche detto contratto di lavoro a progetto, una tipologia di contratto di lavoro disciplinata dal decreto legislativo n. 276/2003, cosiddetta Legge Biagi.

La legge citata definisce il lavoratore a progetto non come un dipendente ma come un collaboratore autonomo. L’attività svolta dal collaboratore, infatti, è legata alla realizzazione di un progetto (o programma di lavoro, o fasi di esso) determinato dal committente (datore di lavoro) e deve essere gestito dal collaboratore in maniera autonoma in funzione del risultato, e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione della prestazione lavorativa.

Il co.co.pro. è un contratto che non vincola il collaboratore a progetto a un lavoro di esclusiva nei confronti del committente ma gli permette di prestare la propria collaborazione in favore di altri committenti che non svolgano attività in concorrenza tra loro. Il collaboratore ha tuttavia un obbligo di fedeltà, riservatezza e non concorrenza.

Come avviene la risoluzione del contratto a progetto. Il co.co.pro si risolve automaticamente – anche prima della scadenza originariamente prevista dalle parti – quando vengono conclusi il progetto o il programma che ne costituisce l’oggetto. In caso di risoluzione anticipata per avvenuto compimento del progetto, il compenso è dovuto per l’intera somma pattuita. Il compenso liberamente determinato dal committente e dal collaboratore deve essere adeguato alla quantità e qualità del lavoro eseguito dal collaboratore e deve tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel medesimo luogo di esecuzione del rapporto, in ottemperanza alla normativa: decreto legislativo n. 276/2003 (articoli 61-69)


COME SI FA

Come si stipula un contratto co.co.pro. Il committente è tenuto, entro il giorno antecedente l’inizio del rapporto, a comunicare il nominativo del collaboratore al centro per l’impiego competente. Al medesimo ufficio, il committente è tenuto a comunicare, entro 5 giorni, la proroga del contratto a progetto e la sua cessazione, nel caso non coincida con il termine comunicato all’atto dell’inizio del rapporto. Il committente, per ogni lavoratore a progetto, è tenuto a versare i contributi previsti alla gestione separata presso l’Inps.

Il contratto di lavoro a progetto deve avere la forma scritta e contenere, ai fini della prova:

·       la durata, determinata o determinabile, della prestazione lavorativa da svolgere;

·       il progetto o programma da realizzare;

·       il corrispettivo e i criteri per la sua determinazione, nonché i tempi e le modalità di pagamento e la disciplina dei rimborsi spese;

·       la previsione di eventuali specifiche misure di sicurezza e di tutela della salute del lavoratore.

Se il giudice verifica che non esiste alcun progetto o programma di lavoro oppure che il collaboratore svolge la propria attività senza autonomia, il rapporto di lavoro del collaboratore si trasforma sin dall’origine in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.


CHI

Il contratto di collaborazione co.co.pro. può essere predisposto personalmente dai soggetti interessati (committente e collaboratore) anche avvalendosi, si suggerisce, dell’assistenza di un avvocato giuslavorista.



FAQ

La disciplina sul contratto a progetto si applica a tutti i rapporti di collaborazione autonoma?

No, il co.co.pro. non si applica in caso di: rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale; prestazioni occasionali costituite dai rapporti di durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell'anno solare ovvero, nell'ambito dei servizi di cura e assistenza alla persona, non superiore a 240 ore con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia inferiore a euro 5 mila; attività di un professionista intellettuale, per il cui svolgimento è necessaria l’iscrizione in appositi Albi professionali; collaborazioni rese, a fini istituzionali, in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal CONI; componenti degli organi di amministrazione e di controllo delle società e i partecipanti ai collegi e commissioni rapporti degli amministratori e sindaci di società e dei partecipanti a collegi e commissioni; collaboratori che percepiscono la pensione di vecchiaia. In tutti questi casi, la collaborazione coordinata e continuativa a progetto non sarà subordinata alla esistenza di un progetto o programma di lavoro o fasi di esso. 

Un progetto o programma di lavoro simile può essere oggetto di successivi contratti di lavoro?

In linea di principio, la proroga o il rinnovo del contratto a progetto sono legittimi nel caso in cui il risultato concordato non sia stato raggiunto nel termine fissato ovvero nel caso di progetto totalmente nuovo e diverso. Al contrario, la proroga ingiustificata e il rinnovo per un progetto identico al precedente costituiscono elementi indiziari particolarmente incisivi per dimostrare la natura di un rapporto di lavoro dipendente.

Chi determina le modalità e i tempi del contratto di collaborazione a progetto?

A prescindere dalla durata più o meno lunga del rapporto, la prestazione del collaboratore è autonoma. Ne consegue che, nell’ambito del progetto o programma, la definizione dei tempi e delle modalità di lavoro è a discrezione del collaboratore.

Il committente può recedere dal rapporto di collaborazione in caso di malattia o di infortunio del collaboratore?

La malattia o l’infortunio del collaboratore che sottoscrive un co.co.pro. non comportano la fine del rapporto contrattuale, che rimane sospeso, senza corrispettivo versamento del compenso da parte del committente. Il committente può in ogni caso recedere dal contratto se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita, quando essa sia determinata, ovvero superiore a 30 giorni per i contratti di durata determinabile (articolo 66, commi 1 e 2, decreto legislativo 276/2003).
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

domenico

28/03/2012 16:44:13

se il lavoratore a progetto non partecipa al progetto per il quale e' stato assunto da quello che ho capito il committente diventa datore di lavoro non piu' committente di un progetto....cioe' se il lavoratore effettua un lavoro che non e' la qualificazione del progettonon e' piu da considerarsi teoricamente non subbordinato ma dipendente

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