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Rapporto di agenzia

del 13/01/2012
CHE COS'È?

Rapporto di agenzia: definizione

Con il rapporto di agenzia una parte, l’agente, assume stabilmente l’incarico di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona, per conto dell’altra parte, detta preponente, a fronte di una retribuzione (articolo 1742 codice civile). 
Il contratto di agenzia, che regola il rapporto, può avere ad oggetto la promozione della conclusione di qualsiasi tipo di contratto (esempio: compravendita, assicurazione, leasing, eccetera). 
Di seguito i requisiti del rapporto: 

  • promozione della conclusione di contratti: il rapporto è caratterizzato dall'insieme delle molteplici attività che, scelte in modo autonomo dall'agente secondo le forme che ritiene più efficaci, agevolano la stipulazione di contratti con la preponente (contatto dei potenziali clienti, presentazione dei prodotti o dei servizi, comunicazione dei prezzi e delle condizioni contrattuali, invito alla sottoscrizione dell’ordine che vale come proposta contrattuale); solo nel caso in cui l’agente abbia anche il potere di concludere direttamente i contratti per la preponente, assumerà il ruolo di rappresentante;  
  • stabilità: il rapporto si caratterizza per lo svolgimento dell’attività in modo continuativo, è relativo cioè a tutti gli affari possibili nella zona assegnata;  
  • determinatezza della zona: è normalmente individuata in senso geografico, ma può essere intesa anche come riferimento a un gruppo di clienti, purché identificati in modo inequivocabile;  
  • retribuzione: normalmente è prevista come provvigione (percentuale) sui contratti conclusi, ma si può prevedere anche una retribuzione fissa o un minimo garantito; anche premi o incentivi costituiscono retribuzione, così come il sovrapprezzo che l’agente riesce ad ottenere dal cliente rispetto alla aspettative della preponente. 
Il rapporto di agenzia può essere a tempo determinato o indeterminato. Nel primo caso, si estingue alla scadenza del termine e, qualora continui oltre la data indicata in contratto, si trasformerà a tempo indeterminato. Nel secondo caso, il rapporto avrà termine solo se una delle parti deciderà di recedere dal contratto, riconoscendo all'altra il preavviso dovuto (articolo 1750 commi 2 e 3) o se le parti di comune accordo decideranno di sciogliere il rapporto.

COME SI FA
Il rapporto di agenzia è regolato dalle norme del codice civile articoli 1742 – 1753, ma anche dagli accordi economici nazionali di categoria, che costituiscono una disciplina parallela, talora integrativa del rapporto. 
Il rapporto di agenzia va provato per iscritto, attraverso la redazione di un contratto in duplice copia. 
Dal 1° gennaio 2007, il rapporto di agenzia, caratterizzato da prestazione coordinata e continuativa prevalentemente personale, rientra tra le collaborazioni la cui instaurazione va comunicata preventivamente al competente Servizio per l’Impiego, da parte della preponente, tramite il modello Unificato Lav. 
La preponente deve aprire una posizione presso la Fondazione Enasarco, per ogni agente con cui è in atto un rapporto, entro 30 giorni dall’inizio del rapporto stesso. Alla Fondazione saranno versati i contributi per previdenza, assistenza e f.i.r.r. (fondo indennità risoluzione rapporto).

CHI
E’ opportuno rivolgersi a un professionista, come il consulente del lavoro, sia per la redazione del contratto scritto, sia per la gestione amministrativa del rapporto (comunicazioni al Servizio per l’Impiego, gestione degli adempimenti Enasarco, conteggi delle indennità alla cessazione del rapporto).

FAQ

L’agente può essere solo una persona fisica/ditta individuale?

No, il rapporto di agenzia può essere stipulato anche con una società, di persone o di capitali, il cui legale rappresentante sia in possesso dei requisiti per svolgere l’attività di agente di commercio, richiesti anche dopo la soppressione del ruolo (articolo 74 comma 1 decreto legislativo 59/2010). Cambieranno però alcuni aspetti del rapporto, legati alla gestione previdenziale ed assistenziale (Fondazione Enasarco).
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