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Appalto di manodopera

Aggiornato al 19/01/2012

CHE COS'È
L’articolo 1655 codice civile definisce l’appalto come “il contratto con il quale una parte assume con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro”.
L’appalto cosidetto “materializzato”, in vigenza della legge 1369/1960, era l’unica forma lecita, essendo vietata qualsiasi forma di interposizione di manodopera.
Con l’abrogazione definitiva della norma citata ad opera del decreto legislativo 276/2003, è oggi consentito l’appalto di manodopera – cosidetto appalto “leggero” – consistente nella fornitura di (sola) forza lavoro: organizzazione dei mezzi, in altri termini, può essere anche la semplice organizzazione del lavoro/l’esercizio del potere direttivo e conformativo nei confronti di proprio personale dipendente, che svolga tuttavia la propria mansione presso ed in favore di altro soggetto.
Tale istituto di distingue dalla somministrazione di lavoro (illecita laddove esercitata al di fuori dei limiti di legge) appunto per l’esercizio del potere organizzativo e direttivo, nei confronti dei lavoratori utilizzati nell’appalto, da parte dell’appaltatore e non del committente, nonché per l’assunzione da parte del medesimo del rischio di impresa.

N.B. Il presente contributo vuole essere unicamente un primo inquadramento della materia, senza alcuna pretesa di esaustività, del resto non possibile in poche righe. La trattazione completa e specifica dell’argomento non può infatti prescindere dall’analisi approfondita delle circostanze proprie e fattuali del caso concreto e potrà perciò trovare pieno compimento unicamente all’interno di un colloquio con un professionista della tipologia indicata.

Avv. Grazia Cumani
Avvocato dell'Ordine di Bologna
Studio Legale Avvocato Grazia Cumani
COME SI FA
L’appalto di manodopera, pertanto, prevede alcune condizioni di legittimità per essere considerato genuino e non incorrere, conseguentemente, nelle sanzioni di legge: 

  • organizzazione dei mezzi in capo all’appaltatore (consistente, nel caso di specie, anche solo nell’esercizio dello specifico potere datoriale di dirigere/organizzare il lavoro);
  • rischio d’impresa a carico dello stesso.
Esso, seppur oggi consentito entro i paletti ora descritti, viene comunque considerato dal legislatore una forma contrattuale da attuarsi secondo cautele particolari e, perciò, verso di esso sono apprestate alcune tutele nei confronti dei lavoratori utilizzati:

  • responsabilità solidale del committente verso i lavoratori, in caso di mancata corresponsione delle retribuzioni da parte dell’appaltatore;
  • responsabilità solidale del committente verso gli Enti, per il mancato versamento delle ritenute fiscali e della dovuta contribuzione (previdenziale ed assicurativa) da parte dell’appaltatore;
  • alcune rilevanti corresponsabilità del committente in tema di sicurezza sul lavoro ed infortuni.
CHI
Data la complessità dell’istituto e la rilevanza delle responsabilità e dei pericoli da esso - potenzialmente - scaturenti, è senz’altro consigliabile far curare la redazione del contratto d’appalto di manodopera da un professionista: un legale che si occupi di diritto del lavoro è, nello specifico, la figura senz’altro più qualificata ad avere una visione d’insieme delle problematiche complessive che si legano ad esso.
Tale professionista sarà, al contempo, il più valido aiuto in caso di contenzioso sorto a causa di un contratto già sottoscritto, non correttamente, o in esecuzione, sia a difesa dei lavoratori che in esso vengano utilizzati sia a tutela delle imprese committenti o appaltatrici che lo abbiano sottoscritto in assenza di validi consigli.
FAQ

L’impresa committente ha la possibilità di riservarsi il diritto di non accettare un lavoratore selezionato dall’appaltatrice per l’esecuzione dell’appalto?

Sì, attraverso l’inserimento della cosidetta “clausola di gradimento” nel contratto: essa permette alla committente di esprimere un “veto” sui lavoratori applicati al suo cantiere per l’esecuzione dei servizi gestiti in appalto.

Se un lavoratore dipendente dell’impresa appaltatrice non viene regolarmente retribuito come può tutelarsi?

Rivolgendosi ad un avvocato, egli potrà – anche senza preventiva escussione della ditta appaltatrice – proporre azione nei confronti della committente (di diverso tipo e parziale diverso oggetto, a seconda delle condizioni specifiche del caso).

Un lavoratore che svolge la propria mansione presso la ditta committente, svolgendo anche mansioni non rientranti nel contratto di appalto ed in commistione con altri dipendenti della committente, può invocare un rapporto di lavoro subordinato?

Sì, dimostrando le circostanze di cui sopra e, quindi, l’assenza dei requisiti di legge per la genuinità dell’appalto o, in ogni caso, quando ricorrano di fatto i presupposti del rapporto di tipo subordinato presso la committente.

Un'impresa committente di un appalto come può tutelarsi verso la possibile responsabilità solidale per i debiti fiscali e contributivi della prescelta appaltatrice e per gli eventuali infortuni sul lavoro?

Chiedendo l’esibizione, prima della sottoscrizione del contratto, del DURC (documento sulla regolarità contributiva) nonché l’esibizione periodica dello stesso ogni tre mesi (periodo di validità delle certificazioni in esso contenute). Potranno inoltre essere inserite nei contratti clausole di autotutela particolarmente efficaci, da valutarsi tuttavia caso per caso.

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