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Telelavoro

del 17/01/2012
CHE COS'È?

Telelavoro: definizione

Il telelavoro può essere definito come una modalità di lavoro indipendente dalla localizzazione geografica dell'ufficio o dell'azienda, caratterizzata dall'uso di strumenti informatici e telematici e caratterizzata da una flessibilità sia nell'organizzazione, sia nelle modalità di svolgimento. 
Secondo alcuni autori vi è chi sostiene che si possa lavorare senza necessariamente impiegare tecnologie raffinate: basterebbe un telefono o un fax. Tuttavia nella pratica è difficile pensare di poter ricreare altrove l'ambiente tipico di un ufficio senza il supporto delle moderne tecnologie. Ed è anche per questo motivo che risulta assai difficile individuare una definizione "definitiva" di telelavoro: si tratta di un concetto in continua trasformazione considerato che esso è anche conseguenza della continua evoluzione delle tecnologie informatiche. 
La definizione che al momento si ritiene più esaustiva è quella elaborata dalla Fondazione Europea di Dublino, in cui si definisce il telelavoro come "ogni forma di lavoro svolta per conto di un imprenditore o un cliente da un lavoratore dipendente, un lavoratore autonomo o un lavoratore a domicilio, che è effettuata regolarmente o per una quota consistente del tempo di lavoro da una o più località diverse dal posto di lavoro tradizionale utilizzando tecnologie informatiche e/o delle telecomunicazioni". 
Non si tratta di una professione, né di un mestiere: chi telelavora resta comunque un traduttore, o un programmatore o qualsiasi altro tipo di professionista; tuttavia, per svolgere i suoi compiti, non dovrà più recarsi in ufficio per le classiche otto ore lavorative, perché il suo posto di lavoro sarà localizzabile ovunque ci sia una connessione alla rete aziendale o la possibilità di inviare file e messaggi.

Avv. Elisabetta Fedegari
Ordine degli Avvocati di Pavia
Studio Fedegari

COME SI FA
Il soggetto “telelavoratore” opera all'interno di una "stazione di lavoro", quindi un sistema tecnologico che, superando i limiti spazio-temporali del "contatto personale e della presenza nell'ambiente", offre la possibilità di acquisire le informazioni necessarie per lo svolgimento del compito attraverso l'uso di vari strumenti
  • il sistema software per il trattamento di dati e informazioni;  
  • i dispositivi di archiviazione per la memorizzazione (floppy disk, hard-disk, compact disk, nastri magnetici, memorie ottiche eccetera);  
  • i supporti per l'interazione con l'ambiente operativo (tastiera, schermo, stampante, mouse eccetera);  
  • i dispositivi per la comunicazione telematica (telefono, fax, videotex, posta elettronica, videoconferenza, linee ISDN eccetera). 
Si tratta di supporti tecnologici che permettono di organizzare "la rete di comunicazione tra le diverse stazioni di lavoro e tra queste e l'elaboratore centrale", rendendo possibile una trasmissione a distanza, costante e diretta, dei risultati della prestazione lavorativa. 
Il telelavoratore deve necessariamente rispettare le seguenti condizioni: il telelavoro deve essere la principale occupazione professionale e il telelavoro deve essere eseguito in maniera continuativa. 

Il telelavoro può essere organizzato in sei modalità principali:

  1. domiciliare: il prestatore opera direttamente dal suo domicilio e comunica con l'azienda per mezzo di PC, fax o altri strumenti. Il computer può essere connesso stabilmente alla rete aziendale, oppure vi si può collegare solo per la ricezione e l'invio del lavoro. Spesso questa tipologia viene eseguita in alternativa con il lavoro tradizionale presso la sede del datore di lavoro; 
  2. da un telecentro: il telecentro è una sede attrezzata in maniera speciale, fornita di tutte le attrezzature tecnologiche necessarie; 
  3. telelavoro da "centro satellite": la prestazione è resa in una filiale appositamente creata dall'azienda. Tale particolare filiale si distingue dalla semplice filiale aziendale per il fatto che, mentre quest'ultima nasce per rispondere alle esigenze dei clienti che abitano in un determinato territorio, il centro satellite nasce per rispondere, in teoria, a tutti, data la possibilità di collegamenti attraverso l'uso del computer;
  4. remotizzazione: il telelavoro è svolto da più persone che si trovano in luoghi diversi, ma che sono collegate tra loro; 
  5. sistema diffuso d'azienda: con tale termine si suole indicare la cosiddetta azienda virtuale, vale a dire un'azienda esistente solo in rete; 
  6. telelavoro mobile: la prestazione si svolge per mezzo di un PC portatile e di altri strumenti mobili (cellulari eccetera). Si tratta di modalità diffusa principalmente tra lavoratore autonomo e azienda, per mezzo di lavoro a progetto.

CHI
La disciplina del telelavoro, per quanto riguarda il settore privato, è dettata principalmente dall'accordo interconfederale del 9 giugno 2004, con cui i rappresentanti dei datori di lavoro e i sindacati confederali hanno recepito in Italia l'accordo quadro europeo sul telelavoro del 16 luglio 2002. L'accordo quadro mira a fornire una disciplina generale dell'istituto, lasciando ai contratti collettivi di settore l'introduzione di norme più dettagliate. ll principio fondamentale della disciplina è quello della volontarietà: il telelavoro è modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che può essere adottata solo previo accordo, individuale o collettivo, tra le parti. 
Per quanto riguarda, invece, la Pubblica Amministrazione il telelavoro è espressamente regolato dal Decreto del Presidente della Repubblica 70/99 (Riforma Bassanini) che, dapprima distingue tra lavoro a distanza e telelavoro (tale distinzione è basata sul criterio della prevalenza nell'utilizzo degli strumenti informatici), e, poi, detta nei successivi articoli la disciplina specifica della materia.

FAQ

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del telelavoro rispetto ad un lavoro “tradizionale”?

I vantaggi per il prestatore di lavoro possono essere cosi riassunti:  diminuzione del tempo dedicato agli spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro; organizzazione del lavoro secondo le proprie disponibilità; aumento del tempo libero; controllo del lavoro per obiettivi; maggiore vicinanza alla propria famiglia; libera scelta del posto dove vivere.Vantaggi per l’azienda: aumento della produttività statisticamente provato (tra il 10% ed il 45%); diminuzione dei costi e delle dimensioni aziendali; maggiore motivazione dei dipendenti; riduzione del numero e ruolo dei capi intermedi; minori spese per l’affitto degli immobili ed il turn over; maggiore flessibilità organizzativa. Svantaggi per il lavoratore: minore visibilità per la carriera; isolamento e riduzione della vita relazionale esterna; minor guida e aiuto nel lavoro; riduzione della distinzione spaziale tra casa e ufficio. Svantaggi per l’azienda: difficoltà nella gestione dei lavoratori distanti; riorganizzazione dei processi aziendali; diversi contratti di lavoro da gestire; maggiori spese per apparati di telecomunicazione e formazione; ridiscussione dell’organizzazione aziendale.
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