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Lavoro accessorio

del 19/01/2012
CHE COS'È?

Lavoro accessorio: definizione

Per lavoro accessorio (istituito dal decreto legislativo 276 del 2003 e modificato dalla legge 133 del 2008, articolo 22 e legge 22 del 2009, articolo 7) si intende un’attività lavorativa occasionale e accessoria, ossia non riconducibile ad alcuna delle tipologie contrattuali tipiche di lavoro subordinato o autonomo.


COME SI FA
Il lavoro accessorio, istituito al fine di consentire tutele assicurative e previdenziali, nonché contrastare il lavoro irregolare, può riguardare:

  • lavori domestici;
  • lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti;
  • insegnamento privato supplementare;
  • lavori svolti nell’ambito di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli, o di lavori di emergenza o di solidarietà anche in caso di corrispondente pubblico;
  • lavori svolti nei periodi di vacanze natalizie, pasquali, estive, il sabato e la domenica in qualsiasi settore sportivo compresi gli enti locali da parte di giovani con età inferiore a 25 anni, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi o presso un istituto scolastico di ogni ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, nonché in tutti i settori ed in qualsiasi periodo dell’anno da parte di studenti universitari di età inferiore ai 25 anni;
  • attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati o da giovani (di cui al punto precedente), ovvero attività agricole svolte a favore di produttori agricoli che nell’anno solare precedente abbiano sviluppato un volume d’affari non superiore a € 7.000;
  • nell’ambito dell’impresa familiare qualunque settore produttivo;
  • attività per la consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica;
  • attività svolte in qualsiasi settore produttivo da parte di pensionati (nel limite di €  4.000 lordi per anno solare);
  • attività di lavoro svolte nei maneggi e nelle scuderie.

Il lavoro occasionale o accessorio è consentito entro determinati limiti di importo.
Salvo quanto affermato in relazione al lavoro accessorio dei pensionati (limite € 4.000 lordi annui), in tutti gli altri casi è consentito nei limiti di € 6.660 lordi (corrispondenti a € 4.995 netti) per prestatore o € 13.333 lordi (pari a € 10.000 netti) nell’ambito di imprese familiari.
Il datore di lavoro (anche privato ed ente pubblico) che intende fruire di dette prestazioni può acquistare presso le tabaccherie autorizzate dei buoni (voucher) del valore di € 10 o multipli.
Il lavoratore beneficiario al termine del lavoro richiesto verrà retribuito con questi “buoni” che riscuoterà presso qualsiasi ufficio postale. L’importo che riscuoterà sarà pari ad € 7,50 per ogni buono nominale di € 10,00.
La differenza - € 2,50 - è l’importo che verrà versato alla contribuzione previdenziale Inps e assicurativa Inail.

CHI
E' opportuno rivolgersi a un consulente del lavoro.

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