Argomento: Catasto e Conservatoria
Aggiornato al 06/09/2011
La rendita catastale è il valore attribuito ai fini fiscali a tutte le unità immobiliari capaci di produrre o generare reddito autonomo. Tale valore viene individuato per la maggior parte delle unità immobiliari moltiplicando la consistenza dell’immobile (espressa in vani catastali, mq o mc) per il rispettivo valore riportato nelle tariffe d’estimo, elaborate dall’Agenzia del Territorio in funzione del Comune, della zona censuaria, della categoria catastale, della classe di merito. La rendita catastale, opportunamente rivalutata (del 5%) e moltiplicata per specifici coefficienti differenti in funzione ad esempio della categoria catastale di appartenenza (ad esempio: 110 per la prima casa; 120 per i fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A, B, C, con esclusione delle categorie A/10 e C/1; 60 per i fabbricati delle categorie A/10 quali uffici e studi privati e D; 40,8 per i fabbricati delle categorie C/1 quali negozi e botteghe ed E), consente di determinare il valore catastale utilizzato nelle compravendite (base imponibile) per la determinazione delle imposte e tasse.
Ai fini IRPEF, il reddito dei fabbricati scaturisce dall'applicazione della rivalutazione del 5% alla rendita catastale.
L’attribuzione della rendita catastale presuppone il preventivo classamento catastale dell’unità immobiliare (individuazione della categoria catastale e della classe di merito di appartenenza, nonché della consistenza catastale dell’unità immobiliare). Tale procedura deve essere inoltrata all’Agenzia del Territorio territorialmente competente entro 30 giorni dalla data in cui gli immobili sono divenuti agibili o comunque utilizzabili, in caso di nuove costruzioni, o dal completamento delle variazioni, per le unità immobiliari già censite che hanno subito variazioni.
L’attribuzione o la revisione della rendita catastale deve essere presentata dal proprietario, o legale rappresentante nel caso di persone giuridiche, mediante affidamento di incarico professionale ad un tecnico abilitato, il quale provvede a predisporre, mediante software informatico realizzato dall’Agenzia del Territorio e denominato DOCFA (Documenti Catasto Fabbricati), i documenti analitici (tecnici e descrittivi) e gli eventuali documenti grafici (planimetrie catastali) specifici dell’unità da cui si origina la proposta di rendita catastale. L’Agenzia del Territorio ha un anno di tempo dalla data di presentazione della documentazione per confermare o rettificare la rendita proposta, che diviene quindi definitiva.
Dove trovo la rendita catastale?
Nel caso di unità immobiliari accatastate e censite al catasto urbano, quindi dotate degli identificativi catastali (foglio, mappale, subalterno), la rendita catastale oltre che ad essere abitualmente riportata nell’atto di acquisto, è riportata nella visura catastale, documento richiedibile presso tutti gli uffici dell’Agenzia del Territorio o gli sportelli catastali decentrati, oppure rivolgendosi ad un professionista del settore. Alternativamente è possibile visitare il servizio di consultazione rendite presente all’interno del sito dell’Agenzia del Territorio.
La rendita catastale può variare?
Sì. La rendita catastale può variare in funzione dei parametri tecnico-estimativi che la determinano (categoria catastale, classe di merito, consistenza, eccetera) e quindi potenzialmente anche in caso di esecuzione di lavori edili all’unità immobiliare.
La rendita catastale varia in funzione del mercato immobiliare?
No. La rendita catastale non risente dell’andamento del mercato immobiliare.












in pratica una casa di 120 mq compresa la taverna e 30 di garage ha lo stesso valore di una di 100 mq e 50 di garage? con un vano in meno?