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Animali in condominio

del 23/02/2012
CHE COS'È?

Animali in condominio: definizione

Gli animali rappresentano oramai una presenza molta diffusa nei condomini, infatti sono molto numerose le famiglie che convivono con uno o più animali domestici. La presenza in casa di un animale da affezione normalmente non rappresenta un problema, può però verificarsi che i proprietari degli animali non possano oppure non riescano ad impedire che il loro animale rechi, in vario modo, fastidio ai vicini di casa. 
Innanzitutto va verificato, all'atto dell’acquisto o della locazione di un appartamento, cosa prevede il regolamento di condominio in materia di animali. Infatti qualora l’originario proprietario o costruttore dell’intero fabbricato abbia predisposto un regolamento di condominio (cosiddetto contrattuale) contenente una norma di divieto di detenere animali e tale regolamento sia stato trascritto nei registri immobiliari unitamente all’atto di compravendita della singola unità immobiliare e il riferimento al regolamento di condominio sia riportato nei successivi atti di compravendita, il previsto divieto di detenere animali sarà operante anche nelle singole proprietà individuali; qualora sia accertato che non esiste tale regolamento contrattuale o che non sia in esso contenuto alcun divieto di detenzione di animali, nessuno dovrà subire il divieto di vivere con un animale. 
Infatti, escluso il caso appena descritto, l’assemblea condominiale non può creare divieti che incidano così pesantemente sulla libertà del singolo e sul diritto di proprietà. 
Quando invece il proprietario dell’animale, unitamente allo stesso, attraversa, percorre o staziona nelle parti comuni dell’edificio è ritenuto sempre responsabile del controllo e della conduzione dell’animale e risponde sia civilmente che penalmente dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall’animale stesso.
Inoltre il proprietario dell’animale, in particolare se si tratta di cani, può essere considerato responsabile dei fastidi che il proprio animale reca alla quiete condominiale qualora abbai nelle ore notturne oppure perché lasciato solo.



COME SI FA
Se si possiede un animale domestico e si intende acquistare o locare una abitazione, è prudente chiedere al venditore o locatore una copia del regolamento di condominio per verificare il contenuto dello stesso ed eventuali divieti di detenzione di animali. 
In virtù del disposto dell’articolo 2052 codice civile, il quale prevede la responsabilità del padrone in caso di danni o lesioni a cose e persone provocati dal proprio animale, a meno che non sia provato il caso fortuito, è comportamento consigliabile e prudente assicurare il proprio animale, in particolare il cane, contro i danni.
Inoltre è necessario oltre che obbligatorio attenersi alle prescrizioni previste dall'ordinanza del Ministero del Lavoro in data 3 marzo 2009, la quale dispone che i cani devono essere condotti in luoghi pubblici al guinzaglio di misura non superiore a metri 1,5, il padrone deve avere con sé una museruola, rigida o morbida, da utilizzare in caso di bisogno; in caso di necessità, o assenza del padrone, il cane deve essere affidato a persone che siano in grado di gestirlo; il padrone deve, ai fini di una futura serena, pacifica e reciproca convivenza, preventivamente informarsi sulle caratteristiche e/o necessità della razza canina di cui vorrebbe detenere un esemplare e “provvedere affinché il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive”.

CHI
Convivere con un animale in condominio e non solo presuppone che il padrone e l’animale, in particolare il cane, effettuino insieme un percorso conoscitivo ed educativo, che permetta ad entrambi di convivere con reciproca soddisfazione; pertanto l’”adozione” di un animale domestico deve essere una scelta consapevole e gestita con buon senso, al fine di scongiurare comportamenti dannosi del proprio animale. 
Qualora però l’”incidente“ accada, sarà buona norma recarsi da un avvocato per tutelare sé, l’animale o terzi.

FAQ

Cosa succede se alcuni animali emettono strepiti?

Se gli strepiti di animali superano la normale tollerabilità e causano disturbo al riposo di un numero indeterminato di persone può ricorrere il reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone previsto dall'articolo 659 codice penale.

Se è un solo vicino a lamentarsi dell’abbaiare del cane?

Non ricorre l’ipotesi del disturbo della quiete, infatti se il cane non disturba una pluralità di persone ma solo il vicino di casa il fatto non sussiste. Può essere però invocato il principio civilistico previsto dall'articolo 844 codice civile in materia di immissioni, il quale stabilisce che il proprietario di un fondo ha l’onere di subire, nei limiti della normale tollerabilità, immissioni di varie genere, compreso quello conseguenti a rumori; ma che le immissioni intollerabili costituiscono fatto illecito. La detenzione di un animale può integrare in astratto la fattispecie prevista dall'articolo 844 codice civile.  La recente giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 7856 del 28 marzo 2008) ha espresso il principio in base al quale il padrone del cane non deve coartare la natura de cane, impedendogli del tutto di abbaiare, ma deve cercare di ridurre le occasioni di disturbo, prevenendo le possibili cause di agitazione dell’animale, soprattutto nelle ore notturne. Quindi se pur viene sollecitata la collaborazione e la tolleranza dei vicini di casa e dei condomini, chiedendo loro di tollerare episodi saltuari di disturbo da parte di animali che vivono nello stesso stabile, i proprietari di cani, in particolare, devono cercare di far abbaiare poco l’animale, perché tale comportamento può integrare una immissione intollerabile ed una violazione del regolamento condominiale.

Cosa succede se adiacente alla mia o ad altra abitazione qualcuno detiene numerosi cani o gatti, non provvedendo ad effettuare quotidiane ed adeguate pulizie dei rifiuti, così da non impedire il prodursi di miasmi od esalazioni maleodoranti?

Si può configurare una condotta penalmente rilevante oltre che anche in questo caso una immissione intollerabile ai sensi dell’articolo 844 codice civile.
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