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Condominio: barriere architettoniche

del 19/09/2012
CHE COS'È?

Condominio barriere architettoniche: definizione

Si definisce Barriera architettonica qualunque opera che impedisca, renda difficoltosi o limiti la possibilità di movimento e la fruizione di spazi e servizi.

Il problema del superamento delle barriere architettoniche all’interno di un condominio è materia affrontata e normata all’interno della L.13/89 ‘’Disposizioni per favorire il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati’’. Tale legge rivede e determina le maggioranze assembleali necessarie alla deliberazione in merito a richieste avanzate da disabili residenti nel condominio o anche solo per autorizzare l’esecuzione di opere di adeguamento al fine di favorire l’accessibilità all’edificio medesimo:

- in prima convocazione, voto favorevole della maggioranza degli intervenuti all’assemblea in rappresentanza di almeno 500 millesimi di proprietà,

- in seconda convocazione, voto favorevole della maggioranza degli intervenuti all’assemblea in rappresentanza di 334 millesimi di proprietà (in caso di installazione di ascensore questa maggioranza può essere applicata anche quando nel condominio non siano presenti disabili residenti, in quanto la miglioria favorisce comunque l’accessibilità anche da parte di esterni portatori di handicap e che dovessero recarsi nell’immobile)

Le barriere architettoniche nei condomini sono infatti rappresentate in via principale da:

- scale,

- sopraelevazioni, abbassamenti,

- dimensione e modalità di apertura delle porte di accesso agli alloggi o altre parti comuni,

- rampe di eccessiva pendenza

Le soluzioni più comuni alle barriere presenti sono:

- rampe di accesso, fisse o mobili che siano in grado di annullare l’ostacolo rappresentato da scalini o rampe di scale (laddove vi sia lo spazio e la pendenza sufficiente/necessaria)

- installazione di servo scala (piattaforma mobile ripiegabile) o di ascensore, per il superamento di rampe di scale

- opere edili per l’allargamento e sostituzione delle porte di accesso agli alloggi privati e/o quelle di accesso ad altre parti comuni con apertura a spinta o scorrevoli.

La legge determina anche i criteri di accesso alle agevolazioni fiscali e contributi nazionali o regionali per la realizzazione delle opere in materia di abbattimento delle barriere architettoniche:

- per accedere ai contributi non si dovranno iniziare i lavori di installazione o adeguamento prima di aver presentato presso l’ufficio comunale competente l’apposita domanda di accesso ai contributi ai sensi della legge 13/89.


COME SI FA

Per l’installazione dell’ascensore o di qualsiasi altra apparecchiatura necessaria al superamento delle barriere architettoniche nelle parti comuni di un condominio, il disabile o colui che ne è tutore legale deve:

- verificare con un tecnico abilitato la fattibilità delle opere richieste;

- sottoporre al vaglio dell’assemblea condominiale la richiesta scritta che comprende: il tipo di intervento che si vuole eseguire, il dettaglio e le caratteristiche delle apparecchiature da installare, i documenti attestanti l’effettiva disabilità dichiarata (legge 104/92 art.4);

- l’assemblea deve deliberare entro tre mesi dalla richiesta e decidere se autorizzare l’opera con o senza partecipazione alle spese da parte del condominio;

- se il termine non viene rispettato o non approva la richiesta, il disabile può installare a proprie spese il servo scala o qualsiasi altro presidio mobile e facilmente removibile che ne faciliti i movimenti;

- è prevista una deroga normativa per l’allargamento delle porte di accesso alle parti comuni a condizione che tali lavori non pongano pregiudizio alla stabilità e sicurezza del fabbricato, non alterino il decoro architettonico o rendano inservibili talune parti del condominio ad altri condomini (in tal caso è necessaria l’approvazione dell’assemblea)

- non è invece possibile pretendere che i condomini partecipino alle spese di installazione e gestione delle apparecchiature a meno che questo non avvenga per via volontaria o per delibera dell’assemblea condominiale.


CHI

Il condominio come tale è composto da diverse figure che concorrono alla determinazione di quanto sopra esposto:

- coloro che richiedono le opere di adeguamento,

- l’amministratore di condominio quale figura preposta al raccoglimento della richiesta e alla convocazione dell’assemblea dei condomini,

- i condomini stessi chiamati a deliberare in merito alla richiesta avanzata,

- eventuali tecnici chiamati in assemblea a spiegare e specificare le modalità d’intervento e i costi da sostenersi per i lavori in esame.


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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

pietro

19/01/2014 19:56:24

Il mio condominio si riunisce una volta l'anno nel mese di
Agosto, cosi sono presenti tutti i condomini essendo

situato in una localià di mare.
Io disabile carrozzato che a Gennaio ho acquistato un

appartamento al piano terra con corte privata, non posso
entrare in casa perchè i 5 gradini del portone creano

ostacolo, ho iniziato i lavori a mie spese per entrare in

casa creando un viale da una parte condominiale, in terra

incolta e non praticabile che si trova sotto il guardarail

della statale, senza attendere la delibera condominiale di

Agosto visto l'urgenza comunicando il tutto

all'aministratore.
Sto violando la legge oppure dovevo presentare anche

richiesta al comune per l'esecuzione dei lavori.

Cordiali saluti.

risposta del Professionista

20/01/2014 10:23:29

Secondo la nuova normativa che regola gli interventi di miglioria destinati al superamento delle barriere architettoniche contenuta nella L.220/2012, ogni inquilino portatore di un deficit motorio, o inquilino che ha possibilità di ospitare, frequentare o semplicemente ricevere visita da persona diversamente abile, può intraprendere l'iter per l'abbattimento di barriere architettoniche presenti nel condominio dove risiede o possiede una unità immobiliare.
E' nel suo diritto intervenire in tal senso a sue spese a condizione che ne dia informazione all'amministratore per iscritto a mezzo raccomandata A/R, corredi la sua richiesta con le dovute informazioni tecniche e amministrative necessarie all'esecuzione delle opere e attenda di essere contattato dallo stesso per eventuali approfondimenti in merito.
L'amministratore dal canto suo è tenuto a convocare una riunione straordinaria per sottoporre all'assemblea la sua richiesta o, se ne ha facoltà, decidere autonomamente il rilascio della relativa autorizzazione all'esecuzione delle opere.
Per quanto concerne il comune di competenza, se le opere necessarie al superamento delle barriere architettoniche, modificano l'aspetto esterno del fabbricato (mediante la realizzazione di rampe, apertura di porte, interventi sulle strutture) è necessario comunicare a mezzo SCIA le opere medesime che si intendono eseguire corredando la comunicazione di tutti quegli allegati necessari al fine di rendere edotto il comune stesso in merito ai lavori in essere.

stefania

28/04/2014 20:08:44

Buongiorno,
volevo chiedere questa cosa: sto per affittare un negozio da trasformare in un locale pubblico e devo e voglio abbattere l'unica barriera architettonica presente. Nella fattispecie, convertire uno scalino di marciapiede in mini rampa. Dal catasto risulta come "corte" questo marciapiede. Ora mi chiedo, devo fare domanda all'assemblea condominiale o posso fare da me, essendo cos' ridotta l'entità del lavoro da fare? Può l'amministratore darmi il permesso? Grazie mille per la vostra cortesia

risposta del Professionista

29/04/2014 14:05:02

Buongiorno,
se l'area ove si intende intervenire è condominiale è necessario chiedere all'Amministratore autorizzazione all'esecuzione delle opere. L'amministratore può decidere di autorizzarle direttamente (trattandosi di opere di piccola entità) o di sottoporre all'assemblea condominiale la delibera di autorizzazione: a tal fine dovrà essere presentata in assemblea copia dei disegni di progetto dove si evincono modalità entità e genere delle opere oggetto di autorizzazione. L'assemblea non può opporsi all'esecuzione di opere volte all'abbattimento di barriere architettoniche ma può astenersi dal partecipare alle relative spese.

Cordiali Saluti

Arch. Silvia Cipelli

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