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Lavoro: anno sabbatico

del 20/01/2012
CHE COS'È?

Lavoro anno sabbatico: definizione

Il lavoratore dipendente pubblico o privato può richiedere un periodo di congedo non retribuito per i seguenti motivi:
  • gravi motivi personali o dei propri conviventi, tra i quali è disciplinata in modo dettagliato l’aspettativa per tossicodipendenza;
  • motivi di formazione;
  • motivi di volontariato internazionale. 
Durante tali periodi il dipendente non può svolgere alcun altro tipo di attività lavorativa, ma ha diritto alla conservazione il posto di lavoro. Infatti può essere sostituito soltanto tramite l’assunzione di un lavoratore con contratto a termine. Non è ammesso il cumulo con le ferie, la malattia e altri congedi.
Il congedo non è computato nel calcolo dell’anzianità di servizio, ma il dipendente può autonomamente versare i relativi contributi o decidere di riscattarli in seguito anche attraverso la prosecuzione volontaria.

Il decreto ministeriale 278/2000 all’articolo 2 disciplina i soggetti e le ragioni per cui può essere richiesto il congedo per motivi personali. I soggetti a cui ci si riferisce sono: la famiglia anagrafica, i disabili e i parenti o affini entro il terzo grado anche non conviventi. 
Per gravi motivi si intendono:
  • necessità familiari derivanti dal decesso di uno dei soggetti sopraindicati;
  • situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente nella cura o nell’assistenza di soggetti disabili, conviventi o parenti entro il terzo grado;
  • situazioni di grave disagio personale ad esclusione della malattia;
  • patologie acute o croniche dei conviventi o dei parenti entro il terzo grado.
Il congedo per motivi personali può essere usufruito per un periodo continuativo o frazionato non superiore a due anni di calendario nell’intera vita lavorativa.
Una disciplina particolare è stata istituita per i lavoratori assunti a tempo indeterminato in stato accertato di tossicodipendenza, data la rilevanza che il fenomeno ha raggiunto. A tali lavoratori è garantita la conservazione del posto di lavoro per un periodo massimo di tre anni, in cui intendano accedere a programmi terapeutico-riabilitativi. Molto importante è inoltre la possibilità data ai familiari del tossicodipendente di usufruire della medesima aspettativa non retribuita, per l’intero periodo di riabilitazione del parente. La necessità di richiedere tale periodo di aspettativa deve essere comprovata da dichiarazione del servizio sanitario riabilitativo.

La disciplina dei permessi per il diritto allo studio è normata anzitutto dallo statuto dei lavoratori, che afferma il diritto del lavoratore ad affermare la sua persona. In tale ottica sono stati agevolati gli studi contemporanei allo svolgimento dell’attività lavorativa.
Un’aspettativa particolare viene concessa ai dipendenti che abbiano almeno cinque anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda o amministrazione: possono infatti richiedere una sospensione del rapporto di lavoro per formazione per un periodo non superiore ad undici mesi, continuativo o frazionato, nell'arco dell'intera vita lavorativa (articolo 5 legge 53/2000).
Il congedo deve essere finalizzato al completamento della scuola dell’obbligo, al conseguimento del diploma universitario o di laurea, alla partecipazione a corsi formativi diversi da quelli forniti dal datore di lavoro.
A differenza del congedo per motivi familiari, una grave e documentata infermità (comunicazione per iscritto al datore di lavoro) interrompe il periodo di congedo.
L’articolo 7 della legge 53/2000 permette l’anticipazione del trattamento di fine rapporto per sostenere le spese del periodo di fruizione del congedo. L'anticipazione è corrisposta unitamente alla retribuzione relativa al mese che precede la data di inizio del congedo.

I maggiorenni che hanno stipulato un contratto di cooperazione internazionale di almeno 2 anni (volontari del servizio civile) possono chiedere di essere collocati in aspettativa non retribuita. Hanno diritto alla conservazione del posto e i contributi vengono versati direttamente dalla Direzione Generale per la cooperazione e lo sviluppo.

Dott.ssa Giorgia Signaroldi
Consulente del Lavoro
Studio Signaroldi Dott.ssa Giorgia

COME SI FA
I contratti collettivi disciplinano il procedimento per la richiesta e per la concessione dell’aspettativa e la percentuale massima di lavoratori che possono fare domanda di congedo.  
Il periodo di preavviso è stabilito a livello aziendale.
Il datore di lavoro è tenuto ad esprimersi sulla richiesta del congedo entro 10 giorni e a comunicarne l’esito al dipendente. Eventuale diniego, rinvio ad un periodo successivo o concessione parziale devono essere motivati dal datore in relazione alle condizioni organizzativo-produttive che non consentano la sostituzione del dipendente. Su richiesta del dipendente la domanda deve essere riesaminata nei successivi 20 giorni. 
Il datore di lavoro, entro 5 giorni dalla concessione del congedo, comunica alla Direzione Provinciale del Lavoro i nominativi dei dipendenti che fruiscono del congedo stesso. 
Al termine del rapporto di lavoro il datore è tenuto a fornire attestazione del periodo di avvenuto congedo. 
Il lavoratore che intende usufruire del congedo è tenuto a presentare la documentazione comprovante i gravi motivi (certificazione del decesso, documentazione medica, dichiarazione della sussistenza delle situazioni personali) o la frequenza al corso di formazione (certificato di iscrizione e attestato di frequenza).

CHI
I soggetti coinvolti sono:

  • lavoratore dipendente privato o pubblico;
  • familiari conviventi e parenti entro il terzo grado;
  • DPL (Direzione Provinciale del Lavoro);
  • enti formativi;
  • datore di lavoro;
  • SSN (Servizio Sanitario Nazionale).

FAQ

Si può rientrare prima dal congedo?

Il lavoratore ha diritto a rientrare nel posto di lavoro anche prima del termine del congedo, dandone preventiva comunicazione al datore di lavoro, salvo il caso in cui sia stata fissata preventivamente una durata minima. Se il datore ha sostituito il lavoratore in congedo con un’assunzione a termine per il rientro anticipato è richiesto un preavviso di almeno 7 giorni.

I lavoratori a termine possono chiedere il congedo?

Sì, ma in caso di rapporti di lavoro a termine il datore può negare il periodo di congedo per incompatibilità con la durata del rapporto. Il datore può negare il congedo anche in caso in cui il lavoratore sia stato assunto per sostituire un altro lavoratore in congedo.

Che cosa succede se viene meno la grave infermità?

Nel caso in cui venga accertato il venir meno della grave infermità il lavoratore è tenuto a rientrare in attività con le modalità ordinarie.
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