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Infortunio sul lavoro

del 20/01/2012
CHE COS'È?

Infortunio sul lavoro: definizione

Per infortunio sul lavoro si intendono, ai sensi del decreto Presidente della Repubblica n. 1124 del 30 giugno 1965, “tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che importi astensione dal lavoro per più di tre giorni”.
Per causa violenta si intende ogni fattore esterno, improvviso e imprevisto, che provoca una lesione all’integrità psico-fisica del lavoratore.
Per occasione di lavoro la normativa intende che vi deve essere un rapporto (anche indiretto) fra la prestazione lavorativa fornita dal soggetto infortunato e l’evento violento dallo stesso patito. E’ quindi possibile ricondurre nella nozione di infortunio sul lavoro anche eventi lesivi avvenuti al di fuori dell’orario di lavoro, se l’attività lavorativa è stata la causa del rischio (ad esempio sinistro verificatosi nel tragitto sede lavorativa – abitazione).
La legge (decreto Presidente della Repubblica n. 1124/65) individua le ipotesi in cui è obbligatoria l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e tutti i soggetti coperti dall’assicurazione stessa.

Avv. Andrea Tiso
Ordine degli Avvocati di Vicenza
Studio Legale Avv. Andrea Tiso


COME SI FA

Il lavoratore infortunato può ottenere il risarcimento dei danni patiti in conseguenza dall’infortunio sia dall’Istituto Nazionale di Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) sia dal datore di lavoro, qualora venga dimostrata una colpa di quest’ultimo nella verificazione dell’evento dannoso (per violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro). In quest’ultimo caso il datore di lavoro risarcirà il cosiddetto danno differenziale, cioè la differenza tra quanto versato dall’INAIL e quanto il danneggiato può richiedere in sede di tutela civilistica.
L’INAIL infatti risarcisce solo parte del danno patito (ad esempio danno permanente sopra il 6% di invalidità), per cui il lavoratore che vorrà ottenere il risarcimento del danno cosiddetto differenziale dovrà inoltrare la propria richiesta (se supportata dai requisiti di legge) al datore di lavoro e, in caso di diniego da parte dello stesso, dovrà agire in sede giudiziaria.


CHI

Data la specificità e complessità della materia, è preferibile avanzare la richiesta di risarcimento dei danni patiti per infortunio sul lavoro mediante l’assistenza di un legale, il quale saprà fornire anche ogni dettaglio in merito alla portata ed ai requisiti della richiesta risarcitoria.


FAQ

E’ risarcibile il sinistro stradale patito dal lavoratore mentre si reca al lavoro?

Certo, si parla in questo caso di cosiddetto infortunio in itinere, come tale ricompreso nella nozione di infortunio sul lavoro. La normativa a riguardo è contenuta nel decreto legislativo n. 38/2000.

Quando e in che misura il datore di lavoro risponde per l'infortunio sul lavoro patito da un lavoratore?

Risponde quando è accertata una sua responsabilità per l’evento lesivo occorso al lavoratore, ovvero per non aver rispettato la normativa in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro. Il danno risarcibile (cosiddetto danno differenziale) dal datore è pari a quanto richiedibile in sede civile detratto quanto corrisposto dall’INAIL. Nel danno differenziale rientra, ad esempio, il danno biologico inferiore al 6% nonché il danno morale ed esistenziale patito dal lavoratore (seppur con i limiti fissati recentemente dalla Corte di Cassazione).
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