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Collazione ereditaria

del 11/07/2016
CHE COS'È?

Collazione ereditaria: definizione

La collazione è l’atto col quale taluni soggetti che abbiano accettato l’eredità conferiscono nell’asse ereditario quanto hanno ricevuto dal defunto in vita per donazione

Oggetto della collazione sono tutte le donazioni dirette, ossia i contratti attraverso i quali un soggetto arricchisce un altro per spirito di pura liberalità, e tutte le donazioni indirette, cioè tutti quegli atti compiuti avvalendosi di negozi che hanno una causa (in senso giuridico) propria diversa da quella liberale, tipica della donazione diretta (ad esempio: il pagamento delle tasse scolastiche per aiutare uno studente povero. Questa è una donazione indiretta perché utilizza uno strumento tipico diverso dalla donazione – il pagamento di debito altrui - per spirito di liberalità). 

La ratio dell’istituto è la seguente. Se il de cuius in vita ha fatto delle donazioni ai figli legittimi o naturali, ai loro discendenti, o al coniuge, la legge presume che il defunto, facendo la donazione o le donazioni, non abbia voluto alterare il trattamento che egli ha disposto per testamento o che è disposto per legge (in caso di successione legittima) ma abbia solamente attribuito a questi soggetti un “acconto” sulla futura quota di eredità. 

Di conseguenza, i beni donati in vita dal de cuius devono essere compresi o fatti conferire nella massa attiva del patrimonio ereditario, per essere poi divisi tra i coeredi in proporzione alle rispettive quote di eredità.
La collazione è obbligatoria per legge salvo che il donatario ne sia stato dispensato dal donante.

Avv. Simone Scelsa
Ordine degli Avvocati di Milano
ACCMS Studio Legale


COME SI FA

Collazione ereditaria: come si fa

La collazione si fa per gli immobili cedendo alla massa ereditaria il bene immobile ricevuto in donazione (in questo caso avverrà la risoluzione della donazione) o attraverso la cosiddetta “imputazione del valore”, ossia prendendo dalla massa ereditaria tanti beni in meno quanto è il valore di quelli donati.
Per i beni mobili (ad esempio del denaro o dei gioielli), la collazione si fa solamente attraverso il sistema dell’imputazione e come parametro si utilizzerà il valore che il bene aveva al tempo dell’apertura della successione.

CHI
I soggetti obbligati a conferire nella massa ereditaria i beni ricevuti in donazione sono il coniuge, i figli o gli altri discendenti, sia che succedano al de cuius direttamente, ovvero per rappresentazione.
Presupposto perché operi l’obbligo della collazione è che il donatario accetti l’eredità puramente o semplicemente o con beneficio d’inventario. Le persone che per legge hanno diritto di ricevere questi conferimenti sono il coniuge, i figli e i discendenti: la collazione, cioè, ha luogo reciprocamente tra il coniuge e i discendenti, e non rispetto agli estranei.

FAQ

Una vedova con due figli muore, lasciando beni per 200. In vita aveva effettuato una donazione a favore del figlio Caio per 50. Cosa succede?

Se Caio accetta l’eredità, egli sarà tenuto a restituire alla massa ereditaria ciò che ha ricevuto in vita dalla madre (50). Si formerà quindi un patrimonio da dividere con il fratello pari a 50+200. Il patrimonio verrà quindi diviso per legge in parti uguali (ex articolo 566 codice civile). Caio quindi otterrà un valore di 250/2. Se Caio non accetta l’eredità conserverà la donazione di 50 ricevuta ma l’eredità (200) verrà interamente devoluta all’altro fratello.

Della collazione fanno parte anche i frutti e gli interessi delle cose donate?

Sì. I frutti delle cose donate e gli interessi maturati sulle somme soggette a collazione sono sempre dovuti con decorrenza dal giorno di apertura della successione (articolo 745 codice civile). Non formano oggetto di collazione i frutti e gli interessi maturati antecedentemente a tale data poiché si ritiene che tali accrescimenti, se non fosse stata fatta la donazione, sarebbero stati consumati dal de cuius, e quindi non sarebbero mai pervenuti agli eredi.

Un padre in vita aveva pagato con denaro proprio l’appartamento del figlio. In caso di apertura della successione cosa succede?

Questo caso è una delle ipotesi di donazione indiretta a cui si è accennato. La giurisprudenza ha a lungo dibattuto se in un caso analogo, oggetto della collazione fosse il denaro o il bene immobile. Secondo l’orientamento oggi prevalente, si ritiene che si debbano fare delle distinzioni: se risulta che il padre ha messo a disposizione del figlio una somma di denaro, affinchè l’impiegasse per acquistare un immobile, oggetto della collazione sarà il denaro. Se invece si accerta che il genitore ha deciso di donare al figlio quello specifico immobile, pagandone il prezzo, sarà il bene immobile soggetto a collazione.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

delia

27/06/2012 19:42:16

Buongiorno,
ho due quesiti da porVi:
1-si puo definire reato la vendita di un immobile donato e che dopo 3 anni dalla vendita è oggetto di collazione?
2- si può sequestrare un immobile in possesso di uno degli aventi diritto e che è oggetto di collazione da parte degli altri eredi?
Grazie.

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