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Erede

del 15/02/2016
CHE COS'È?

Erede: definizione

L'erede, in diritto civile, è il soggetto che viene chiamato a succedere in una quota di beni o nella loro universalità: in parole più semplici, il soggetto a cui spettano una parte o la totalità dei beni di una persona deceduta. La successione in universum ius permette di operare una distinzione tra la figura dell'erede e la figura del legatario, che succede unicamente in un rapporto giuridico specifico che viene indicato dalla legge o dal de cuius. 


COME SI FA

Come avviene l'acquisto dell'eredità?

L'accettazione da parte dell'erede deve essere espressa, ma si possono configurare anche casi di acquisto ex lege. In generale l'acquisto della qualità di erede dipende dall'accettazione dell'erede (che, in realtà, prima di accettare viene definito "chiamato all'eredità"). Nel momento in cui la qualifica di erede viene acquisita con l'accettazione (che agisce in maniera retroattiva quando la successione viene aperta), essa non può più essere dismessa (semel heres, semper heres). Per quel che riguarda l'acquisto ex lege, le normative italiane contemplano esplicitamente alcuni casi per i quali non c'è bisogno dell'accettazione da parte del chiamato all'eredità per l'acquisto dell'eredità stessa: insomma, può accadere che la legge disponga l'acquisto dell'eredità anche contro la volontà del chiamato, per esempio per sanzionare una sua condotta che ha danneggiato gli interessi dei creditori. L'articolo 527 del Codice Civile prevede la circostanza per cui sono ritenuti eredi semplici e puri i chiamati all'eredità che hanno nascosto o sottratto i beni che facevano parte dell'eredità stessa; l'articolo 485 del Codice Civile, invece, prevede la circostanza per cui sono ritenuti eredi semplici e puri i chiamati all'eredità che possiedono i beni ereditari e che nei tre mesi successivi al momento in cui hanno saputo della delazione dell'eredità non hanno formato l'inventario.


CHI

Un notaio.


FAQ

1. Che cos'è l'accettazione tacita?

Nell'ambito delle eredità, si parla di accettazione tacita nei casi in cui viene compiuto, da parte del chiamato all'eredità, un atto che risulta non compatibile con la volontà di rinunciare all'eredità: ne riferiscono gli articoli 477 e 478 del Codice Civile.

2. Che cos'è la capacità di succedere?

La legge riconosce come capaci di succedere tutti i soggetti che sono nati o che semplicemente sono stati concepiti prima che la successione venga aperta. L'articolo 462 del Codice Civile, in particolare, assegna la capacità di succedere anche ai figli che non sono ancora stati concepiti di una persona in vita al momento della morte del testatore: un caso di successione testamentaria che, a dire la verità, è piuttosto dibattuta dalla dottrina e altrettanto controversa in giurisprudenza.

3. Che differenza c'è tra l'erede apparente e l'erede beneficiato?

L'erede apparente è il soggetto che si comporta come erede, anche se non lo è, in quanto possiede i beni ereditari in virtù di un titolo che in realtà non è valido. L'erede che desidera ottenere il possesso dei beni ereditari che gli spettano può avviare un'azione di petizione di eredità sia nei confronti dell'erede apparente sia nei confronti di chi ha ceduto i beni all'erede apparente. L'erede beneficiato, d'altro canto, è il soggetto che decide di accettare i beni ereditari con beneficio di inventario: con questa formula, l'erede evita che il patrimonio personale si confonda con il patrimonio ereditario, e in più non è tenuto a rispondere ai debiti del defunto che non riguardano le attività che ha ereditato. 
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