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Eredità: donazioni come anticipazione di quote

del 11/10/2011
CHE COS'È?

Eredità donazioni come anticipazione di quote: definizione

Nel nostro sistema giuridico, la legge riserva necessariamente a determinati strettissimi congiunti del defunto (cosiddetto de cuius), detti “legittimari” o “eredi necessari”, una rilevante quota dell’asse ereditario. E ciò anche contro la volontà espressa dal disponente, che, magari, con testamento o con donazioni fatte in vita, ha di fatto anticipato la successione.
La successione necessaria, pertanto, costituisce un limite alla libertà testamentaria e alla stessa libertà di donare, essendo la donazione un’anticipazione dell’eredità.
Al riguardo, l’articolo 737 codice civile dispone che “i figli legittimi e naturali e i loro discendenti legittimi e naturali e il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazioni direttamente o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati”.
Quindi, in sede di divisione ereditaria, il bene donato deve essere conferito alla massa da dividere tra figli, discendenti e coniuge (cosiddetta collazione).
Come previsto ex lege dalle norme che disciplinano l'istituto della collazione, le donazioni poste in essere dal defunto, a favore dei figli e dei loro discendenti (nipoti), vanno intese come un anticipo della quota di legittima spettante per legge, salvo che nella donazione il donante abbia indicato che la donazione è effettuata con dispensa da collazione.
Al momento della morte, gli eredi necessari devono conferire idealmente, al patrimonio ereditario, il valore dei beni ricevuti per donazione dal de cuius al fine di calcolare l'asse ereditario e le rispettive quote di legittima.
Se il de cuius mentre era in vita ha fatto delle donazioni al futuro erede legittimario, o ha disposto legati in favore di eredi legittimari, si terrà conto, al fine del calcolo della massa su cui applicare le quote di legittima, di tali donazioni o legati come anticipazioni delle quote legittime stesse. Tale calcolo prende il nome di “imputazione ex se(articolo 556 codice civile, cosiddetta riunione fittizia).
Di talchè se il de cuius ha disposto del suo patrimonio andando a lederne quella porzione riservata ai legittimari, le donazioni il cui valore eccede la quota disponibile sono soggette a riduzione fino alla quota medesima. Le donazioni non si riducono se non dopo esaurito il valore dei beni disposti per testamento (articolo 555 codice civile).

Avv. Cristina Rastelli

Ordine degli Avvocati di Perugia
Studio Legale Avv. Cristina Rastelli

COME SI FA
L’azione che dà ai legittimari la possibilità di agire in giudizio per tutelare i propri diritti lesi è la cosiddetta azione di riduzione.
In particolare essi possono aggredire le donazioni fatte in vita dal de cuius, nonché le altre quote ereditarie e i legati.
In primo luogo, si riducono le disposizioni testamentarie (eredità e legati) nella misura eccedente la quota legittima e proporzionalmente tra loro (articoli 554, 558 codice civile), salvo diversa volontà del testatore. Successivamente, se la riduzione delle disposizioni testamentarie non basta a integrare le quote legittime lese, si riducono le donazioni fatte in vita dal de cuius, partendo dalla più recente che ha provocato la lesione e via via risalendo a quelle più recenti, fino all’integrazione della quota legittima (articolo 550 codice civile).
L’azione di riduzione è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale, decorrente dall’apertura della successione, che, secondo le disposizioni di legge, coincide con la morte della persona della cui eredità si tratta. Quindi, una donazione lesiva può essere impugnata per dieci anni dalla morte del donante.
Nel caso in cui, in base all’ordine sopra evidenziato, sia dichiarata dal Giudice la riduzione di una donazione, il donatario sarà tenuto a restituire in tutto o in parte il bene ricevuto o, se ne ha disposto, il legittimario vittorioso potrà escuterne i beni, per soddisfare il suo diritto.

CHI
L’azione di riduzione quale mezzo di impugnazione di testamento e donazioni lesivi dei diritti, spetta ai legittimari, ovvero agli eredi necessari.

FAQ

Quando non si applica la collazione?

Se la persona scomparsa ha disposto che il bene donato sia conseguito dall’erede come in aggiunta rispetto alla quota di legittima, la collazione non si applica.Nell'eventualità in cui le donazioni siano state effetuate con dispensa da collazione, i beni ricevuti in donazione non vanno conferiti all'asse ereditario, purché questa eccedenza non superi la quota disponibile, come disposto dall’articolo 737 codice civile. In caso contrario, la dispensa da collazione non produce effetto.

Cosa si intende per dispensa dalla collazione espressa o tacita?

La dispensa dalla collazione può essere espressa o tacita. La dispensa espressa può essere inserita in un testamento o nella donazione, e potrebbe anche non essere contestuale alla donazione, in tal caso deve comunque averne la stessa forma. La dispensa tacita, invece, può essere desunta dal contesto dell’atto di donazione o da altri elementi validi: deve manifestarsi con atti e espressioni che indicano la volontà di assegnare il bene donato in aggiunta alla quota di legittima.

La disposizione che eccede la quota indisponibile dell’asse ereditario è automaticamente nulla?

No, la disposizione del de cuius non è automaticamente nulla per il solo fatto che ha leso la cosiddetta “quota indisponibile” dell’asse ereditario. In questo caso, infatti, sia il testamento che le donazioni saranno pur sempre atti validi ed efficaci. Tuttavia, l’erede legittimo dimenticato o leso potrà agire in giudizio con la cosiddetta azione di riduzione delle donazioni o delle disposizioni del testamento che ledono la sua quota di legittima, per ottenere la quota spettante.

Quale tutela è data ai terzi acquirenti di beni precedentemente donati?

Per tutelare la posizione dei terzi acquirenti dei beni precedentemente donati, l’articolo 563 codice civile dispone che se l’azione è esercitata nei confronti di un donatario che ha nel frattempo alienato il bene donato, l’azione va esercitata in primo luogo nei confronti di questo, che dovrà versare la somma corrispondente il valore del bene. Solo se tale azione risulta infruttuosa, il legatario potrà aggredire il bene presso il terzo acquirente: tale azione non sarà più possibile una volta trascorsi venti anni dalla donazione. Anche l’acquirente del bene, pertanto, potrà vedersi privato del suo diritto sul bene stesso, o quantomeno del suo equivalente in denaro, avendo egli la facoltà di liberarsi dalla pretesa restituzione in natura con il versamento di una somma corrispondente.

Qual è la posizione dei terzi titolari di diritti reali limitati sul bene donato?

La tutela del legittimario può coinvolgere anche la posizione giuridica di altri soggetti, come ad esempio quella di coloro che abbiano acquistato diritti dal donatario. Infatti, prima che siano trascorsi venti anni dalla trascrizione della donazione, il titolare di diritti reali limitati, ad esempio l’usufruttuario o il creditore ipotecario, può veder venir meno il suo diritto, in quanto il bene restituito, in tutto o in parte, dal donatario rimane libero da pesi ed ipoteche.

Cos’è il diritto di opposizione alla donazione?

Coloro che potrebbero divenire legittimari dopo la morte del donante hanno la possibilità di opporsi alla donazione in modo che, agendo in riduzione anche a distanza di un termine maggiore di quello necessario per la prescrizione dell’azione, potranno vedersi restituito il bene in natura e libero da diritti di terzi. Il diritto di opposizione alla donazione è personale, l’atto in cui si estrinseca deve essere essere notificato al donatario e ai suoi aventi causa e trascritto nei pubblici registri, qualora abbia ad oggetto beni immobili o beni mobili registrati. Conserva efficacia per venti anni dalla sua trascrizione, che può essere rinnovata prima della scadenza. Si può rinunciare al diritto di opposizione, senza che ciò significhi, al contempo, rinuncia all’azione di riduzione. Infatti, i legittimari non possono rinunciare al diritto di proporre detta ultima azione, finchè colui della cui eredità si tratta è ancora in vita, né con dichiarazione espressa, né prestando il loro assenso alla donazione. Possono solo prestare acquiescenza alla donazione compiuta.

Come si può garantire la circolazione di un bene precedentemente donato?

Nel caso in cui esistano legittimari, si può inserire nello stesso atto di donazione una rinuncia all’opposizione da parte dei soggetti legittimati, in modo da rendere, dopo il decorso del ventennio, più sicura la circolazione del bene, salva rimanendo, però, l’esperibilità dell’azione di riduzione.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

maria

03/03/2012 11:00:31

avrei avuto bisogno più di esempi pratici sulle quote disponibili e legittime.
grazie

Anna

02/09/2012 21:56:00

Gentile Avvocato,
Vorrei sapere se mia madre può donare o fare una vendita fittizia a un nipote. Preciso che mia madre di 82 anni ha avuto 4 figli di cui una figlia deceduta nell' 86 che sarebbe poi la madre di questo nipote che ha cresciuto. Mia madre possiede solo questa casa e desidererei sapere come dovremmo regolarci noi 3 figli riguardo la legittima.
Grazie
Anna

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