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Eredità: rinuncia

del 14/07/2016
CHE COS'È?

Eredità rinuncia: definizione

La morte di una persona determina la chiamata dei suoi successori all’eredità. L'eredità non si acquista se non con l'accettazione da parte del chiamato, il quale potrebbe avere un interesse a non divenire erede. Perciò, il nostro ordinamento fa dipendere l'acquisto dell'eredità da una decisione del chiamato che deve decidere per l'accettazione o la rinuncia all'eredità.

La rinuncia all’eredità è disciplinata al capo VII del titolo I, libro II del codice civile e consiste in una dichiarazione unilaterale non recettizia, con la quale il chiamato dichiara di non acquistare l'eredità.

Chi rinuncia all’eredità è considerato come non vi fosse mai stato chiamato: pertanto, essa ha effetto retroattivo

La rinunzia non può essere sottoposta a condizione o a termine, né può essere parziale (art. 520 del codice civile). Inoltre, la rinunzia fatta contro un corrispettivo importa accettazione dell’eredità e analogo effetto ha la rinunzia che sia fatta in favore solo di alcuni e non di tutti i chiamati (art. 478 del codice civile).  

La rinuncia all’eredità, se compiuta nell’ambito di una successione legittima, comporta, se non ha luogo la rappresentazione, che la parte di colui che rinuncia vada a coloro che avrebbero concorso con il rinunciante. Se il rinunciante è l'unico chiamato all'eredità, questa si devolve a coloro ai quali spetterebbe nel caso il rinunciante mancasse.

Qualora la rinunzia sia compiuta nell’ambito di una successione testamentaria e il testatore non abbia disposto la sostituzione, cioè non abbia stabilito nel testamento che in caso di rinuncia sia chiamata un’altra persona, si verifica l’identico fenomeno dell’accrescimento della quota del rinunziante ai coeredi, ovvero la devoluzione della medesima agli eredi legittimi (art. 524 del codice civile). 

La rinuncia all'eredità può essere revocata nei termini di prescrizione del diritto di accettazione dell’eredità, che è pari a dieci anni (art. 480 del codice civile) e può concretizzarsi in una dichiarazione espressa o tacita di accettazione dell’eredità.

Si tratta di una facoltà non è prevista per l’accettazione, che invece è atto irrevocabile. Tale facoltà può essere esercitata purché, nel frattempo, l'eredità non sia già stata accettata dall'altro chiamato a cui la rinuncia ha giovato (art. 525 del codice civile) e comunque non deve arrecare pregiudizio per i terzi che abbiano acquistato ragioni sopra i beni dell’eredità.


COME SI FA

Come di rinuncia all'eredità?

La dichiarazione di rinunzia deve farsi con dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione. Essa viene inserita nel registro delle successioni (articolo 519 del codice civile) che è tenuto presso la cancelleria di ogni Tribunale, a cura del cancelliere. Il registro è diviso in tre parti, di cui la seconda è appositamente prevista per l’inserimento degli atti di rinunzia all’eredità (articolo 52 delle disposizioni di attuazione del codice civile). Il registro può essere esaminato da chiunque ne faccia domanda e la cancelleria deve rilasciare gli estratti e i certificati che le vengano richiesti (articolo 53 delle medesime disposizioni). 

La dichiarazione di rinuncia all'eredità può essere impugnata da chi l’ha resa qualora sia stata effetto di violenza o dolo. Non è prevista invece la possibilità di impugnare la rinunzia per errore, laddove il rinunziante abbia errato circa la consistenza dell’asse ereditario. In questi casi egli potrà revocare la rinunzia precedentemente intervenuta, nei limiti in cui questo è ammesso dall’ordinamento (articolo 526 del codice civile). 

I creditori del rinunziante possono essere pregiudicati dalla rinunzia che questi abbia fatto dell’eredità, qualora dalla rinunzia derivi il mancato ingresso di uno o più cespiti nel patrimonio del rinunziante, che, si ricorda, costituisce garanzia delle obbligazioni da questi assunte, secondo l’articolo 2740 del codice civile. In tale caso, anche qualora la rinunzia non consegua a frode ai danni dei creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare l’eredità in nome e per conto del rinunziante (articolo 524 del codice civile). Ciò allo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari, ma limitatamente al concorso tra il valore dei crediti vantati e il valore di beni ereditari e non oltre.

CHI
Per rinunciare all’eredità è necessario esservi stati chiamati. Il chiamato all’eredità che sia nel possesso dei beni ereditari, ove siano trascorsi tre mesi dal giorno dell’apertura della successione senza che abbia provveduto all’inventario dei beni ereditari di cui all’articolo 485 del codice civile, non può più rinunziare all’eredità ed è considerato erede puro e semplice.
Decade inoltre dalla facoltà di rinunziare all’eredità il chiamato all’eredità che abbia sottratto o nascosto beni spettanti all’eredità stessa, e, nonostante un’eventuale intervenuta rinuncia, viene considerato erede puro e semplice (articolo 527 del codice civile).

FAQ

È possibile accettare l’eredità dopo che sia intervenuta una precedente rinunzia?

L’ordinamento consente a colui che ha rinunziato all’eredità di revocare tale atto, ma non illimitatamente. In primo luogo la revoca dovrà intervenire prima che sia spirato il termine per l’esercizio del diritto di accettazione dell’eredità, quindi entro i dieci anni dal momento dell’apertura della successione. In secondo luogo la revoca non può comunque pregiudicare i diritti di coloro che, susseguentemente alla rinunzia e prima della revoca, abbiano accettato l’eredità o dei terzi che abbiano acquistato ragioni sopra i beni dell’eredità.

È possibile rinunziare parzialmente all’eredità?

No: la rinunzia parziale all’eredità è sanzionata dall’articolo 520 del codice civile con la nullità.

È possibile rinunziare all’eredità contro un corrispettivo?

Si, ma la rinunzia operata verso un corrispettivo viene riqualificata dal codice civile, all’articolo 476, come forma di accettazione tacita dell’eredità. Chi rinunzia contro corrispettivo, lungi dall’evitare l’acquisto della qualità di erede, diviene tale.

Chi ha ricevuto donazioni o legati e vuole rinunziare all’eredità può trattenere quanto ricevuto a titolo di liberalità?

Si, ma non senza limiti. L’articolo 521 del codice civile dispone la possibilità per il rinunziante di ritenere la donazione o di domandare il legato a lui fatto, ma solo nei limiti del concorso del valore di tali liberalità con il valore della porzione disponibile dell’eredità.
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