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Eredità: accettazione

del 08/07/2016
CHE COS'È?

Eredità accettazione: definizione

L’accettazione eredità costituisce un modo di acquisto dell’eredità. La stessa è disciplinata nel libro secondo, titolo primo, del codice civile, nel capo riguardante le disposizioni generali sulle successioni. L'accettazione può essere espressa o tacita. L'accettazione espressa si distingue a sua volta in accettazione pura e semplice e accettazione col beneficio di inventario (articolo 470 codice civile). Gli effetti che ne conseguono sono differenti.

L'accettazione eredità pura e semplice determina confusione tra il patrimonio del defunto e quello dell’erede, in forza della quale gli stessi diventano un unico patrimonio. L’erede, che subentra in universum ius defuncti, succede sia nell’attivo che nel passivo. Egli, pertanto, è tenuto al pagamento dei debiti del de cuius anche se superino l’attivo che gli perviene dall’eredità. 

In caso di accettazione eredità con beneficio d’inventario non si ha confusione dei patrimoni e si verificano gli effetti disciplinati dall’articolo 490 codice civile: 
  • L’erede conserva verso l’eredità tutti i diritti e gli obblighi che aveva verso il defunto, tranne quelli estinti per effetto della morte. 
  • L’erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti. 
  • I creditori del defunto e i legatari hanno preferenza sul patrimonio ereditario di fronte ai creditori dell’erede. Questi ultimi, se non vogliono perdere tale preferenza nel caso in cui l’erede decada dal beneficio, hanno l’onere di domandare la separazione dei beni del defunto da quelli dell’erede ai sensi degli articoli 512 e successivi del codice civile. 

La facoltà di accettare l'eredità con beneficio di inventario ha carattere personale. Vi sono dei soggetti che devono necessariamente accettare con beneficio di inventario. Infatti, per evitare che gli incapaci e le persone giuridiche incontrino responsabilità per i debiti oltre l’attivo, la legge stabilisce che gli incapaci, assoluti e relativi, le persone giuridiche e gli enti non riconosciuti non possono accettare l’eredità se non con il beneficio d’inventario. 

L'accettazione eredità tacita si perfeziona senza specifiche dichiarazioni, ma per effetto del mero compimento di atti che comportino la volontà di accettare, costituendo prerogativa della qualità di erede. Gli effetti che ne conseguono sono gli stessi dell'accettazione pura e semplice. 

Gli articoli 485 e 487 codice civile disciplinano un'ulteriore modalità di accettazione che si definisce presunta in quanto non deriva dalla volontà del chiamato, ma è la legge stessa a considerarla avvenuta in conseguenza di determinate situazioni: 
  • Mancata redazione dell'inventario nel termine di tre mesi dall'apertura della successione da parte del chiamato all'eredità che è nel possesso dei beni.
  • Mancata redazione dell'inventario nel termine di tre mesi dalla dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario da parte del chiamato all'eredità che non è nel possesso dei beni (in tale caso si considera avvenuta un'accettazione pura e semplice anziché con beneficio di inventario).

COME SI FA

Accettazione eredità: come fare

L’accettazione espressa pura e semplice avviene mediante atto pubblico o scrittura privata con cui il chiamato all'eredità dichiara di accettarla, oppure assume il titolo di erede (articolo 475 codice civile). 

L’accettazione eredità espressa col beneficio di inventario si perfeziona mediante dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del Tribunale nel cui circondario si è aperta la successione, in mancanza della quale operano gli effetti dell'accettazione pura e semplice. La dichiarazione, che viene inserita nel registro delle successioni conservato presso il Tribunale, deve esser trascritta entro un mese presso l’ufficio dei registri immobiliari e deve essere preceduta o seguita dall'inventario. Quest’ultimo deve essere redatto con le forme previste dal codice di procedura civile. 

L'accettazione pura e semplice può essere anche tacita e si realizza quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede (articolo 476 codice civile). È indispensabile, però, che il chiamato sia consapevole dell’esistenza di una delazione in suo favore e abbia l’intenzione di disporre dei beni dell’eredità.

CHI
L’eredità può esser accettata dal chiamato all'eredità secondo le categorie dei cosiddetti successibili previsti dall'articolo 565 codice civile per legge o testamento.

FAQ

In quanto tempo si prescrive il diritto di accettare l’eredità?

Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni. Tale termine decorre dal giorno dell’apertura della successione e nel caso d’istituzione condizionale dal giorno in cui si verifica la condizione. Chiunque vi ha interesse può chiedere all'Autorità giudiziaria che sia fissato un termine entro il quale il chiamato deve dichiarare se accetta o rinunzia all'eredità. Trascorso tale termine senza che la dichiarazione sia stata fatta il chiamato perde il diritto di accettare.

Quando si deve fare l’inventario?

Qualora il chiamato all'eredità sia a qualsiasi titolo nel possesso dei beni ereditari l’inventario si deve fare entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o della notizia della devoluzione dell'eredità. Se il chiamato non è nel possesso dei beni ereditari la dichiarazione di accettare con il beneficio di inventario può compiersi fino a che il diritto di accettare non è prescritto.

L'accettazione con beneficio di inventario può degradare in accettazione pura e semplice?

Il chiamato all'eredità che sia nel possesso dei beni deve fare l'inventario entro tre mesi dal giorno dell'apertura della successione. Se entro questo termine egli ne ha iniziato le operazioni senza terminarle può ottenere dal Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione una proroga che non deve eccedere i tre mesi. Trascorso tale termine senza che l'inventario si sia compiuto il chiamato all'eredità viene considerato erede puro e semplice. Qualora invece egli abbia compiuto l'inventario ma non abbia ancora fatto la dichiarazione di accettazione ha un termine di quaranta giorni da quello del compimento dell'inventario medesimo per decidere se accettare o rinunciare all'eredità. Trascorso tale termine senza che abbia deciso egli è considerato erede puro e semplice.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

marianna

08/05/2012 07:24:01

Non si specifica se e dove l'accettazione espressa può essere fatta
E a prescindere se si tratti di eredità devoluta per causa di morte o in seguito a rinuncia. Quindi la domanda è: l'accettazione espressa può essere fatta presso la cancelleria del tribunale di competenza? Oppure l'unico abilitato a farla è solo il notaio. Inoltre cosa vuol dire trascriverla per via telematica? E cosa comporta in termini pratici.
Grazie.

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