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Successioni ereditarie immobili

del 28/04/2016
CHE COS'È?

Successioni ereditarie immobili: definizione

Le successioni ereditarie di immobili sono soggette all'imposta di successione. In caso di morte, i beni immobili che appartenevano alla persona deceduta vengono trasferiti, insieme con gli altri beni e i diritti relativi (il diritto di uso delle abitazioni, per esempio), agli eredi, sulla base delle disposizioni precisate nel testamento o in funzione della successione legittima. Tutti questi beni compongono il cosiddetto attivo ereditario: gli immobili che sono in comproprietà con altri soggetti fanno parte dell'attivo ereditario solo per la quota del defunto (pro-quota). 


COME SI FA

Come si presenta la dichiarazione di successione?

Per le successioni ereditarie di immobili, è necessario presentare la dichiarazione di successione nei dodici mesi successivi al decesso del defunto. La dichiarazione va presentata alla sede dell'Agenzia delle Entrate di riferimento per la circoscrizione in cui il defunto era residente: devono presentarla non solo gli eredi, ma anche i legatari, vale a dire i soggetti che non partecipano a tutta l'eredità ma subentrano solo nei diritti per un unico bene, come per esempio una casa. Per la redazione della dichiarazione, è necessario fare riferimento al cosiddetto Modello 4, che comprende diversi quadri: nel quadro A devono essere riportate le generalità degli eredi, nel quadro B l'attivo ereditario, nel quadro C le liberalità e le donazioni eseguite prima del decesso a favore degli eredi e nel quadro D il passivo ereditario. La dichiarazione deve essere presentata sempre se ci sono dei beni immobili (mentre può non essere presentata dai figli, dal coniuge, dai genitori e dagli altri parenti in linea retta quando non sono coinvolti beni immobili, a patto che l'asse ereditario sia inferiore ai 100mila euro). 


CHI

Il notaio.


FAQ

1. Quali sono i documenti necessaria per la successione ereditaria?

Oltre al certificato di morte, c'è bisogno del testamento, della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui viene attestata la situazione di famiglia originaria del defunto, della residenza del defunto, del codice fiscale del defunto, delle successioni precedenti, degli atti di donazione e degli atti di vendita firmati negli ultimi sei mesi, delle visure catastali e degli atti di acquisto dei fabbricati. 

2. Cosa prevede l'imposta di successione?

Gli eredi e i legatari che beneficiano dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari sono obbligati al pagamento dell'imposta di successione. Questa deve essere liquidata direttamente dall'Agenzia delle Entrate nei tre anni successivi alla data in cui la dichiarazione di successione è stata presentata, e va versata entro i sessanta giorni successivi alla notifica dell'atto tramite il modello F23. Per eseguire il versamento ci si può rivolgere all'Agenzia delle Entrate, a un ufficio postale o a una banca. Presentando una specifica istanza all'agenzia di riscossione, si può anche chiedere di dilazionare il versamento. L'imposta di successione, dunque, così come accade per altri tributi può essere rateizzata. 

3. Come viene calcolata l'imposta?

Sono previste tre diverse aliquote: del 4% per il coniuge e per i parenti in linea retta, vale a dire i genitori, i figli, i discendenti e gli ascendenti, con franchigia fino a un milione di euro; del 6% per i fratelli e le sorelle, con franchigia di 100mila euro; del 6% per tutti gli altri parenti fino al quarto grado, per gli affini in linea collaterale fino al terzo grado e per gli affini in linea retta, senza franchigia; e infine dell'8% per tutte le altre persone, senza franchigia. 
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