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Brevetto

del 22/05/2012
CHE COS'È?

Brevetto: definizione

Il brevetto è uno strumento della proprietà intellettuale ed è categoria generale che ricomprende il brevetto per invenzione, il brevetto per modello di utilità e il brevetto per disegno o modello ornamentale.
In particolare, il brevetto per invenzione è un titolo giuridico in forza al quale al titolare viene conferito un diritto esclusivo di sfruttamento di un'invenzione in un territorio e per un periodo ben determinato.
La situazione soggettiva derivante da questo tipo di brevetto ha due risvolti, uno positivo e l'altro negativo: da un lato all'inventore è garantita la facoltà di sfruttare l'invenzione, ossia di realizzarla, di disporne e di farla oggetto di commercio, traendone profitto. Dall'altro lato, il riconoscimento della protezione brevettuale consente all'inventore di esercitare uno ius excludendi alios: egli può impedire che altri producano, vendano o utilizzino la propria invenzione senza autorizzazione.
Di conseguenza i concorrenti non possono replicare il prodotto in questione, neppure se ne fossero potenzialmente in grado.
Tuttavia, la tutela concessa dall'ordinamento è subordinata ad alcune condizioni: il ritrovato - che può essere un prodotto o un processo - deve rispondere ai requisiti della novità, della originalità, dell'applicabilità industriale e della liceità. Si tratta altresì di una tutela temporanea e circoscritta a una precisa area geografica.
Il requisito della novità è rispettato laddove l'invenzione non sia già compresa nello stato della tecnica e, quindi, non sia già stata resa accessibile al pubblico (ad esempio tramite la sua produzione o commercializzazione ovvero grazie a pubblicazioni scientifiche ed esposizioni ufficiali).
Non è sufficiente però che l'invenzione sia “nuova” solamente dal punto di vista “estrinseco”: occorre anche che la novità possa essere apprezzata a livello “intrinseco”. In altre parole il ritrovato deve essere il risultato di un momento creativo e non deve consistere nella mera applicazione delle normali conoscenze tecniche; anzi, le caratteristiche del prodotto in questione devono rappresentare un progresso rispetto alle conoscenze tecniche o tecnologiche esistenti. Questo aspetto si traduce nell'attributo dell'originalità, che è valutato adottando come parametro di riferimento la figura del cosiddetto “tecnico medio”, ossia colui che è a conoscenza di tutto quanto è noto nel campo specifico cui appartiene l'invenzione.
Invece, il ritrovato è applicabile in campo industriale quando può essere oggetto di fabbricazione o di utilizzo in tale ambito. A tal fine è necessario che il prodotto sia in grado di realizzare effettivamente il risultato pratico che appare destinato a conseguire; al contrario, non rileva il valore economico dell'invenzione (che peraltro tende a variare nel corso degli anni) né il fatto che l'invenzione sia attualmente riscontrabile.
Infine, la liceità non afferisce direttamente all'invenzione ma, piuttosto, alla sua pubblicazione o utilizzazione.
Come si evince da questa descrizione, al fine di procedere e ultimare la procedura di concessione del brevetto, occorre garantire – per tutto il periodo necessario – una certa “segretezza” al ritrovato medesimo. Ciò non di meno il segreto può essere mantenuto soltanto per un periodo di tempo determinato.
Tale regola si pone come bilanciamento tra l'interesse dell'inventore e quello della collettività: il primo desidera che la sua invenzione non venga replicata senza il suo consenso (e il relativo ritorno economico), mentre la seconda ha interesse a riprodurre il risultato dell'attività creativa svolta, inteso in senso di innovazione del settore. Ebbene, entrambi grazie al brevetto potranno ottenere soddisfazione delle proprie esigenze: al momento del deposito della domanda di registrazione del brevetto l'inventore deve rendere note tutte le nozioni che servono a riprodurre l'invenzione, ma queste informazioni potranno essere acquisite e utilizzate a pagamento, dietro accordo con l'inventore, per tutto il periodo di durata del brevetto, e alla scadenza di questo, liberamente.
Analoghe considerazioni possono essere estese al brevetto per il modello di utilità, sebbene con certe differenze: l'invenzione ha per oggetto un prodotto o un procedimento totalmente diverso da quelli già esistenti e creato ex novo, mentre il modello di utilità consiste nella combinazione o conformazione di oggetti già presenti sul mercato. Perciò un modello di utilità può ottenere la protezione brevettuale soltanto se rende più agevole l'applicazione o l'impiego degli oggetti di cui si compone (macchine o parti di esse, strumenti, utensili e oggetti di uso in genere).
Invece, il brevetto per disegno o modello ornamentale ha per oggetto i ritrovati estetici, ergonomici e funzionali ed è compiutamente esaminato nella voce ad esso dedicata.

COME SI FA
L'iter per ottenere un brevetto inizia con il deposito della domanda di registrazione, che avviene presso organismi diversi a seconda che si tratti di un brevetto italiano, internazionale o europeo.
La domanda di registrazione di un brevetto italiano deve essere depositata presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi di Roma (UIBM) ovvero presso le Camere di Commercio.
Invece, la richiesta di registrazione di un brevetto europeo deve essere redatta in una delle tre lingue ufficiali (francese, inglese o tedesco) dell'Organizzazione europea dei brevetti (OEB) e presentata all'Ufficio Europeo dei brevetti (EPO), nelle sedi di Monaco di Baviera, L'Aia o Berlino, oppure presso gli Uffici Brevetti nazionali degli Stati contraenti; in Italia essa deve essere presentata all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.
Infine, la domanda relativa al brevetto internazionale, scritta anch'essa in una delle tre lingue ufficiali dell'OEB, deve essere presentata alla OMPI (Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale) di Ginevra.
In ogni caso, il trovato deve essere descritto in maniera precisa e rigorosa e accompagnato dal documento contenente le rivendicazioni, cioè spiegazioni dei caratteri di innovazione che contraddistinguono il prodotto o il procedimento in esame.
L'Ufficio competente procede all'esame preventivo della domanda di registrazione.
Se si tratta di un brevetto italiano a partire dal 1 luglio 2008 (data dell'accordo tra l'UIBM e l'EPO) la domanda di registrazione è sottoposta ad una ricerca di novità: l'UIBM entro cinque mesi dalla data della domanda deve richiedere all'EPO il rapporto di ricerca, che deve essere redatto entro 9 mesi dalla data del deposito ed inviato all'UIBM, il quale comunica l'esito all'inventore.
La valutazione della domanda di registrazione di un brevetto europeo consiste nella ricerca internazionale di anteriorità, il cui esito viene pubblicato sul Bollettino Ufficiale dei Brevetti Europei, e quindi trasmesso al richiedente. La parte finale della procedura, che è costituita da un esame di merito, deve essere attivata dal soggetto interessato alla protezione.
Anche per la concessione del brevetto internazionale è necessaria una ricerca di anteriorità, che termina con l'emissione del rapporto di ricerca, nonché di un giudizio preliminare di brevettabilità dell'invenzione. A questo punto il richiedente può decidere se continuare la procedura o meno. La prima opzione importa il coinvolgimento dei singoli Uffici Brevetti dei paesi o delle organizzazioni designati: questi sono gli unici organismi cui spetta la concessione o il rifiuto dei brevetti, in ottemperanza alle legislazioni vigenti nel proprio territorio. In definitiva, l'unico brevetto di partenza si scinde in tanti brevetti quanti sono gli stati all'interno dei quali è accordata la protezione.
Una volta che il trovato viene giudicato brevettabile (nel territorio italiano, in quello europeo o a livello internazionale) viene eseguita la registrazione del brevetto: da questo momento il richiedente diviene titolare del monopolio brevettuale.
Diciotto mesi dopo (o, su richiesta dell'interessato, 90 giorni) la data del deposito il contenuto della documentazione brevettuale è pubblicamente consultabile: a tal proposito si parla comunemente di “data di accessibilità”.
La protezione assicurata dall'ordinamento dura fino alla data di scadenza del brevetto, che per l'invenzione è di 20 anni, per il modello di utilità è di 10 anni. Tale durata è condizionata al regolare versamento delle tasse annuali di mantenimento in vita nello stato in cui è depositata la domanda di registrazione, che deve avvenire dopo il terzo anno; per il brevetto internazionale ed europeo è richiesta anche la corresponsione delle tasse di mantenimento in vita negli stati designati a partire dalla concessione del brevetto.
Nel settore farmaceutico la durata della protezione brevettuale è soggetta a numerose proroghe, perché le normative e le necessità di sperimentazione richiedono tempi più lunghi di quelli necessari per gli altri tipi di innovazione, nonché perché il settore subisce, in ogni caso, la forte pressione della lobby di riferimento.

CHI
Ogni persona fisica o giuridica italiana o straniera è legittimata ad essere titolare di un brevetto.
L'articolo 3 del codice di proprietà intellettuale riguarda il trattamento dello straniero, che è ispirato alla parità con i cittadini italiani, a seconda dei casi piena o subordinata a determinate condizioni.
La legge consente a ogni inventore di depositare la propria domanda di brevetto preparando tutta la documentazione da solo, senza doversi rivolgere per forza ad un esperto. In tal caso il brevetto che viene concesso è valido a tutti gli effetti di legge. Tuttavia, l'ausilio di un esperto può risultare utile per una corretta redazione della documentazione, anche in vista di possibili iniziative giudiziarie dei concorrenti, sia tramite l'ausilio di studi specializzati nel settore.
Inoltre, i richiedenti possono essere rappresentati professionalmente soltanto da consulenti mandatari abilitati dall'Ufficio Brevetti Europeo o da avvocati.

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