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Disegni e modelli: tutela

del 14/10/2011
CHE COS'È?

Disegni e modelli tutela: definizione

Quando ci si occupa di disegni e modelli bisogna far riferimento al corpus normativo contenuto negli articoli 31-33, della sezione III rubricata «disegni e modelli» del capo II del nuovo codice di proprietà industriale, pur dovendosi ricordare che la disciplina quivi contenuta corrisponde per l’articolo 31 rubricato «oggetto della registrazione», se pur con delle piccole varianti, all’articolo 5 l. modelli, regio decreto 25 agosto 1940 n. 1411, mentre gli articoli 32 laddove si descrive il requisito della «la novità», e l’articolo 33 il carattere individuale», ricalcano senza varianti gli articoli 5 bis e 5 ter della citata legge. 
Completa il complesso quadro normativo il regolamento 6/2002/Ce del 12 dicembre 2001 (cosiddetto: "regolamento modelli") su disegni e modelli comunitari, ampiamente ispirato agli stessi principi sottesi alla direttiva 71/98.
Il regolamento, come era già accaduto per il marchio comunitario, ha stabilito un titolo di proprietà industriale unitario — quanto al regime giuridico — nell’intero territorio della Comunità. introducendo due titoli di privativa: uno sul disegno o modello comunitario registrato, l’altro sul disegno o modello comunitario di fatto.
In letteratura si è sottolineato come il legislatore comunitario abbia dovuto tener conto delle pressioni del mondo imprenditoriale, che reclamavano una insufficiente tutela del design industriale a cui faceva da contrappeso una facilità di contraffazione della forma dei prodotti.
La definizione appare formulata in modo chiaro e preciso: “Possono costituire oggetto di registrazione come disegni e modelli l'aspetto dell'intero prodotto o di una sua parte quale risulta, in particolare, dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale ovvero dei materiali del prodotto stesso ovvero del suo ornamento, a condizione che siano nuovi ed abbiano carattere individuale. Per prodotto si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, compresi tra l'altro i componenti che devono essere assemblati per formare un prodotto complesso, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici, esclusi i programmi per elaboratore. Per prodotto complesso si intende un prodotto formato da più componenti che possono essere sostituiti, consentendo lo smontaggio e un nuovo montaggio del prodotto”.
La dottrina interpreta il disegno ed il modello come l’esteriorità visibile dell’aspetto del prodotto.

Avv. Anna Lisa Bitetto
Ordine degli Avvocati di Bari
Loconte & Partners Studio Legale e Tributario

COME SI FA
Per registrare un modello o disegno ci si deve rivolgere all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) presentando una domanda con la riproduzione grafica del disegno o modello o la riproduzione grafica dei prodotti la cui fabbricazione deve formare oggetto del diritto esclusivo oppure un campione dei prodotti stessi quando trattasi di prodotti aventi fondamentalmente due sole dimensioni; nonché la descrizione del disegno o modello, se necessaria per l’intelligenza del disegno o modello medesimo.
La registrazione è ora subordinata a due requisiti: che l’aspetto dei prodotti (o delle parti) siano nuovi ed abbiano carattere individuale.
Per quanto concerne il carattere di novità il codice esplicitamente dichiara che un disegno o modello è nuovo se nessun disegno o modello identico è stato divulgato anteriormente alla data di presentazione della domanda di registrazione, ovvero, qualora si rivendichi la priorità, anteriormente alla data di quest'ultima, reputandosi identici i modelli o disegni quando le loro caratteristiche differiscono soltanto per dettagli irrilevanti.
La giurisprudenza da par suo afferma che sia nulla per difetto di novità la registrazione di un modello, già in precedenza divulgato e reso accessibile al pubblico da un concorrente, attraverso la presentazione ad una fiera del settore, e la vendita di alcuni esemplari all’estero, pur se al di fuori dell’Unione europea, rilevando la conoscibilità di quel prodotto negli ambienti interessati nell’ambito dell’Unione, non che ivi abbia avuto luogo l’attività commerciale relativa. (T. Torino, 31-05-2007).
Del resto uno dei profili di maggior interesse della disciplina dei modelli consiste proprio nell’individuazione della predivulgazione distruttiva della novità, invalidante l’altrui registrazione.
Sul requisito dell’individualità la giurisprudenza di merito ha chiarito come in materia di modelli industriali, il carattere individuale, cui la legge subordina la tutela dell’aspetto di un prodotto, o di una sua parte, sussiste qualora l’impressione generale che esso suscita nell’utilizzatore informato differisce da quella suscitata da ogni altro modello precedente, dovendosi intendere per utilizzatore informato non un esperto del ramo, ma un consumatore, che utilizza materialmente il prodotto nel quale è incorporato il modello, la cui attenzione è però notevolmente superiore alla media, in quanto è costantemente informato sulle caratteristiche dei prodotti e sull’evoluzione dei medesimi, sicché è in grado di distinguerne le variazioni non percepibili agli occhi della media dei consumatori. (T. Venezia, 13-07-2005).
Ma per la registrabilità di disegni e modelli ci si attende altresì la presenza nella forma di un apprezzabile apporto creativo idoneo in diversi ordinamenti a selezionare tra tutte le forme non identiche rispetto alle forme divulgate quelle veramente meritevoli di tutela.
Ci si attiene anche ad un analisi costi benefici dell’imprenditore poiché si considera come valore da tutelare l’investimento che l’imprenditore sopporta per la realizzazione ed il lancio di un nuovo prodotto (ricerche di mercato, progettazione, campionatura, presentazione alla forza vendita), con la volontà di eliminare la concorrenza di chi, non avendo compiuto alcun investimento e limitandosi a riprodurre il prodotto altrui, può operare in condizioni di evidente vantaggio in termini di costi e di tempi di realizzazione e commercializzazione del prodotto.
In vero si segnala un allargamento delle maglie della tutela dal momento che la nuova disciplina dei disegni e modelli, introdotta con decreto legge 95/01, non fa più riferimento al requisito di brevettabilità dello speciale ornamento, in passato richiesto per i modelli ornamentali, e considera tutelabile un modello a condizione che esso non sia identico ad altro già divulgato (nuovo) e sia altresì in grado di suscitare una differenziata impressione generale in un utilizzatore informato (carattere individuale), il grado di originalità richiesto per accedere alla speciale tutela che è assicurata dalla registrazione del modello risulta ora senz’altro ridotto e non aumentato.
Si segnala, inoltre, sul piano giudiziale come la tutela del diritto d’autore, ex articolo 2, n. 10, l.a., è cumulabile con quella rappresentata dagli articoli 31-44 del codice della proprietà industriale, qualora l’opera di disegno industriale presenti, oltre ad un carattere creativo, anche un «valore artistico» (Milano, 29-12-2006).

CHI
La protezione può essere richiesta dallo stesso disegnatore o avente causa o se questi lavora per un’impresa, dall’impresa stessa a condizione che tale opera rientri nelle sue mansioni; quindi, il richiedente può essere sia una persona fisica sia una persona giuridica. In entrambi i casi la domanda può essere presentata direttamente o attraverso un consulente
La legge stessa dispone che la registrazione per disegni e modelli, che siano opera di dipendenti, in quanto tale opera rientri tra le loro mansioni, spetta al datore di lavoro, fermo restando il diritto del dipendente di essere riconosciuto come autore del disegno o modello e di fare inserire il suo nome nell'attestato di registrazione.
Diversa ma speculare l’ipotesi in cui il disegno sia stato creato da un disegnatore esterno all’impresa nel quadro di un contratto con l’impresa, dal momento che i diritti sull’opera spettano all’impresa commissionante.

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