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Omessi versamenti di contributi INPS

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Omessi versamenti di contributi INPS: definizione

L’omesso versamento di contributi previdenziali (INPS) è il reato previsto da legge speciale che punisce il datore di lavoro che non abbia adempiuto l’obbligo di pagamento all’Inps dei contributi dovuti con riferimento alla retribuzione dei propri dipendenti.

(Decreto Legge 463/1983 - convertito nella legge 11 Novembre 1983, n. 638, art. 2, commi 1 e 1 bis)

Avvocato Barbara Rita Sartirana
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Avv. Barbara Sartirana


COME SI FA

Chi sia stato informato dell’apertura di procedimento penale a proprio carico con riferimento al reato di omesso versamento di contributi previdenziali (INPS) dovrà in primo luogo visionare il fascicolo del procedimento - direttamente, oppure attraverso Legale incaricato - al fine di raccogliere l’intera documentazione relativa alle contestazioni e verificare attraverso la propria contabilità d’impresa (libro matricola e registro delle presenza vidimati dall'Inail, certificati della Camera di Commercio attestanti il numero dei dipendenti, buste paga del periodo, prospetti riepilogativi mensili di sgravio fiscale, stampe di estratti dalle banche dati Inps etc.) l’effettiva debenza di tali importi.

Sarà utile controllare, altresì, che non vi siano ricorsi o contestazioni pendenti in sede amministrativa con riferimento a tali contributi.

Sarà anche importante controllare l’esistenza di una pregressa notificazione dell’avviso da parte dell’Ente Previdenziale, contenente il termine per il pagamento degli omessi contributi – pena la comunicazione all’Autorità Giudiziaria. In assenza di tale notificazione, sarà ancora possibile estinguere il reato attraverso il pagamento.

Diversamente, occorrerà valutare la miglior scelta processuale, attraverso consulto con un professionista.


CHI

Il reato consegue ad una sanzione amministrativa e ad una cartella di pagamento inviati al datore di lavoro da parte dell’Ente previdenziale.

Oltre alla sanzione comminata dall’Ente per more e spese di recupero del credito, dunque, il datore di lavoro dovrà affrontare un procedimento penale. Constatato il mancato pagamento dei contributi dovuti, a fronte del mancato riscontro al sollecito, l’Ente Previdenziale, infatti, provvede a comunicare la notizia di reato alla Procura della Repubblica attraverso vera e propria denuncia.

Sarà utile pertanto, affidarsi a due professionisti distinti: da un lato ad un Commercialista che possa valutare la correttezza delle richieste di pagamento ed eventualmente verificare la sussistenza di presupposti per sollevare contestazioni relative all’avviso dell’Ente Previdenziale.

Dall’altro lato, a fronte dell’apertura del procedimento penale, il datore di lavoro dovrà ricorrere ad un Avvocato penalista per valutare le strade più opportune da seguire.

Nella generalità dei casi non si avrà molto tempo a disposizione in quanto le Procure - essendo la prova del mancato pagamento ricavabile già dalla denuncia presentata dall’Ente Previdenziale – notificano all’imputato direttamente un decreto Penale di condanna, avverso il quale dovrà valutarsi con l’Avvocato penalista eventuale opposizione a decreto penale di condanna.


FAQ

Che accertamenti effettua il Pubblico Ministero prima di procedere alla contestazione del reato di omesso versamento di contributi previdenziali?

Non è previsto un particolare onere probatorio, potendo il Pubblico Ministero semplicemente motivare l’imputazione attraverso il riferimento alla relazione redatta dagli agenti accertatori Inps ed alla denuncia inoltrata alla Procura delle Repubblica a firma del funzionario Inps. Incomberà poi al datore di lavoro dimostrare il contrario.

Il reato di omesso versamento di contributi previdenziali può essere attribuito a chi sia stato delegato a tale pagamento da parte del datore di lavoro (ad esempio il Commercialista)?

No, la responsabilità penale è riferita al datore di lavoro, ossia al titolare del rapporto di lavoro con i lavoratori, e, dunque, nelle società, al rappresentante legale (salvo che, in imprese di complessa organizzazione, egli fornisca la prova di aver delegato la gestione amministrativa di tale rapporto nelle forme e con i requisiti previsti per le deleghe di responsabilità).

Il reato di omesso versamento di contributi previdenziali sussiste in assenza di volontarietà dell’omissione?

Per la punibilità è sufficiente la coscienza e la volontà della omissione contributiva o della tardività del versamento (Dolo generico), che non viene esclusa per il solo fatto di aver demandato a terzi, anche professionisti in materia, l'incarico di provvedere, perché obbligato al versamento è il “titolare del rapporto di lavoro” e, come tale, deve vigilare affinchè il terzo adempia alla obbligazione, di cui egli è l'esclusivo destinatario.

Le difficoltà economiche possono escludere il reato di omesso versamento di contributi previdenziali?

No, le difficoltà economiche non costituiscono causa di giustificazione del mancato versamento delle dovute ritenute previdenziali ed assistenziali INPS.  

E se le difficoltà economiche neppure hanno consentito di pagare lo stipendio ai dipendenti?

In tal caso, secondo un orientamento giurisprudenziale minoritario, supportato da pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione Penale (sentenza 28/05-26/06/2003 Presidente Marvulli), il reato di omesso versamento di contributi previdenziali non sarebbe sussistente nelle ipotesi in cui il datore di lavoro non abbia pagato la retribuzione al lavoratore e ciò alla luce di una interpretazione letterale della norma che parla di “ritenute” “operate” sulle somme dovute a titolo di stipendio. Conseguentemente, se lo stipendio non è stato ancora corrisposto, le “ritenute” non sarebbero ancora state “operate”. 

Che condanna prevede il reato di omesso versamento di contributi previdenziali?

L’articolo 2, comma 1-bis della Legge 11 Novembre 1983, n. 638’ prevede la reclusione fino a tre anni e la multa fino ad € 1032,91.  

Può essere convertita la pena in multa?

Sì, nella maggioranza dei casi il procedimento penale viene definito attraverso la notifica di un decreto penale di condanna al datore di lavoro, comminante già la sanzione pecuniaria sostitutiva (che consegue, in ogni caso, all’accertamento della responsabilità penale). 

Se pago la multa del procedimento penale, non dovrò più corrispondere i contributi previdenziali?

No, dovrò pagarli ugualmente all’Ente Previdenziale. Trattandosi di procedimenti distinti (da un lato penale e dall’altro amministrativo) le due sanzioni pecuniarie coesistono, essendo di natura differente.

Che termine avrò per pagare i contributi senza che si apra il procedimento penale per i reato di omesso versamento di contributi previdenziali?

Il pagamento entro tre mesi dalla notificazione dell’avviso da parte dell’Ente Previdenziale (contenente la contestazione o l’avviso dell'avvenuto accertamento della violazione) estingue il reato. Pertanto l’Ente Previdenziale non inoltrerà la denuncia all’Autorità Giudiziaria. 

E se dimostro di non aver mai ricevuto notificazione dell’avviso da parte dell’Ente Previdenziale?

Sarà ancora possibile estinguere il reato attraverso il pagamento, sino a tre mesi dalla comunicazione da parte dell’Autorità Giudiziaria.  Secondo un orientamento ancor più garantista, invece, l’avviso è “presupposto” del reato, pertanto, non potrà essere sostituito dalla notificazione inerente il procedimento penale. Conseguentemente, in assenza della notificazione dell’avviso, il procedimento penale potrebbe essere chiuso per mancanza della condizione di procedibilità per il reato in questione.

L’avviso di pagamento da parte dell’Ente Previdenziale contiene anche importi a titolo di mora e spese di recupero del credito; si estingue il reato di omesso versamento di contributi previdenziali pagando esclusivamente gli importi relativi i contri

No. Occorrerà provare il pagamento integrale, comprensivo di interessi moratori, spese di recupero del credito e sanzioni civili.

Se effettuo il pagamento prima del giudizio, ma oltre i termini dei tre mesi concessi, potrà essere applicata l’attenuante del risarcimento del danno?

Solo se il pagamento è integrale (ossia rappresenta l'ammontare dei contributi, gli interessi e le spese eventualmente sostenute dall'istituto per il recupero del credito) può essere valutato dal Giudice quale integrale risarcimento del danno. Tuttavia spesso viene chiesta l’ulteriore prova della “spontaneità” del pagamento – spontaneità esclusa dalla Giurisprudenza se la necessità di pagare è sorta al solo fine di affrontare il giudizio penale.

Allora il pagamento parziale dei contributi o la mancata prova della spontaneità non comporterà una riduzione della condanna?

Potranno comunque essere valutate dal Giudice minori riduzioni attraverso la concessione delle attenuanti generiche di cui all’art. 62 bis Codice Penale. 

E’ applicabile l’indulto al reato di omesso versamento di contributi previdenziali?

Sì, per i reati commessi prima del 2 Maggio 2006, potrà essere richiesta l’applicazione Indulto di cui alla legge n. 241/2006.
vota  

DISCUSSIONI ARCHIVIATE

sandro quintavalle commercialista

27/03/2012 21:18:46

Grazie per le preziose e chiarissime informazioni di facile apprendimento grazie al contenuto fornite da professionista esperta.
grazie

Giorgio

20/06/2012 20:37:02

Gent.mo Avvocato,
sono da poco consulente con P.iva, iscritto per legge all'Inps, gestione commercianti.
Poichè non sto incassando le fatture emesse, avrò difficoltà con il versamento contributivo.
Vorrei sapere se, pur essendo autonomo, rischio penalmente nel caso di mancati versamenti contributivi?
Grazie.

Avv. Barbara Sartirana

28/07/2012 18:04:53

Risposta a Giorgio:
La norma in questione tutela i “dipendenti” dalle omissioni da parte del “datore di lavoro”. Nel Vs caso (danno a se stessi) è inapplicabile la fattispecie.

pamela

07/09/2012 22:13:47

Se esiste una rateizzazione accordata da Equitalia, ci si può opporre al decreto di condanna?

domenico

12/05/2013 12:24:29

L'omesso invio di una denuncia retributive(maggio 2008) di poi inviate telematicamente ottobre 2010 ha lo stesso peso, sanzionatorio, della omissione contributiva?Ripeto si è omesso l'invio nel maggio 2008, di poi regolarizzato nell'ottobre 2010. Cio' ha generato note di rettifiche non sanate, e successive emissioni di cartelle esattoriali non pagate poichè, stante a parer mio, ma errando, il convincimento di mero errore materiale e sopratutto formale, a cascata e inficiando sugli sgravi contributivi successivi.E' possibile che quel vizio d'origine debba inficiare gli sgravi contributivi? Possibile la mancata denuncia debba essere equiparata a omissione contributiva? Grazie domenico 339.1690052

risposta del Professionista

08/06/2013 13:26:59

L’invio della denuncia è presupposto per la comunicazione dei versamenti contributivi da effettuare. Mi par di capire che, in seguito alla regolarizzazione dell’invio nel 2010, non si sarebbero comunque effettuati i versamenti, né sarebbero state impugnate le relative cartelle esattoriali conseguenti alle note di rettifica. In tal caso, il rilievo penale è comunque relativo ad una omissione contributiva, non essendo stati tempestivamente sanati gli omessi versamenti.

Anna

03/06/2013 00:23:13

Sono amministratore delegato di una scuola privata dove gli incassi sono di solito in contanti e poi versati sul conto da cui effettuo tutti i pagamenti... Un mese fa mi hanno sottoposto il conto a sequestro preventivo per indagini ( penali ) relative alla vecchia gestione... Al momento del sequestro il conto era ed è in rosso... Ed oggi qualsiasi somma versata va direttamente in un fondo garanzia... Quindi non può essere utilizzata... Come devo fare per i versamenti dei contributi INPS??? Tra l altro ho in corso una rateazione e l INPS mi ha risposto che non ne posso chiedere altre... E se non pago oltre all' appropriazione indebita dei contributi a carico dei dipendenti mi emettono il durc irregolare e il comune non mi paga per l' assistenziario specialistico ( gara d'appalto vinta in passato) come devo fare???

risposta del Professionista

29/08/2013 18:02:44

Potrete sottoporre il problema al Pubblico Ministero procedente e proporre, eventualmente, istanza motivata e documentata al Giudice per le Indagini Preliminari affinchè una parte delle somme accreditate venga svincolata e destinata al pagamento dei contributi INPS in scadenza. Nella motivazione rappresentate anche i danni che deriverebbero a Voi ed alla Società in caso di diniego della richiesta.

Lorenzo

05/06/2013 13:39:43

Sono commerciante - socio di una S.n.c.in pensione da 2010 con 40 anni di contributi. La società si trova in grande difficoltà economiche: stipendi non pagati per 8 mesi. Ho venduto tutto per stabilizzare la situazione, ma non è stato sufficiente. Ora sono nullatenente e non riesco più pagare ne anche i miei contributi INPS. Cosa rischio?

risposta del Professionista

29/08/2013 18:03:33

La contestazione penale sarà relativa al reato di cui all'art. 2 L. n.683 del 1983 e ss. modifiche, per omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali. Tuttavia, in presenza di grave periodo di crisi ed oggettiva indisponibilità che non abbia consentito di corrispondere gli stipendi ai dipendenti, la Giurisprudenza di merito è giunta ad escludere la sussistenza del reato, avvalendosi dell'interpretazione restrittiva per cui è punibile l'omesso versamento solo se relativo alle ritenute operate sulle retribuzioni “effettivamente corrisposte” (es. Trib. Bologna, 14/03/2013; Trib. Napoli Sez. VII, 01/03/2013; Trib. Taranto Sez. I, 07/01/2013).

Cristian

09/06/2013 11:21:58

Salve.
Vorrei sapere se vi è qualche possibilità di sapere o di far eseguire dei controlli dell'INPS riguardo la situazione previdenziale di persone che potrebbero non essere in regola con i pagamenti (nella mia città ci sono dei cinesi che si vantano di non pagare contributi....)

risposta del Professionista

29/08/2013 18:06:46

Potrete segnalare la questione alla Guardia di Finanza, lasciando loro i dovuti accertamenti d'ufficio.

anna

25/06/2013 16:03:50

E' possibile chiedere la dilazione del pagamento? Se si come? Grazie

risposta del Professionista

29/08/2013 18:19:59

La dilazione di pagamento deve essere concordata con l'Ente preposto alla riscossione.
In ogni caso, se corrisposte volontariamente somme in acconto, ne sarà tenuto conto in termini di riduzione della sanzione ed interessi.

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