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Decreto penale di condanna

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Decreto penale di condanna: definizione

Il decreto penale di condanna rappresenta una delle modalità processuali attraverso cui giungere alla definizione anticipata del processo penale. E’ un procedimento speciale che consente al Pubblico Ministero di ottenere una condanna pecuniaria dell’imputato senza che venga celebrato processo nei suoi confronti.
(Codice Procedura Penale, articolo 459 e successivi)

Avvocato Barbara Sartirana
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Avv. Barbara Sartirana


COME SI FA

L’imputato riceve presso il proprio domicilio la notifica del decreto penale di condanna, contenente la sommaria indicazione del reato contestato e della pena che gli è stata comminata. Trattasi si una condanna al pagamento di una determinata somma, sia essa quale pena prevista per il reato, sia quale risultato della sostituzione di una pena detentiva di minima entità.
Attenzione: benché si presenti sotto forma di “multa”, talvolta con tanto di modulo F23 e di istruzioni per il pagamento, NON è una sanzione amministrativa, bensì una multa di carattere PENALE che, pur non menzionata nel Casellario Giudiziale, costituisce precedente penale.
Spesso gli Amministratori di Società vengono raggiunti da plurimi decreti penali di condanna che definiscono le questioni più banali per fatti inerenti le attività svolte nei singoli stabilimenti o la gestione amministrativa e contabile (ad esempio per casi di rumorosità ambientale o per omessi versamenti contributi), senza che si avvedano della differenza tra decreto penale di condanna ed una semplice sanzione amministrativa.
A tal punto, è assolutamente urgente che l’interessato esamini gli atti del fascicolo che ha condotto alla chiusura del procedimento in tal modo, per valutare se proporre opposizione al decreto penale di condanna e discutere la propria difesa in un procedimento che preveda il contraddittorio delle parti.
Il termine è brevissimo: se entro 15 giorni dalla notifica non verrà presentata formale opposizione, il decreto penale diverrà definitivo.
Con l’opposizione si potrà scegliere anche un rito alternativo (patteggiamento o giudizio abbreviato) e, ove il reato rientri nella tipologia prevista dalla legge, potrà esserne chiesta l’oblazione.


CHI

In ragione dei tempi ristretti (15 giorni) e delle diverse scelte che si presentano all’imputato, è consigliabile che si rivolga senza ritardo ad un Avvocato penalista per valutare le strade più opportune da seguire.
Talvolta, in caso di più procedimenti avviati nei confronti del medesimo imputato, potrebbe essere scelta la strada dell’opposizione al decreto penale di condanna anche solo per mere ragioni di tempistiche processuali e di definizione anticipata dell’uno, piuttosto che dell’altro processo, ovvero in caso di imminente prescrizione.
Per tali motivi l’assistenza legale è ampiamente consigliabile, pur potendo l’imputato stesso accedere personalmente alla visione del proprio fascicolo presso la Cancelleria del Giudice, nonché presentare personalmente la propria opposizione.


FAQ

Da chi viene emesso il decreto penale di condanna?

Viene emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari, ed è a questi richiesto da parte del Pubblico Ministero che presenta specifica richiesta motivata, con l’indicazione anche della misura della pena che ritiene di applicare.

Cosa accade se il Giudice non ritiene di accogliere la pena indicata dal Pubblico Ministero?

Il Giudice NON emette il Decreto Penale e restituisce gli atti al Pubblico Ministero per la prosecuzione delle indagini o per nuova richiesta, a meno che il Giudice non ritenga, dall’analisi degli atti, di poter subito pronunciare sentenza di proscioglimento (articolo 129 Codice Procedura Penale) nei confronti dell’imputato.

Cosa succede nel caso in cui non sia possibile la notificazione al domicilio dell’imputato?

Se l’imputato è irreperibile o non viene rintracciato al domicilio eventualmente eletto nel corso delle indagini del procedimento, il Giudice deve revocare il Decreto Penale di Condanna già emesso.

Posso vedere personalmente gli atti delle indagini che hanno portato il Pubblico Ministero a richiedere il decreto penale di condanna? Se sì, dove?

Sì, l’interessato stesso potrà vedere il fascicolo ed estrarne copia presso l’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari indicato nel decreto penale di condanna, mostrando il decreto penale ricevuto. 

Posso delegare alla visione del fascicolo qualcuno che non sia un Avvocato?

Sì, è possibile fornire delega ad un terzo, tuttavia è necessario allegare anche copia del documento di identità, e consegnare delega in originale sottoscritta.  Se l’Ufficio è particolarmente fiscale, può richiedere la sottoscrizione autenticata da un Cancelliere o da un Segretario Comunale.

Il decreto penale di condanna può essere emesso per qualunque genere di reato?

No. Vi sono dei limiti riferiti al tipo di pena che il Pubblico Ministero ritiene di applicare. Potrà essere emesso solo in caso di reati che prevedano la condanna a sola pena pecuniaria, ovvero di reati che, puniti con una ridotta pena detentiva, possano consentirne la sostituzione con pena pecuniaria. 

Al decreto penale di condanna possono seguire misure di sicurezza?

No. Se il soggetto è ritenuto pericoloso, pertanto meritevole di una misura di sicurezza personale, il decreto penale di condanna NON potrà essere emesso.

In qualità di querelante, volendomi costituire parte civile, posso evitare che il processo si definisca anticipatamente attraverso il decreto penale di condanna?

Sì, il querelante può preventivamente impedire tale scelta, formalizzando da subito, nella stessa querela, la volontà di opporsi alla definizione del procedimento penale attraverso decreto penale di condanna.

Il decreto penale di condanna può avere efficacia in un giudizio civile o amministrativo?

L’articolo 460, comma 5 del Codice Penale prevede espressamente che il decreto penale di condanna NON abbia efficacia di giudicato nel giudizio civile ed amministrativo. Ciò in quanto un vero e proprio processo non vi è stato. Certo è che, se prodotto in tali giudizi, potrà comunque influenzare il libero convincimento del Giudice, a maggior ragione laddove constati che il decreto penale di condanna sia stato passivamente accettato, senza opposizione.

Il pagamento del decreto penale di condanna estingue il reato?

Sì, ma non subito. Il reato si estingue se nel corso di 5 anni, nel caso in cui il decreto penale di condanna sia stato emesso per un delitto (oppure in 2 anni se sia stato emesso per una contravvenzione) l’imputato non commetta altro reato della medesima specie.

Il pagamento del decreto penale di condanna è di ostacolo ad una futura eventuale sospensione condizionale?

Nel caso si sia estinto il reato come sopra, non vi sarà alcun problema. Diversamente, in pendenza ancora degli effetti penali, il Giudice dovrà comunque valutare se vi siano gli estremi per la sospensione condizionale previsti dagli articoli 163 e 164 del Codice Penale.

Un esempio?

Un soggetto aveva riportato condanna in seguito a decreto penale di condanna. Tempo dopo, aveva patteggiato la pena per un diverso reato, ottenendone la sospensione condizionale.  In fase di esecuzione, il Pubblico Ministero, avvedutosi delle due iscrizioni penali a carico del soggetto, aveva richiesto al Giudice dell’esecuzione la revoca della sospensione condizionale in ragione della precedente condanna per decreto che, sommata alla pena patteggiata, avrebbe esorbitato i limiti di ammissibilità previsti dagli 164 e 168 del Codice Penale in tema di sospensione condizionale.  Il Giudice prima e la Cassazione poi, hanno rigettato la domanda di revoca del Pubblico Ministero in quanto il reato sanzionato dal decreto era estinto, non avendo il condannato commesso alcun reato nel termine di legge di cui all'art. 460, comma 5 del Codice di Procedura Penale che prevede espressamente, in tal caso, l’estinzione di ogni effetto penale. Tra gli effetti penali della condanna deve considerarsi compresa, infatti, anche la limitazione che riguarda la possibilità di ottenere il beneficio della sospensione condizionale della pena. 
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

samuele

01/02/2013 02:06:06

Mi chiedevo se nel caso di ritiro patente ai sensi degli artt.186(tasso alcolemico superiore a 1.50 mg/l) e 187 del C.d.S. è obbligatoria l'assistenza di un legale e se si perchè.
Grazie.
Cordiali saluti

risposta del Professionista

03/02/2013 22:18:04

Sì, in quanto trattasi di illecito penale e, come tale, prevede l'assistenza obbligatoria da parte di un difensore. Se non nominato di fiducia, verrà in ogni caso indicato un difensore d’ufficio.

antonio

14/05/2013 14:56:54

Buongiorno Avvocato vorrei una breve delucidazione tra l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense e decreto penale di condanna in seguito a guida in stato di ebbrezza, con pagamento di oblazione, quando non sono ancora trascorsi i 5 anni (D. P. di C. 2008, esame dic. 2012)

risposta del Professionista

08/06/2013 14:02:22

Mi par di capire che il quesito sia relativo alla possibilità o meno di sostenere l'esame in presenza di tale condanna, peraltro oblata. Lo scritto pare sia già stato sostenuto (dicembre, 2012), pertanto il Consiglio dell'Ordine ha già rilasciato nulla osta all'iscrizione. Il riferimento alle valutazioni deontologiche ed alle incompatibilità è demandato al Consiglio dell'Ordine di appartenza, secondo le regole di cui alla Legge L. 31/12/2012, n. 247. Ai praticanti si applicano le medesime norme disciplinari per gli avvocati (Art. 42: I praticanti osservano gli stessi doveri e norme deontologiche degli avvocati e sono soggetti al potere disciplinare del consiglio dell'ordine) ed i requisiti per l'iscrizione sono indicati all'articolo 17, tra cui figurano:
f)  non essere sottoposto ad esecuzione di pene detentive, di misure cautelari o interdittive;
g)  non avere riportato condanne per i reati di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale e per quelli previsti dagli articoli 372, 373, 374, 374-bis, 377, 377-bis, 380 e 381 del codice penale;
h)  essere di condotta irreprensibile secondo i canoni previsti dal codice deontologico forense.

Ferma restando la valutazione discrezionale demandata all'Ordine di appartenenza circa la condotta irreprensibile, non pare che il reato in questione, oblato, possa essere sì rilevante da essere ostativo all'abilitazione.

riccardo

16/07/2013 15:57:35

Salve sono passati quasi tre anni da quando sono stato fermato per guida in stato alterato 187 cds, ma ancora non mi è arrivato il decreto penale di condanna. Quanto tempo devo ancora aspettare? e deve arrivare a me o al mio avvocato? grazie

risposta del Professionista

29/08/2013 18:27:09

La notifica del decreto penale di condanna sarà effettuata presso il domicilio eletto nel verbale a suo tempo consegnatoVi. Se avevate indicato il luogo delle notifiche presso il Vs difensore, allora a Voi non giungerà avviso.
I tempi di emissione del decreto dipendono dal carico di lavoro della Procura della Repubblica prima e del GIP poi. Potrete in ogni caso controllarne lo stato presso i rispettivi Uffici.

CRISTINA

22/07/2013 17:47:37

Buon giorno Avvocato
nel caso di ritiro patente ai sensi degli artt.186(tasso alcolemico superiore a 1.50 mg/l) e 187 del C.d.S. oltre al sequestro dell'auto, ho letto che è prevista una sanzione che va da 1500-6000 euro più l'arresto da 6 mesi ad un anno .
Mi chiedevo l'arresto avviene anche se la persona fermata non ha commesso nessun incidente e soprattutto se è la prima volta che commette tale reato?
Dopo quanti giorni da tale verbale avviene il processo?
e se da lì al giorno del processo deve recarsi all'estero per vacanza o per lavoro, può lasciare il paese?

Ringraziandola fin d'ora
Cordiali saluti
CriS

risposta del Professionista

29/08/2013 18:40:54

L'arresto sarà convertito in pena pecuniaria, in aggiunta alla sanzione che potrà essere ridotta per le circostanze attenuanti generiche, trattandosi di prima commissione del reato.
Non sarà celebrato processo. Riceverete con tutta probabilità un decreto penale di condanna, quando la Procura avrà sottoposto al GIP il Vs fascicolo.
Potrete, anche da subito, chiedere la sostituzione della pena (anche pecuniaria) con lavoro di pubblica utilità.
Non Vi è inibito il recarVi all'Estero.

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