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Emissione di fatture per operazioni inesistenti

del 10/12/2015
CHE COS'È?

Emissione di fatture per operazioni inesistenti: definizione

L'emissione di fatture per operazioni inesistenti è un reato previsto dal Decreto Legislativo numero 74 del 2000 (articolo 8) che può essere punito con la reclusione da un minimo di un anno e sei mesi a un massimo di sei anni. La competenza è del tribunale, mentre la procedibilità è di ufficio: il fermo è consentito mentre l'arresto è facoltativo in flagranza.


COME SI FA

In che cosa consiste questo reato?

Tale reato si configura nel momento in cui una persona emette fattura o degli altri documenti relativi a operazioni inesistenti allo scopo di permettere a terzi l'evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto. L'emissione e il rilascio di documenti differenti o di fatture differenti per operazioni inesistenti che riguardano lo stesso periodo di imposta rientrano in un reato unico. 

Qual è il momento della consumazione?

Il delitto viene commesso nel momento in cui chi ha ricevuto il documento emesso lo registra; per quel che riguarda la competenza del giudice nel caso in cui le emissioni delle fatture siano avvenute in più circondari, spetta al tribunale del circondario nel quale la notizia di reato è stata iscritta per la prima volta dal pubblico ministero. L'emissione di fatture per operazioni inesistenti viene considerata un reato di pericolo con natura istantanea, e la sanzione penale viene irrogata a prescindere dal fatto che lo scopo di permettere l'evasione delle imposte dirette o dell'Iva si realizzi o meno. 


CHI

L'avvocato penalista.


FAQ

1. Tutti possono essere puniti per questo reato?

Sì, anche se non si è tenuti a conservare le scritture contabili, chiunque emetta documenti o fatture per operazioni inesistenti può essere punito, in quanto la fattispecie criminosa non presuppone una qualificazione specifica per i soggetti agenti. Il bene giuridico che la legge vuole proteggere è l'interesse patrimoniale dell'erario rispetto alla regolare percezione del tributo, mentre per ciò che concerne l'elemento soggettivo viene chiamato in causa il dolo specifico, che presuppone lo scopo di permettere a terzi di evadere l'Iva o le imposte sui redditi, o di ottenere un rimborso non dovuto, o di vedere riconosciuto un credito di imposta che in realtà non esiste. 

2. Come succede nel caso in cui vengano rilasciate più fatture?

Se nello stesso periodo di imposta vengono emesse o rilasciate più fatture, si materializza - come detto - un delitto unico: la consumazione del reato, in ogni caso, corrisponde con il rilascio o l'emissione del primo documento in ordine cronologico, mentre il termine per la prescrizione deve essere calcolato a partire dalla data di emissione dell'ultimo documento. L'emissione di fatture per operazioni inesistenti è un reato di pericolo astratto istantaneo; in pratica, il pericolo è rappresentato dal fatto che non è indispensabile che i documenti falsi siano realmente utilizzati. 

3. Quali sono i termini per la prescrizione?

Il Decreto Legislativo numero 74 del 2000 non indica i termini di prescrizione per questo reato; di conseguenza, la disciplina relativa deve essere ricavata dai principi generali stabiliti dagli articoli del Codice Penale in materia. La prescrizione, quindi, si verifica nel momento in cui è decorso il tempo che equivale al massimo della pena stabilita dalla legge (sei anni, in questo caso). Per determinare il tempo da calcolare per la prescrizione, non vengono presi in considerazione eventuali aumenti di pena o eventuali riduzioni di pena che potrebbero essere determinati dall'applicazione di aggravanti o attenuanti. Va detto, tuttavia, che la Legge numero 148 del 14 settembre del 2011 ha aumentato di un terzo i termini di prescrizione per i reati indicati negli articoli dal 2 al 10 del Decreto Legislativo numero 74 del 2000: di conseguenza, i delitti in parola, inclusa l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, hanno un termine di prescrizione di otto anni. 
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