Il Professionista su misura per te
o richiedi una
Chiedi una Consulenza o Preventivo Gratuito

Omessa contribuzione

del 26/01/2012
CHE COS'È?

Omessa contribuzione: definizione

Con la costituzione del rapporto di lavoro subordinato nasce automaticamente in capo al datore di lavoro l’obbligo del pagamento dei contributi; qualificandosi questi ultimi come “quella parte della retribuzione (nel caso di lavoro subordinato) o di reddito da lavoro (nel caso di lavoro autonomo o collaborazione) destinata al finanziamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali".
L’obbligo di versare i contributi per conto dei lavoratori dipendenti nasce indipendentemente da qualunque atto di natura amministrativa; non vi è in sostanza alcuna domanda di iscrizione da presentare all’Inps.
Qualora il datore di lavoro ometta o evada questo obbligo contributivo va incontro a una serie di sanzioni, che legalmente definiscono il cosiddetto “regime sanzionatorio”, le quali hanno lo scopo da un lato di disincentivare tale comportamento omissivo e dall’altro di risarcire il danno subito dagli enti previdenziali e assistenziali causato dal mancato o tardivo versamento.

Dott. Matteo Burioni
Consulente del Lavoro
Studio 27 Consulenti del Lavoro Associati

COME SI FA
Il vigente sistema sanzionatorio, introdotto con la legge n. 388 del 23.12.2000 (che sostituisce la vecchia disciplina e il regime sanzionatorio precedente al 01.2001) prevede l’applicazione di sanzioni diverse in relazione alla gravità dell'inadempienza, le quali sono suddivise in:
  • sanzioni civili;
  • sanzioni penali;
  • sanzioni amministrative.
Al fine si stabilire quale sanzione applicare in caso di mancato versamento dei contributi, il legislatore ha previsto una graduazione delle sanzioni sulla base del comportamento del datore del lavoro. In base ad esso possono verificarsi due ipotesi:
  1. omissione contributiva: si ha quando si verifica un mancato o ritardato pagamento dei contributi rilevabili da denunce e registrazioni obbligatorie.
    La sanzione corrispondente per omessa contribuzione è pari al tasso ufficiale di riferimento (TUR) maggiorato di 5,5 punti percentuali, in ragione d’anno, non oltre il tetto massimo del 40% dei contributi dovuti. In caso di raggiungimento del tetto massimo, con l’esclusione delle sanzioni già calcolate, si applicano gli interessi di mora.
    Con la circolare n. 66 del 5 giugno 2008 l’Inps ha chiarito quali sono le fattispecie che debbono essere ricondotte nell’alveo dell’omissione contributiva, più specificatamente:
    • retribuzioni imponibili ai fini contributivi esposte sul modello SA /770 regolarmente presentato;
    • differenze tra l’importo annuo delle retribuzioni imponibili ai fini contributivi esposte sul modello SA/770 regolarmente presentato e il totale annuo delle retribuzioni esposte sulle denunce mensili presentate dall’azienda;
    • contribuzione dovuta al seguito di reintegra sul posto di lavoro disposta dal Giudice o a seguito di accertamento giudiziale di differenze retributive.
  2.  Evasione contributiva: si caratterizza qualora si manifesti la specifica intenzione di non versare in toto i contributi.
    Tra i casi di evasione più gravi possiamo annotare:
    • mancata iscrizione all’Inps;
    • mancate comunicazioni obbligatorie;
    • infedele registrazione della retribuzione.
    La sanzione per evasione contributiva è pari al 30% in ragione d’anno, non oltre il tetto massimo del 60% dei contributi dovuti. Dopo il raggiungimento del tetto con esclusione delle sanzioni già calcolate, si applicano gli interessi di mora.
    Nel caso in cui l’evasione venga denunciata spontaneamente, prima di sopravvenute contestazioni o richieste da parte degli Enti, e ciò avvenga in un periodo compreso entro i 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento, la sanzione prevista sarà il tasso ufficiale di riferimento (TUR) maggiorato di 5,5 punti percentuali, in ragione d’anno, non oltre il tetto massimo del 40% (non più dunque il 60%) dei contributi dovuti. Dopo il raggiungimento del tetto, con esclusione delle sanzioni già calcolate, si applicheranno gli interessi di mora. 
La legge n. 388 del 2000 ha inoltre introdotto la possibilità di riduzioni delle sanzioni civili per l’omessa contribuzione nei seguenti casi:
  • rilevanti oggettive incertezze nell’obbligo contributivo, qualora sulla controversia non si sia formato un orientamento giurisprudenziale costante o quando il mancato pagamento sia da imputare a istruzioni fuorvianti di uffici competenti (regolarmente documentate) in base alle quali si sia formato il convincimento di non essere tenuti al pagamento;
  • fatto doloso commesso dal terzo denunciato all’autorità giudiziaria: per il riconoscimento di questa riduzione non basta la denuncia presso autorità giudiziaria ma deve essere esibita la documentazione attestante la situazione processuale;
  • aziende in situazione di crisi, riorganizzazione o riconversione: la riduzione delle sanzioni può essere concessa qualora sia stato emanato un decreto di concessione CIGS, diversamente è necessario un accertamento da parte dell’Inps della situazione denunciata. La legge n. 388 del 2000 ha confermato la riduzione delle sanzioni nei casi previsti dalla legge n. 662/ 96 ovvero nei seguenti casi:
    1. procedure concorsuali: per le aziende sottoposte a procedure concorsuali le sanzioni civili possono essere ridotte a un tasso annuo non inferiore a quello degli interessi legali;
    2. enti non economici, fondazioni e associazioni non aventi fini di lucro: le sanzioni sono ridotte all’interesse legale quando il finanziamento sia prevalentemente pubblico mentre è ridotto alla misura dell’interesse legale aumentato del 50% qualora non vi sia prevalenza pubblica.
Per concludere ci sembra opportuno soffermarsi brevemente sulle sanzioni penali per omessa contribuzione. Il decreto legislativo n. 211 del 1994 stabilisce che in caso il datore di lavoro ometta di versare le ritenute operate ai dipendenti e le trattenute ai pensionati che lavorano, è punito con la reclusione sino a 3 anni e una multa sino a euro 1.032. La punibilità è esclusa nel caso in cui il versamento sia effettuato entro 3 mesi dalla contestazione o dalla notifica di accertamento.

vota  

Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c

CONTRIBUTI E PREVIDENZA: VOCI CORRELATE

Pianificazione previdenziale e pensionistica

di del 14/09/2015

Oggi poche persone hanno un posto di lavoro, e quelle impiegate sono seriamente preoccupate, visto c..

Fondi di previdenza complementare

di del 04/08/2011

I Fondi di Previdenza Complementare sono forme di previdenza finalizzate a erogare una pensione aggi..

Autoliquidazione del premio Inail

di del 03/12/2015

L'autoliquidazione del premio Inail è un obbligo che deve essere rispettato dai datori di lavoro sog..

Destinazione del tfr a previdenza complementare

di del 27/07/2016

La destinazione del Tfr alla previdenza complementare è una possibilità prevista da quando è entrato..

Versamenti contributivi

di del 04/08/2011

Il sistema sociale italiano ha la peculiarità di garantire servizi di assistenza e di previdenza soc..