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Contenzioso e ricorsi INPS e INAIL

del 22/04/2016
CHE COS'È?

Contenzioso e ricorsi INPS e INAIL: definizione

I ricorsi INPS e INAIL possono essere presentati nei confronti dei giudizi sanitari forniti dalla commissione medica in relazione all'accertamento dell'invalidità. Tali ricorsi giurisdizionali devono essere promossi entro i sei mesi successivi alla data in cui è stato notificato il verbale sanitario: una volta decaduto questo termine, l'unica possibilità che si ha è quella di presentare un'altra domanda amministrativa. A partire dal 2012 la legge ha imposto - con lo scopo di arrivare a un accordo in via conciliativa senza la necessità del giudizio - che nei vari giudizi riguardanti la sordità, la cecità e l'invalidità civile (così come la disabilità e l'handicap) vige l'obbligo del cosiddetto ATP, cioè l'accertamento tecnico preventivo: si tratta di un'analisi che ha lo scopo di accertare le condizioni sanitarie del ricorrente. Il cittadino che ha intenzione di impugnare un verbale sanitario deve avanzare la richiesta di accertamento tecnico preventivo prima che il contenzioso giudiziale inizi. L'accertamento viene effettuato da un CTU, cioè un consulente tecnico di ufficio, che è affiancato da un medico legale dell'Inps per le operazioni peritali.


COME SI FA

Cosa succede dopo la consulenza tecnica?

Quando la consulenza tecnica viene portata a termine, viene stabilito un termine perentorio (non oltre i 30 giorni) da parte del giudice: le parti entro questo termine sono tenute a dichiarare se hanno intenzione o meno di contestare le conclusioni prodotte dal consulente. Nel caso in cui non vi sia alcuna contestazione, viene predisposto dal giudice un decreto di omologazione dell'accertamento, che non può essere né modificato né impugnato. Nel caso in cui, invece, vi sia una contestazione da parte di una delle parti, viene aperto il giudizio: nel ricorso introduttivo che viene depositato è obbligatorio specificare i motivi della contestazione, e in caso contrario il ricorso non può essere ammesso.


CHI

Un consulente tecnico di ufficio e, per la valutazione delle condizioni di salute della persona, un medico legale.


FAQ

1. Quando è ammesso il ricorso amministrativo?

Il ricorso amministrativo è permesso solo a fronte di quei provvedimenti di revoca dei benefici o di rigetto che chiamano in causa requisiti non sanitari, come per esempio la residenza, la cittadinanza o il reddito. C'è bisogno, invece, di un ricorso in via giudiziaria nel caso in cui si voglia contestare il mancato riconoscimento dei requisiti sanitari. Da diversi anni i ricorsi amministrativi possono essere presentati unicamente per via telematica, o direttamente dal cittadino (con la procedura apposita disponibile nell'area servizi del sito dell'INPS, a patto che si disponga del PIN), o tramite i vari soggetti abilitati all'intermediazione con l'INPS, come per esempio gli enti di patronato.

2. Quali ricorsi possono essere presentati all'INAIL?

Si può presentare un ricorso all'INAIL anche nell'ambito dell'applicazione delle tariffe dei premi. Anche in questo caso, la sola modalità di presentazione ammessa è quella telematica, con il limite di trenta giorni successivi alla data in cui si è avuto piena conoscenza degli atti che si intende impugnare. Tale ricorso può essere presentato dal datore di lavoro a patto che indichi quali sono gli elementi presenti nel provvedimento impugnato per i quali le eccezioni vengono formulate; occorre, inoltre, specificare le ragioni di tali eccezioni. La decisione relativa al ricorso viene comunicata entro i centoventi giorni successivi alla data in cui il ricorso è stato presentato se si è fatto riferimento alla sede territoriale o entro i centottanta giorni successivi se si è fatto riferimento direttamente al Presidente dell'INAIL. 
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