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Spa: dividendi

del 22/03/2012
CHE COS'È?

Spa dividendi: definizione

Il dividendo nasce dall’utile che una società produce annualmente; una volta che è stato quantificato alla fine dell’esercizio di ogni anno, quest’ultimo deve essere destinato in base ad un progetto di riparto presentato dagli amministratori per l’approvazione dell’assemblea ordinaria.

La disciplina sulla tassazione dei dividendi
1. Dividendi italiani percepiti da residenti
La legge prevede l'esclusione dal concorso alla formazione del reddito imponibile del 95% dei dividendi distribuiti da società residenti percepiti dai soggetti passivi dell'Ires residenti, senza distinguere tra partecipazioni qualificate e non. Pertanto i dividendi verranno tassati in sede di dichiarazione dei redditi nella misura del 5%, mentre nel caso in cui la società partecipata appartenga a un gruppo societario che ha optato per il consolidato fiscale trova ingresso l'esenzione completa da tassazione.
Per i dividendi da partecipazioni in società residenti percepiti da persone fisiche non nell'esercizio di impresa viene effettuata una distinzione tra quelli derivanti da:
  • partecipazioni non qualificate: da assoggettare al prelievo alla fonte a titolo definitivo con l'aliquota del 12,5%, senza la possibilità di optare per l'inclusione degli utili nell'ambito della determinazione del reddito complessivo;
  • partecipazioni qualificate: da assoggettare, limitatamente al 49,72% (ex 40%) del loro ammontare, ad imposizione progressiva secondo le aliquote dell'imposta sul reddito in vigore al momento della percezione.
Per distinguere le partecipazioni qualificate e non vengono mantenuti gli stessi criteri - riferiti alla percentuale di diritti esercitabili nell'assemblea ordinaria, ovvero alla percentuale di partecipazione al capitale sociale e al patrimonio - previsti dalla normativa previgente e ora contenuti nella lettera c) del comma 1 dell'articolo 67 del T.U.I.R.
In particolare, le partecipazioni sono considerate non qualificate se i diritti di voto non superano il 2 o il 20% e la partecipazione al capitale o al patrimonio il 5 o il 25%, a seconda che si tratti di titoli negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni.
I dividendi percepiti dagli imprenditori individuali e dalle società di persone sulle partecipazioni qualificate e non in società residenti, scontano l'Irpef sul 49,72% (ex 40%) del dividendo senza l'applicazione di ritenute.

2. Dividendi italiani percepiti da non residenti
Resta in vigore la precedente disciplina contenuta nell'articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, secondo cui la società residente che eroga il dividendo opera nei confronti del socio non residente una ritenuta a titolo di imposta del 27%, salva l'applicazione, su richiesta, del miglior trattamento previsto dalle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni.
Resta pertanto in vigore anche la norma secondo cui i soggetti non residenti hanno diritto al rimborso fino a concorrenza dei quattro noni della ritenuta dell'imposta che dimostrino di aver pagato all'estero in via definitiva sugli stessi utili mediante certificazione del competente ufficio fiscale dello Stato estero, allo scopo di attenuare gli effetti della doppia imposizione internazionale.
Le società madri estere che detengono una partecipazione diretta non inferiore al 25% del capitale di una società figlia italiana che distribuisce gli utili, hanno diritto, a richiesta, al rimborso della ritenuta, se:
  • a) rivestono una delle forme previste nell'allegato della Direttiva n. 435/90/CEE del Consiglio del 23 luglio 1990;
  • b) risiedono, ai fini fiscali, in uno stato membro dell'UE;
  • c) sono soggette, nello stato di residenza, senza possibilità di fruire di regimi di opzione o di esonero che non siano territorialmente e temporalmente limitati, a una delle imposte indicate nell'allegato della predetta direttiva;
  • d) la partecipazione sia detenuta ininterrottamente per almeno un anno.
A tale scopo deve essere prodotta una certificazione, rilasciata dalle competenti autorità fiscali dello stato estero, che attesti che la società non residente possiede i menzionati requisiti nonché la documentazione attestante la sussistenza delle condizioni sopra indicate. Ove ricorrano le menzionate condizioni, i dividendi pagati dalla società figlia residente in Italia alla società madre residente nell'Unione Europea (UE) possono essere erogati, su richiesta di quest'ultima, senza applicazione di alcuna ritenuta alla fonte o imposta sostitutiva, previa acquisizione della documentazione attestante i requisiti richiesti.
Le facilitazioni accordate alle società comunitarie si applicano, alle medesime condizioni, alle società che risultano controllate, direttamente o indirettamente, da uno o più soggetti non residenti nella Comunità Europea, a condizione che dimostrino di non essere state costituite allo scopo esclusivo o principale di beneficiare del regime agevolato in questione.

3. Dividendi esteri percepiti da residenti
Anche per i dividendi distribuiti da società non residenti nel territorio dello Stato, percepiti dai soggetti passivi dell'Ires residenti, è prevista l'esclusione dal concorso alla formazione del reddito imponibile per il 95% del loro ammontare, senza peraltro distinguere (anche in questo caso) tra partecipazioni qualificate e non. Inoltre, gli utili devono riferirsi a partecipazioni similari alle azioni o alle quote di società a responsabilità limitata.
Per i dividendi esteri percepiti dalle persone fisiche viene prevista l'applicazione in ogni caso di una ritenuta a titolo di imposta del 12,5% per le partecipazioni non qualificate (senza possibilità di optare per la tassazione ordinaria e di utilizzare quindi il credito di imposta per i redditi prodotti all'estero) e, a titolo di acconto e sulla quota imponibile degli utili corrisposti, per quelle qualificate, con la possibilità, in questo caso, di scomputare la ritenuta subita all'estero. La ritenuta che si effettua in Italia (cosiddetta di ingresso) deve essere operata, in ogni caso, al netto delle imposte applicate dallo stato estero.


COME SI FA
Il dividendo viene deliberato dall’assemblea ordinaria dei soci, in sede di approvazione del bilancio oppure in un momento successivo.
In caso di distribuzione di dividendi la società dovrà:
  1. entro il 28 febbraio dell’anno successivo rilasciare ai soci che hanno percepito dividendi apposita certificazione che essi dovranno utilizzare per la propria dichiarazione dei redditi (nessuna certificazione deve essere fornita ai soci il cui dividendo è stato assoggettato a ritenuta d'imposta o ad imposta sostitutiva non esistendo per questi l'obbligo di dichiarazione). In sostituzione del Modello RAD è stata predisposta una nuova certificazione;
  2. indicare nella delibera di distribuzione il tipo di credito d’imposta attribuito (pieno o limitato), con facoltà di utilizzo misto dei canestri senza distinzione tra i soci. Se la delibera nulla stabilisce, gli importi distribuiti ai soci riducono per primo il canestro A. In carenza di canestri (e senza pagamento integrativo) la società potrebbe attribuire dividendi privi, in tutto o in parte, di credito di imposta;
  3. compilare i quadri previsti per il 770. La circolare ministeriale n. 123/E del 12.5.98 precisa che con il Modello 770 occorre comunicare:
    • l'importo del dividendo, il periodo di delibera, le eventuali ritenute e le aliquote;
    • le generalità dei soci che hanno percepito utili, il corrispondente importo e l’eventuale credito d’imposta pieno e/o limitato attribuito;
    • le generalità dei soci che hanno depositato azioni al fine di partecipare all'assemblea ordinaria di approvazione del bilancio (quest’ultimo solo per le Spa).
Nessuna certificazione è dovuta per la distribuzione di riserve non formate con utili di cui all'articolo 44.1 (ora 47) a meno che non si tratti dell'aumento di patrimonio derivante:
  • da un conferimento in regime di piena neutralità di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 358/97;
  • da fusioni o scissioni con concambio cui corrisponde, nell'attivo, un disavanzo.
Il verbale di delibera di distribuzione dei dividendi deve essere registrato entro 20 giorni, a tassa fissa, anche se contestuale all’approvazione del bilancio (risoluzione ministeriale n. 174/E del 22.11.2000). A mezzo Modello F23 si effettua il pagamento dell’imposta di registro .

CHI
Come già detto in precedenza è l’assemblea ordinaria dei soci che, in sede di approvazione del bilancio oppure in un momento successivo, delibera la distribuzione del dividendo.
Ovviamente la relativa distribuzione è possibile solo quando la società nel corso del suo esercizio riesce a produrre utili, oppure ne ha prodotti in anni precedenti.

FAQ

Una Spa ha una partecipazione qualificata in una Srl. Nel momento della distribuzione dei dividendi è prevista una ritenuta d'acconto da applicare o tale reddito è soggetto a tassazione?

Nessuna ritenuta, la  tassazione sarà  solo 5% .

Cosa si intende per partecipazione qualificata?

Per partecipazioni qualificate si intendono le azioni (diverse dalle azioni di risparmio) e ogni altra partecipazione al capitale o al patrimonio della società partecipata contraddistinte da una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria superiore al 2% o al 20%, ovvero una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 5% o al 25%, a seconda che si tratti di titoli negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni.

Dove dichiarare il dividendo percepito ?

I dividendi percepiti da persone fisiche devono essere indicati nella sezione I del quadro RL, secondo il principio di cassa indipendentemente dal momento in cui è sorto il diritto alla percezione.L’indicazione è obbligatoria per i contribuenti che detengono partecipazioni di natura qualificata ovvero partecipazioni di natura non qualificata in società residenti in paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati.Non devono essere dichiarati i redditi di capitale esenti, soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta oppure ad imposta sostitutiva.

Quali sono i redditi assimilati ai dividendi?

Sono assimilati agli utili, con conseguente applicazione del regime delle ritenute sui dividendi: le remunerazioni corrisposte con riferimento ai contratti di associazione in partecipazione o di cointeresse agli utili con apporto di capitale o misto; le remunerazioni dei finanziamenti eccedenti erogati in applicazione delle disposizioni dettate in materia di thin capitalization laddove vi sia diretta erogazione del finanziamento da parte del socio o di sua parte correlata; le remunerazioni degli strumenti finanziari costituite totalmente dalla partecipazione ai risultati economici della società emittente o di altre società dello stesso gruppo o dell’affare in relazione al quale gli stessi strumenti sono stati emessi.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

Gabriella

02/08/2012 08:42:07

L'aliquota da applicare a titolo definitivo sulla tassazione dei dividendi, a far tempo dal 1/1/2012, è del 20% e non più del 12,5%.
Tale aliquota vale per le persone fisiche residenti come per i non residenti che, prima, scontavano una tassa del 27%.

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