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Patente di guida, sospensione e revoca

del 12/04/2016
CHE COS'È?

Patente di guida, sospensione e revoca: definizione

La sospensione della patente di guida può costituire nel sistema del Codice della Strada:

  1. Una sanzione amministrativa accessoria ad illecito amministrativo (ad esempio, in caso di eccesso di velocità superiore a 40 km/h, articolo 142 comma 9 Codice della Strada): in questo caso viene pre-applicata direttamente dagli agenti accertatori all’atto della redazione del verbale mediante il ritiro della patente, a cui segue un’ordinanza – che determina il periodo di durata della sospensione, la quale inizia comunque a decorrere al momento del ritiro della patente su strada – emessa dal Prefetto.

  2. Una sanzione amministrativa accessoria a reato, cioè ad illecito penale (come nella guida in stato di ebbrezza, che costituisce un reato contravvenzionale, articolo 186 Codice della Strada): anche in quest’ipotesi la patente viene immediatamente ritirata “su strada” dall’agente che accerta la violazione; la “quantificazione definitiva” della sospensione è qui di competenza del giudice penale, anche se viene applicata una misura cautelare amministrativa.

  3. Una misura cautelare amministrativa in caso di reato, che “precede”, dunque, l’irrogazione della sospensione disposta dal giudice, ma che viene applicata dal Prefetto; le ipotesi in cui viene sospesa la patente si riferiscono o ai reati previsti nel Codice della Strada, nel qual caso essa è automatica e spazia da 1 giorno a tre anni; oppure alle ipotesi di lesioni personali colpose (articolo 590 codice penale) o omicidio colposo (articolo 589 codice penale) derivanti da violazione delle norme sulla circolazione stradale, qualora esistano fondati elementi di evidente responsabilità.

  4. Una misura cautelare amministrativa che viene applicata – a tempo questa volta indeterminato – qualora si verifichino determinati eventi che inficianol’esistenza dei presupposti per il rilascio della patente: ad esempio, nel caso di mancata sottoposizione alla “revisione” della patente qualora si perdano tutti i punti o si commettano le infrazioni descritte nel comma 6 dell’articolo 126bis; oppure quando – in sede di accertamento sanitario (ad esempio, quello obbligatorio conseguente a molte ipotesi di alla guida in stato di ebbrezza) – si rilevi la perdita temporanea di un requisito psicofisico.
Aggiornamento.
A marzo 2016 è entrata in vigore una nuova legge che disciplina le pene per gli incidenti stradali, in particolare gli omicidi stradali.


COME SI FA

Quali sono i presupposti? E qual è la procedura?

Nel caso di sospensione come sanzione amministrativa ad illecito amministrativo (1), il Prefetto deve soltanto valutare l’esistenza o meno dell’illecito contestato (per il quale viene redatto apposito verbale) ed emettere l’ordinanza entro 15 giorni dalla trasmissione degli atti alla Prefettura da parte dell’organo che ha accertato la violazione (trasmissione che deve avvenire entro 5 giorni).

Nel caso di sospensione come sanzione amministrativa a reato, il presupposto primario è una pronuncia di condanna (o assimilata: sentenza di patteggiamento o decreto penale di condanna) per quel reato, che viene emessa dal giudice penale.
Per la misura cautelare amministrativa, i presupposti si differenziano, pur essendo sempre il Prefetto l’autorità che emette l’ordinanza: se si tratta di una misura che viene applicata – provvisoriamente – per un reato previsto dal Codice della Strada, il Prefetto ha praticamente solo discrezionalità sulla durata della sospensione; se invece concerne lesione colpose o omicidio colposo che derivino da una violazione di norme sulla circolazione stradale, il Prefetto emette l’ordinanza solo in presenza di fondati elementi di evidente responsabilità (anche concorsuale) e purché non sia decorso un lasso di tempo eccessivo dal fatto.

Si può impugnare?

La sospensione comminata con la sentenza penale può essere impugnata solo con l’impugnazione penale (appello, ove ammesso, o ricorso per Cassazione); l’ordinanza di sospensione indicata al caso 4) con ricorso gerarchico al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o con ricorso al T.A.R. nei 60 giorni dalla notifica; tutte le rimanenti ordinanze con ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notificazione.

CHI
Chi e come si applica la sospensione della patente? 

Nel caso 1 e 3, precedentemente indicati, il Prefetto con un’ordinanza di sospensione; nel caso 2 (quando cioè la sospensione della patente consegue alla commissione non di un illecito amministrativo, ma di un illecito penale, cioè di un “reato”) il giudice penale con la sentenza o con il decreto penale ma, come detto, è poi il Prefetto ad applicarla concretamente “scomputando” l’eventuale periodo di “ritiro” presofferto; nel caso 4, il Prefetto oppure – a seconda delle ipotesi – la direzione generale della Motorizzazione Civile.

FAQ

Cosa comporta la sospensione della patente?

Il divieto assoluto di guidare mezzi per i quali sia richiesto qualsiasi tipo di patente (non solo quello relativo alla categoria della patente sospesa). La violazione del divieto comporta una sanzione amministrativa pecuniaria ad oggi da 1.842 euro a 7.369 euro oltre al fermo amministrativo del mezzo condotto per tre mesi ed alla revoca della patente di guida.

Che succede al termine del periodo di sospensione?

La patente viene restituita a cura dello stesso organo che ha provveduto al suo ritiro (o a cui è stata consegnata a seguito della notifica dell’ordinanza di sospensione).

E' possibile richiedere un “permesso” per guidare nonostante la sospensione?

Nei soli casi di sospensione connessa ad illecito amministrativo (quindi non ad esempio in ipotesi di guida in stato di ebbrezza), l’agente che procede al ritiro della patente su strada rilascia un permesso per condurre il veicolo presso il luogo di custodia indicato dall’interessato; a parte ciò, sempre nei soli casi di sospensione relativa ad un illecito amministrativo e sempre che non sia derivato un incidente, il Prefetto può – su istanza da presentare entro cinque giorni, documentata e motivata - autorizzare la guida in determinate fasce orarie per motivi di lavoro e comunque non oltre tre ore al giorno se è impossibile o estremamente gravoso raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici o non propri. In tal caso, poi, il periodo di sospensione è aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle complessive ore arrotondato per eccesso.

Il proprietario del veicolo non alla guida può essere assoggettato a sospensione?

No, il coobbligato solidale (e il proprietario è il primo fra questi) è tenuto solo al pagamento della sanzione pecuniaria, mentre la sanzione accessoria – sia se accessoria a illecito amministrativo, sia se accessoria a reato - colpisce solo il trasgressore. Per questo, salvo i casi di reato, la sospensione si applica solo in caso di contestazione immediata dell’infrazione, perché è possibile identificare il trasgressore, oppure qualora nella comunicazione obbligatoria ex articolo 126bis il proprietario-coobbligato indichi sé o altri come persona alla guida del veicolo.
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