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Lesioni colpose da sinistro stradale

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Lesioni colpose da sinistro stradale: definizione

Lesioni o omicidio da sinistro stradale” sono due espressioni in uso nel gergo tecnico per caratterizzare ed individuare due tipi o forme di manifestazione di reati, e precisamente dei delitti di lesioni personali colpose (articolo 590 codice penale) e di omicidio colposo (articolo 589 codice penale), quando la loro causa sia da individuarsi in un sinistro stradale. Più precisamente, come vedremo, si tratta di due ipotesi quasi sempre “aggravate” - rispetto al caso-base – dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale (di cui il codice della strada è l’espressione, anche se non unica, più nòta, comune ed importante). E’ dunque evidentemente necessario distinguere anche nella “trattazione” le due “ipotesi”.

Il comportamento, in questo caso, è descritto nell’articolo 590 che punisce “chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale”; e per comprendere il significato di “lesione personale penalmente rilevante” (tale, cioè, da far scattare la norma che punisce come reato chi l’abbia causata) si deve far riferimento all’articolo 582 c.p., che riguarda la fattispecie dolosa: qui si legge che per il codice penale la lesione rileva solo se da essa deriva una “malattia nel corpo o nella mente”. La giurisprudenza da sempre e senza eccezioni interpreta il termine “malattia” come qualunque alterazione anatomico-funzionale del fisico (o della psiche): dunque anche una ferita deve considerarsi lesione penalmente rilevanti.

Avvocato Nicola Fabio de Feo
Ordine degli Avvocati di Bari
Studio legale avv. Nicola Fabio de Feo


COME SI FA

Perché le lesioni personali colpe e l’omicidio colposo derivanti da sinistro stradale sono “aggravati”? Che vuol dire?

Nel codice penale l’”aggravante” è un elemento accessorio o eventuale del reato (il che vuol dire che non è essenziale: cioè la sua presenza o assenza è ininfluente ai fini dell’esistenza in sé del reato), e più precisamente una “circostanza”, ritenuta dal legislatore come manifestazione di un “disvalore aggiuntivo” rispetto al reato-base: ed è questo il motivo per cui comporta un aumento di – e in alcuni casi addirittura un mutamente della specie della – pena. Le aggravanti sono elencate o nell’articolo 61 del codice penale (se ricorre una della quali l’aumento di pena e fino ad 1/3 rispetto a quella prevista per il reato-base) o nelle singole norme che prevedono gli specifici reati: ed in questo caso sono dette “speciali” e sono molto spesso anche “ad effetto speciale” perché o prevedono proprio nuovi (ed aumentati, ovviamente) minimi e massimi di pena o, addirittura, cambiano al specie della pena (per esempio, da solo pecuniaria a detentiva).
Ebbene, per le lesioni personali colpose (come per l’omicidio colposo), l’essere derivate da una violazione delle norme sulla circolazione stradale (e il codice della strada, si è detto, è ovviamente tra queste) costituisce una prima circostanza aggravante automatica (purchè però – ed è un dato importante - le lesioni siano almeno “gravi”: altrimenti si torna al regime “ordinario”): così rispettivamente l’articolo 589 comma 2 e 590 comma 3 del codice penale. Si tratta di aggravanti speciali ed ad effetto speciale, perchè rideterminano la pena in aumento in misura differente da “sino ad 1/3 in più”.
Ma la questione è ancora più complessa, perché nel codice penale sono state inserite ulteriori aggravanti in riferimento all’ipotesi che il soggetto “colpevole” del reato (attenzione: non significa affatto “esclusivamente responsabile del sinistro”) fosse al momento del fatto in stato di ebbrezza alcoolica – anche se solo con tasso alcoolemico superiore ad 1,5 g/l, come indica il richiamo della norma penale alla lettera “c” dell’articolo 186 del codice della strada – o sotto l’influsso di sostanze stupefacenti.

Quale è la pena prevista? Come si calcola?

Per le lesioni personali colpose interviene un’ulteriore variabile, che è però già “incorporata” e , per così dire, “computata” nella speciale aggravante descritta (e cioè l’essere stato commesso il fatto con violazione delle norme sulla circolazione stradale): questa variabile riguarda la “gravità” della lesione causata. Infatti, se la lesione causata non è almeno “grave” (vedi FAQ), l’aggravante speciale non opera. Se invece è grave o gravissima, il regime sanzionatorio (cioè la pena da infliggere) cambia radicalmente.
In approssimazione, dunque, poiché le variabili sono moltissime, il regime della “pena” è così riassumibile: la lesione personale colposa aggravata (dalla violazione di norme sulla circolazione stradale) è punita: se “grave”, con la reclusione da tre mesi ad un anno o – pena dunque alternativa – con la multa da 500 a 2000 €; se causata da soggetto anche in ebbrezza alcoolica (oltre 1,5 g/l) o sotto l’influsso di stupefacenti, la pena diventa per le lesioni “gravi” da sei mesi a due anni (vien meno dunque la possibilità di pena pecuniaria) e per le “gravissime” da un anno e sei mesi a quattro anni di reclusione. Va però fatta un’importante precisazione: essendo il reato – anche nella sua forma aggravata che abbiamo citato - di competenza del giudice di pace (in sede di giurisdizione penale), e non potendo questi applicare pene detentive, in concreto verrano irrogate le pene previste dall’articolo 52 del decreto legislativo 274/2000, e cioè la “permanenza domiciliare” o il “lavoro di pubblica utilità” .


CHI

Sicuramente l’avvocato penalista, possibilmente con buone conoscenze di diritto del codice della strada e della circolazione stradale, vista la peculiarità del reato; è bene, peraltro, contattarlo immediatamente, anche per fronteggiare eventuali sviluppi “cautelari”, sia penali – ove ammessi – sia amministrativi (sospensione della patente connessa eccetera).


FAQ

Quando una lesione è “grave” o “gravissima”?

La regola è dettata dagli artt.582-583 del codice penale: lesione grave si ha se la prognosi è superiore a quaranta giorni (o causa un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni superiore a detto lasso di tempo) oppure se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa oppure ancora se viene prodotto l’indebolimento permanente di un senso (vista, udito e così via) o di un ”organo”. La lesione è “gravissima” se causa una malattia certamente o probabilmente insanabile; oppure se causa la perdita di un senso ovvero di un arto o lo mùtili rendendolo inservibile; o ancora comporti la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare o una permanente e grave difficoltà di eloquio; o, infine, se causa la deformazione ovvero lo sfregio permanente del viso.

Oltre a quelle previste dal codice penale, sono applicabili altre pene o sanzioni?

Sì. Per le lesioni personali colpose, se si tratta di lesioni “non-gravi” la sospensione della patente da quindici giorni a tre mesi; se le lesioni sono “gravi” o “gravissime”, fino a due anni; per l’omicidio colposo, la sospensione della patente è fino a quattro anni. Nel caso di fatto commesso da persona anche in ebbrezza alcoolica (oltre 1,5 g/l) o sotto l’influsso di stupefacenti, si applica la revoca della patente. Similmente il giudice penale -  in caso di recidiva reiterata specifica infraquinquennale  (consistente nell’essere stato condannato con provvedimento irrevocabile per reato della stessa indole più d’una volta negli ultimi cinque anni decorrenti dalla data della condanna per la prima violazione: anche se qui dovremmo essere di fronte ad un’eccezione, posto che la recidiva vale solo tra delitti dolosi ex art.99 c.p.) - può disporre la revoca della patente: articolo 222 comma 3 c.d.s. Inoltre in tutti e due i casi il giudice può disporre, in aggiunta alle pene, la sanzione amministrativa accessoria del “lavoro di pubblica utilità” (articolo 224bis codice della strada) che si somma – nel caso delle lesioni colpose – alla corrispondente pena applicabile dal giudice di pace.

Quale è il giudice competente?

Per le lesioni personali colpose, aggravate dalla circolazione stradale (ed anche se è contestata l’ulteriore aggravante della guida in stato di ebbrezza o sotto l’influsso di stupefacenti), sempre il giudice di pace in sede penale.
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