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Guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti

Ordine degli Avvocati di Bari

Aggiornato al 31/03/2011

CHE COS'È

La guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti costituisce uno dei reati (contravvenzionali, in questo caso) previsti direttamente e disciplinati dal codice della strada, precisamente dall’articolo 187; è inoltre anche un’aggravante speciale ed ad effetto speciale – perché ridetermina la pena in misura differente da “sino ad 1/3” – prevista dal codice penale, e precisamente dall’articolo 589 e dall’articolo 590, nel caso di omicidio colposo e di lesioni personali colpose “gravi o gravissime” causate da soggetto in stato di intossicazione da sostanze stupefacenti o psicotrope con violazione delle norme sulla circolazione stradale.

Quale è la condotta (cioè il comportamento) punita?
L’articolo 187 del codice della strada prevede in realtà due differenti reati: la guida in stato di alterazione psicofisica da stupefacenti e il rifiuto ingiustificato di sottoporsi a test per l’accertamento. Per quanto riguarda la prima violazione, di cui ci occupiamo ora, l’elemento oggettivo del reato – cioè la condotta punita dalla legge – consiste nel condurre un veicolo “in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti” oppure – come precisa la prima parte del primo comma – “psicotrope”; dunque gli elementi-base perché possa configurarsi in astratto il reato in questione sono: a) l’essere il soggetto alla guida di un veicolo (non dunque un passeggero) mentre è in detto stato di alterazione; b) il rinvenire la menzionata “alterazione” da sostanze stupefacenti o psicotrope, il che esclude ogni stato consimile che derivi, ad esempio, non solo da malattie o stati d’animo alterati, ma anche da uso di sostanze diverse (ad esempio l’alcool, pur essendo la guida in stato di ebbrezza ugualmente punita, sebbene non sempre a titolo di reato: il che costituisce già un rilevante discrimine).

Cosa si intende per “alterazione psicofisica”?
Senza pretese di specificità medico-legali, la nozione naturalistica e fenomenica di ”alterazione psicofisica” in questione appare simile – a livello giuridico e rapportata alla ‘ratio’, cioè alla motivazione/scopo della norma del codice della strada – a quella che si utilizza per la guida in stato ebbrezza penalmente rilevante: una modificazione del comportamento ed una dis-percezione della realtà – cioè una percezione alterata – un rallentamento dei riflessi ed un offuscamento generale delle facoltà intellettive e psico-reattive. Questo è il motivo per il quale è considerato particolarmente pericoloso dal legislatore del codice della strada.
Dàto principale, tuttavia, come sottolineato anche dalla Corte di Cassazione, consiste nel fatto che non è sufficiente, per integrare questo reato, l’aver assunto (e meno che mai il detenere) sostanze stupefacenti o psicotrope: è infatti necessario che tale assunzione abbia causato in concreto un’”alterazione psicofisica”, la cui esistenza va provata in concreto.

Cosa sono le sostanze stupefacenti e quelle psicotrope?
In molti casi le due definizioni vengono sovrapposte, apparendo come sinonimi o come un’endiadi, soprattutto in considerazione dell’effetto finale o, per meglio dire, della sua manifestazione naturalistica più evidente; in realtà, secondo alcuni esisterebbe una distinzione, da ricercarsi o nella fonte (naturale o artificiale, cioè chimica), o nell’effetto univoco o meno della sostanza (cioè se essa sia destinata esclusivamente o meno ad un’alterazione volontaria della coscienza o se invece possa anche avere un effetto farmacologico o consimile non meramente secondario ed eventuale). Ad ogni modo, ai fini penali ed in particolare con riguardo al reato in questione le due “categorie” sono praticamente unificate, sebbene la distinzione posa poi risultare assai rilevante in tema di “prova”; ciò perché, a differenza di quanto accade nel regime della guida in stato di ebbrezza, nel reato in questione:
- non esiste una soglia massima tollerata (equivalente, cioè, allo 0,5 o 0,8 g/l di tasso etilometrico) al di sotto del quale non v’è illecito;
- le sostanze stupefacenti o psicotrope sono soltanto quelle previste dalle tabelle allegate al d.P.R. 309/90, cosiddetto T.U. sostanze stupefacenti, tabelle che vengono aggiornate a cadenza dal ministero della salute: vige dunque il principio di tassatività, in base al quale solo e soltanto quelle sostanze indicate ‘possono’ essere qualificate, ai fini della norma penale, come stupefacenti o psicotrope. Peraltro, molte di esse costituiscono anche principi attivi di specialità medicinali regolarmente in commercio (come tranquillanti, ipnotici, antidepressivi e così via).

Avvocato Nicola Fabio de Feo
Ordine degli Avvocati di Bari
Studio legale avv. Nicola Fabio de Feo

COME SI FA

Come si accerta in concreto l’alterazione da sostanze stupefacenti o psicotrope?
L’articolo 187 prevede forme particolari scandite nei commi da 2bis a 5, essendo da escludere la validità di per sé sola della contestazione “sintomatica”, cioè basata sulla mera esistenza di segni esteriori (sintomi) che facciano ritenere la sussistenza dello stato di alterazione. La procedura “standard” per l’accertamento prevede che gli organi di polizia stradale possano sottoporre a duna sorta di “pre-analisi” (comma 2 dell’articolo 187) i conducenti con apparecchi, anche portatili, di rilevamento: è la prima fase. Sia quando questi “pre-esami” abbiano dato esito “positivo” (cioè rechino tracce di sostanze vietate) sia “quando si ha altrimenti ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l’effetto conseguente all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope” (dunque con larga discrezionalità “sintomatica”), i conducenti possono essere sottoposti da “personale sanitario ausiliario delle forze di polizia” – espressione che pare riferirsi anche alla figura dell’ausiliario di polizia giudiziaria” figura di “tecnico” prevista dal codice di procedura penale - al prelievo principalmente di campioni di mucosa del cavo orale, nel rispetto dell’integrità personale e della riservatezza (comma 2bis). Quando ciò non sia possibile o il conducente si rifiuti, il prelievo avviene presso strutture sanitarie fisse o mobili di polizia stradale o presso – come avviene nella stragrande maggioranza dei casi – strutture pubbliche o accreditate o equiparate per prelievo di liquidi biologici (comma 3). Infine, sempre queste ultime strutture effettuano le analisi di liquidi biologici, su richiesta delle forze di polizia stradale, in caso di incidenti sui soggetti sottoposti a cure mediche (comma 4). Il referto, se positivo, viene tempestivamente trasmesso al prefetto.

Quali sono le sanzioni previste?
La “guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti” è punita con le stesse sanzioni previste per l’ìpotesi più grave (quella sub lettera “c” dell’articolo 186 comma 2 c.d.s.) della guida in stato di ebbrezza, e dunque: pena edittale, ammenda da 1.500 euro a 6.000 euro e arresto da sei mesi ad un anno; inoltre è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni, con ritiro immediato (su strada) e applicazione della sospensione cautelare prefettizia (sino ad un anno), oltre che la confisca del mezzo utilizzato, salvo che appartenga a persona estranea alla violazione, nel qual caso non si dà luogo alla confisca, ma la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Per tutti i casi, salvo che si sia provocato un sinistro, è ammessa la sostituzione della pena detentiva e di quella pecuniaria con il “lavoro di pubblica utilità”, secondo il comma 9bis dell'articolo 186.

CHI

Sicuramente l’avvocato penalista, possibilmente con buone conoscenze di diritto del codice della strada e della circolazione stradale, vista la peculiarità del reato; è bene, peraltro, contattarlo immediatamente, anche per fronteggiare eventuali sviluppi “cautelari”, sia penali – ove ammessi – sia amministrativi (sospensione della patente connessa eccetera).

FAQ

Che succede in caso di rifiuto di sottoposizione al test?

Qualora rifiuti di sottoporsi ai test di cui ai commi 2, 3 e 4, è punito con le sanzioni identiche a quelle previste per il rifiuto di sottoporsi al test etilometrico: dunque ammenda da 1.500 euro a 6.000 euro e arresto da tre mesi ad un anno; inoltre è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni, con ritiro immediato (su strada) e applicazione della sospensione cautelare prefettizia (sino ad un anno), oltre che la confisca del mezzo utilizzato, salvo che appartenga a persona estranea alla violazione, nel qual caso non si dà luogo alla confisca. In caso di recidiva specifica nel biennio si applica la revoca della patente. E’ inoltre sempre disposta la visita medica di revisione. Qualora, invece, il rifiuto riguardi il prelievo a cura del personale sanitario di polizia di cui al comma 2bis, riteniamo che non sia applicabile nessuna sanzione, sebbene tale rifiuto faculti l’organo accertatore a disporre l’accertamento di cui al successivo comma 3 (quello presso strutture sanitarie), il rifiuto del quale rientra invece nella norma indicata.

Che succede se il conducente in stato di alterazione da sostanze stupefacenti o psicotrope provoca un incidente?

Oltre alle (ovvie) conseguenza in sede civile (spesso le polizze R.C.A. non sono operative se viene contestata la guida in stato di intossicazione da sostanze stupefacenti o psicotrope, alla pari dello stato di ebbrezza), esistono altre conseguenze automatiche; in particolare, se il conducente provoca un sinistro, le pene (dunque solo l’ammenda e l’arresto) sono raddoppiate e la patente è revocata. Peraltro anche in quest'ipotesi (come accade per la  ipotesi di conducente in stato di ebbrezza con tasso maggiore di 1,5 g/l) sono anche previste parallele e concorrenti aggravanti per eventuali reati di omicidio colposo e lesioni personali gravi o gravissime che siano derivati dal sinistro (art. 589 e 590 c.p.). Infine, il fatto che si sia provocato un incidente preclude la sostituibilità delle pene detentive e pecuniarie con quella del lavoro di pubblica utilità.

E' vero che è considerata più grave la guida notturna in stato di ebbrezza?

Sì. Se il fatto è commesso nella fascia oraria dalle 22.00 alle 07.00, la sola ammenda (pena pecuniaria per il reato contravvenzionale) è aumentata da 1/3 ad ½, anche con alcuni effetti processuali sfavorevoli nell’operatività dell’aggravante in questione.

Esistono ulteriori conseguenze rilevanti?

Sì. Con l'ordinanza di sospensione della patente, il prefetto ordina sempre la sottoposizione a visita medica dell'interessato, per verificare se persistano i requisiti psicofisici per l'ottenimento (in questo caso, il mantenimento) della patente (una vera e propria revisione straordinaria), e ordina altresì la sospensione cautelare della patente sino all’esito della revisione in questione. Se l'esito è positivo – cioè persistono i requisiti psicofisici -  la procedura si arresta; se negativo, la patente viene sospesa, se la perdita del requisito psicofisico è giudicata temporanea, o revocata, se ritenuta definitiva. Chi circoli con patente sospesa è soggetto a sanzione amministrativa da 155 a 624 euro ed alla revoca della patente. La patente è inoltre ritirata sino ad un massimo di dieci giorni, “se ricorrono fondati motivi per ritenere che il conducente si trovi in stato di alterazione da sostanze stupefacenti o psicotrope” qualora l’esito degli esami biologici, di cui alla FAQ successiva, non sia immediatamente disponibile.

Quale è il giudice competente?

Trattandosi di reato è il giudice penale e precisamente il tribunale ordinario in composizione monocratica come prevede il comma 1ter dell’articolo 187 c.d.s. 


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