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Documenti di circolazione

del 01/03/2012
CHE COS'È?

Documenti di circolazione: definizione

Le norme di comportamento che devono essere rispettate ai fini di una corretta circolazione stradale sono contenute nel codice della strada.
L’articolo 180 stabilisce che per poter circolare con veicoli a motore, il conducente deve avere con sé i seguenti documenti:

  • la carta di circolazione o il certificato di idoneità tecnica alla circolazione del veicolo;
  • la patente di guida valida per la corrispondente categoria del veicolo;
  • l’autorizzazione per l’esercitazione alla guida per la corrispondente categoria del veicolo in luogo della patente di guida di cui alla lettera b), nonché un documento personale di riconoscimento;
  • il certificato di assicurazione obbligatoria.
Inoltre, il medesimo articolo afferma che la persona che funge da istruttore durante le esercitazioni di guida, deve avere con sé la patente di guida prescritta; se trattasi di istruttore di scuola guida deve avere con sé anche l’attestato di qualifica professionale di cui all’articolo 123, comma 7. Il conducente deve, altresì, avere con sé l’autorizzazione o la licenza quando il veicolo è impiegato in uno degli usi previsti dall’articolo 82.
Quando l’autoveicolo sia adibito ad uso diverso da quello risultante dalla carta di circolazione, ovvero quando il veicolo sia in circolazione di prova il conducente deve avere la relativa autorizzazione.
Per i veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone e per quelli adibiti a locazione senza conducente, la carta di circolazione può essere sostituita da fotocopia autenticata dallo stesso proprietario con sottoscrizione del medesimo.
Il conducente deve, inoltre, avere il certificato di abilitazione professionale, la carta di qualificazione del conducente e il certificato di idoneità, quando prescritti. Il conducente di ciclomotore deve avere con sè il certificato di circolazione del veicolo, il certificato di idoneità alla guida ove previsto e un documento di riconoscimento.

COME SI FA
Sanzioni
Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 38,00 a € 155,00. Per i ciclomotori la sanzione è da € 23,00 a € 92,00.
Inoltre, chiunque senza giustificato motivo non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti, ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente codice, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 389,00 a € 1.559,00.
Alla violazione di cui al presente comma consegue l’applicazione, da parte dell’ufficio dal quale dipende l’organo accertatore, della sanzione prevista per la mancanza del documento da presentare, con decorrenza dei termini per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti.

Contestazione e ricorso
Il codice della strada prevede che la contestazione dell'infrazione debba essere immediata. A tale regola è possibile derogare solo in via eccezionale, nei casi previsti dall'articolo 384 del regolamento; in tali casi l’Autorità dovrà notificare un verbale di accertamento entro 150 giorni dalla violazione, il mancato rispetto di questo termine costituisce un primo valido motivo di ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace. 
Si può impugnare un verbale di accertamento nel quale sia omessa o chiaramente espressa, anche soltanto una delle seguenti indicazioni:

  • nome del trasgressore;
  • tipo di veicolo e la relativa targa;
  • giorno e ora della violazione;
  • luogo della violazione (strada, numero civico, chilometrica);
  • descrizione dell'infrazione e articolo di legge;
  • indicazione degli agenti accertatori;
  • importo della sanzione (espressa anche in euro) con indicazione della possibilità di adempiere al pagamento in misura ridotta;
  • termini e modalità per l'impugnazione;
  • in caso di contestazione differita, vanno indicate le motivazioni che giustificano la omessa contestazione immediata (espresse non genericamente, ma in modo dettagliato).
Se la violazione, si riferisce al superamento del limite di velocità, accertato tramite apparecchi elettronici, il verbale dovrà ulteriormente indicare:
  • il modello di apparecchio utilizzato;
  • la tollerabilità, accertata in percentuale, dello strumento;
  • la verifica della funzionalità del rilevatore;
  • le modalità di utilizzo del rilevatore;
  • l’omologazione del Ministero delle Infrastrutture (nel caso di accertamento effettuato tramite apparecchi completamente automatici);
  • il provvedimento prefettizio che individua le strade "nelle quali non è possibile il fermo del veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico e all’incolumità degli agenti operanti o dei soggetti controllati" (articolo 4 decreto legge 121/2002).
In base a quanto indicato, il soggetto interessato, in assenza di una sola delle indicazioni sopra elencate, previste dalla legge, può impugnare il verbale di accertamento.
Il ricorso può essere presentato al Prefetto entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale, a mezzo raccomandata a/r all’ufficio o comando a cui appartiene l’organo accertatore, ovvero direttamente al Prefetto con l’intestazione “ricorso al Prefetto”, oppure al Giudice di Pace entro 30 giorni, attraverso il deposito del ricorso presso la cancelleria dello stesso, trattenendo copia degli atti ed informandosi sugli adempimenti successivi, dando così inizio ad un vero e proprio procedimento civile.
E’ importante sottolineare che si può ricorrere al Giudice di Pace anche per impugnare il provvedimento di rigetto del Prefetto, nel termine perentorio di 30 giorni dalla notifica della decisione prefettizia.
Se il trasgressore non paga la sanzione richiesta, nè presenta ricorso, l’Autorità che ha emesso il provvedimento procede alla riscossione delle somme dovute secondo la disciplina della esenzione delle imposte indirette, a mezzo del servizio esattoriale, verranno, quindi, notificati la cartella esattoriale e l'avviso di mora e si procederà al pignoramento. 
Tutti questi atti amministrativi sono comunque impugnabili, ma solo presso il Giudice di Pace, nel termine di 30 giorni dalla notifica, per motivi formali, ovvero per denunciare le mancata notifica del verbale ovvero l’avvenuto pagamento.

CHI
E' opportuno rivolgersi a un avvocato o al Giudice di Pace.

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