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Sanzione amministrativa pecuniaria - codice della strada

del 19/06/2017
CHE COS'È?

Sanzione amministrativa pecuniaria - codice della strada: definizione

Ogni illecito amministrativo comporta la conseguenza normativa di una sanzione amministrativa. Nella disciplina generale dell’illecito amministrativo – e nello specifico in materia del codice della strada – tranne rare eccezioni, alla commissione di un illecito amministrativo consegue come sanzione principale una sanzione amministrativa pecuniaria, cioè l’obbligo di pagamento di una somma di denaro predeterminata dalla legge o stabilita dall’autorità entro il minimo e massimo previsto dalla norma e comunque con le procedure previste dalla legge. L’intera materia dell’illecito amministrativo, infatti, per quanto riguarda fattispecie (cioè i fatti costituenti illecito) e sanzioni è soggetta della “riserva di legge”, sicché è solo una legge a poter introdurre un illecito amministrativo e la sua sanzione. Alla sanzione pecuniaria può accompagnarsi anche una sanzione amministrativa accessoria, specie nel codice della strada: sospensione/revoca della patente e/o dei documenti di circolazione, obbligo di ripristino, obbligo di sospensione di attività, confisca, fermo amministrativo, ritiro dei documenti di circolazione o abilitazione.

Avvocato Nicola Fabio de Feo
Ordine degli Avvocati di Bari
Studio legale avv. Nicola Fabio de Feo


COME SI FA

Come si calcola la sanzione pecuniaria? Nel codice della strada, salvo i casi in cui esiste un rinvio recettizio ad altre disposizioni - ogni singola norma incriminatrice – che crea una fattispecie, un’ipotesi di illecito amministrativo – contiene anche la sanzione da applicare in caso di violazione del “precetto”, cioè del comando contenuto nella norma, che impone o vieta un certo comportamento.

Per ogni illecito, la sanzione prevista dalla norma spazia da un minimo a un massimo, i cosiddetti edittali. Salvo i casi nei quali non sia espressamente vietato dalla legge, è sempre consentito il cosiddetto pagamento in misura ridotta, pari al minimo edittale, cioè al minimo previsto dalla norma, oltre alle cosiddette spese di procedimento, cioè alle eventuali spese sopportate dall’amministrazione per visure, spedizioni e così via. L’articolo 383 comma 2 del regolamento di esecuzione del codice della strada prevede espressamente che sul verbale debbano essere contenuti ragguagli su come procedere al pagamento della sanzione pecuniaria, oltre all’indicazione dell’ammontare della somma da pagare, i relativi termini e le modalità ammesse; è disposizione che si ritiene a pena di illegittimità del verbale.

Come si procede al pagamento della sanzione amministrativa? Il pagamento deve avvenire entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica dell’atto, verbale o altro provvedimento), a mezzo versamento diretto della somma presso l’ufficio da cui dipende l’agente che ha accertato l’illecito oppure su conto corrente postale oppure ancora, se ammesso dall’amministrazione, su conto corrente bancario: l’articolo 202 comma 2 codice della strada prevede espressamente che sul verbale debbano essere indicate le modalità di pagamento consentite, così come fa l’articolo 383 comma 2 del relativo regolamento di esecuzione.

La nuova formulazione dell’articolo 202 prevede inoltre che in determinate ipotesi – le più frequenti delle quali riguardano eccessi di velocità particolarmente elevati, divieti di sorpasso e violazioni tipiche della disciplina di settore – gli esercenti attività di autotrasporto di persone/cose possano pagare direttamente nelle mani degli agenti accertatori; se non lo fanno, e qui è il profilo più singolare, devono comunque versare all’agente accertatore una cauzione pari alla metà del massimo edittale, cioè il doppio della sanzione che dovrebbero versare: se non vi procedono, il veicolo è sottoposto a fermo amministrativo.

Cosa accade se non si paga o si paga oltre il termine di sessanta giorni?

Se non si è proposto ricorso al prefetto, che ha effetto sospensivo automatico come desumibile 203 comma 3 codice della strada, o al Giudice di pace nell’ipotesi in cui sia stata concessa la sospensiva, il mancato pagamento della sanzione pecuniaria comporta l’iscrizione a ruolo. Infatti, l’articolo 206 del codice della strada prevede che in caso di mancato pagamento completo e nei termini indicati, la procedura per il pagamento della somma, o del suo residuo, nel caso di pagamento incompleto, avvenga secondo le modalità dell’articolo 27 della legge 24.11.1981 n. 689, che a sua volta richiama le norme sulla riscossione delle imposte dirette. Dunque il verbale o l’ordinanza non pagati diventano cosiddetti titoli esecutivi e parte il procedimento di iscrizione a ruolo – effettuato direttamente dalle prefetture per le somme dovute allo Stato e dalle amministrazioni creditrici (Comuni, Province eccetera, a seconda dell’organo che ha formato il verbale) negli altri casi - che viene comunicato ufficialmente tramite la cartella esattoriale. La somma che viene iscritta a ruolo è pari alla metà del massimo edittale, quindi il doppio del minimo e cioè dell’ammontare della sanzione in misura ridotta, oltre le spese di procedimento.

Che effetto ha il pagamento in misura ridotta? Se corretto nell’ammontare, sia che lo effettui il trasgressore sia che vi provveda il coobbligato solidale, estingue l’obbligazione della sanzione pecuniaria, cioè l’obbligo di pagare la sanzione ed evita l’iscrizione a ruolo. Tuttavia viene estinta solo la sanzione principale, non quella accessoria, che viene applicata ugualmente. Inoltre, l’illecito per cui si è proceduto al pagamento il verbale si considera, per così dire, definitivo, e dunque viene computato ai fini della cosiddetta reiterazione delle violazioni prevista dall’articolo 8 bis della legge 689/81, applicabile secondo quanto previsto in via generale dall’articolo 194 codice della strada.


FAQ

Come si estingue l’obbligo di pagare la sanzione?

L’obbligo di pagare la sanzione pecuniaria si estingue, oltre che con il pagamento tempestivo e completo della stessa, in caso di morte dell’obbligato (non si trasmette agli eredi), di decorso del termine di 5 anni senza atti interruttivi dalla commissione del fatto costituente illecito amministrativo, e di notifica del verbale oltre il termine previsto dalla legge.

E’ possibile rateizzare il pagamento?

Sì. L’articolo 202bis del codice della strada prevede la divisibilità in rate di importo non inferiore a 100 euro ognuna. In dettaglio: fino a 12 rate se l’importo dovuto è sino a 2.000 euro, sino a 24 se non è superiore a 5.000, fino a 60 se superiore. I requisiti di ammissibilità sono due: l’importo della sanzione pecuniaria relativo a violazione/i contenute in uno stesso verbale non deve essere inferiore a 200 euro; il richiedente deve avere un reddito I.R.PE.F. non superiore a 10.628,16 euro annui secondo l’ultima dichiarazione dei redditi disponibile, reddito da calcolarsi con i criteri indicati dal comma 2 dello stesso articolo 202bis.

Come si richiede la rateizzazione?

Con un’istanza da presentare al prefetto – nel caso di violazione accertata da organi dello Stato: di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, C.F.S., polizia penitenziaria, funzionari abilitati – oppure al vertice – Sindaco, Presidente della giunta regionale o provinciale – dell’ente locale nel caso di accertamento proveniente da altri soggetti abilitati ex artt.11-12 del codice della strada. L’istanza va presentata entro 30 giorni dalla contestazione/notifica del verbale e comporta la rinuncia a ricorso al prefetto o al giudice di pace. Sulla richiesta, l’autorità competente decide entro 90 giorni decorsi i quali si intende respinta, con obbligo di versamento della sanzione pecuniaria entro ulteriori 30 giorni; idem nel caso di rigetto espresso. In caso di accoglimento, il provvedimento determina modi e tempi della rateazione, e il mancato pagamento o della prima rata oppure, successivamente, di almeno due rate, comporta la decadenza dalla rateizzazione con automatica iscrizione a ruolo della somma restante.
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