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Verbale codice della strada

del 04/05/2012
CHE COS'È?

Verbale codice della strada: definizione

Il verbale d’infrazione al Codice della Strada (più precisamente: sommario processo verbale di accertamento di infrazione al Codice della Strada, spesso definito brevemente: “s.p.v.”) è un documento redatto da un pubblico ufficiale abilitato – il cosiddetto “agente accertatore” – con il quale si constata ed accerta un’infrazione al Codice della Strada che non costituisca un reato (infrazione definita anche “illecito amministrativo del Codice della Strada”, decreto legislativo 285 del 1992 Codice della Strada).
In altre parole, con il verbale l’agente rileva e descrive un fatto storico (per esempio: l’essere in un preciso momento, un certo veicolo, con una data targa, fermo in un determinato luogo, magari sulle strisce pedonali) e ne constata la “contrarietà” a una norma del Codice della Strada (sempre nell’esempio: la norma che vieta il parcheggio sulle strisce pedonali): tale "combinazione" viene definita “accertamento”.
Gli elementi essenziali del verbale sono indicati negli articoli 200 e 201 del Codice della Strada e nell’articolo 383 del suo regolamento di esecuzione (decreto del Presidente della Repubblica 495 del 1992). Fondamentalmente:
  • luogo e giorno ed ora dell’infrazione (e, se sono diversi, anche dell’accertamento: ad esempio, nel caso di verbali per eccesso di velocità accertati con strumenti cosiddetti “fototachimetrici”: autovelox, velomatic, tutor eccetera);
  • indicazione dell’agente accertatore: perlomeno cognome e nome, oltre che corpo e comando di appartenenza, per verificare se rientri nelle categorie suindicate gli agenti accertatori;
  • descrizione del fatto che, secondo l’accertatore, costituisce infrazione al Codice della Strada;
  • indicazione della norma violata;
  • tipo di veicolo e targa (se l’infrazione riguarda un veicolo, ovviamente; altrimenti indicazioni che valgano ad identificare il mezzo con il quale si sarebbe commessa l’infrazione);
  • generalità e residenza del trasgressore (cioè di colui che avrebbe commesso l’infrazione) e estremi della patente di guida, nonché - ove del caso – del proprietario del veicolo o dell’altro coobbligato solidale;
  • se è ammesso per quell’infrazione il pagamento in misura ridotta, ammontare della somma relativa e modalità di pagamento;
  • eventuali dichiarazioni che il trasgressore – se il verbale viene contestato nell’immediatezza del fatto – chiede che vengano inserite.

COME SI FA

Che fare quando viene contestato (o notificato per posta) un verbale?

Si presentano fondamentalmente quattro possibilità, da vagliare attentamente preferibilmente con l’ausilio di un esperto, considerando le conseguenze che ogni scelta può avere e comunque da attivare al massimo nei sessanta giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione del verbale (altrimenti scatta la procedura punto 4):

  1. procedere al pagamento in misura ridotta, ove sia consentito (vedi FAQ);
  2. proporre ricorso al prefetto della provincia in cui è avvenuta la violazione;
  3. proporre, in alternativa al ricorso al prefetto, ricorso al giudice di pace del luogo della commessa violazione;
  4. non far nulla di tutto ciò: nel qual caso, decorsi sessanta giorni, il verbale diviene “titolo esecutivo”, viene cioè iscritto a ruolo per somma pari al doppio della sanzione minima e azionato poi con cartella esattoriale.

CHI
Chi può formare validamente il verbale? 

In materia di Codice della Strada, tutti e solo i soggetti indicati nell’articolo 12 del Codice della Strada e nell’articolo 57 commi 1 e 2 del Codice di procedura penale (agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria) anche se esistono distinzioni importanti. Infatti alcuni organi sono a cosiddetta competenza generale, altri sono a competenza territoriale limitata, altri ancora sono a competenza per materia limitata.

FAQ

In che modo il verbale viene portato a conoscenza del destinatario?

La regola generale è quella della cosiddetta “contestazione immediata” (articolo 200 Codice della Strada), che consiste in una redazione immediata del verbale e nella contestuale consegna di una sua copia al trasgressore e/o al coobbligato solidale. Però l’articolo 201 del Codice della Strada prevede che, quando questa forma non sia possibile (e ci sono numerosi casi previsti direttamente dalla legge nei quali si presume l’impossibilità della contestazione immediata: articolo 201 comma 1bis del codice), il verbale invece possa e debba essere notificato - ora entro novanta giorni dall’accertamento - o a mezzo di ufficiale giudiziario o a mezzo di un componente dello stesso organo che ha effettuato l’accertamento oppure a mezzo del servizio postale, rispettando la normativa che regola questo tipo di notifica, la legge 890/82. 

Che succede se il verbale viene notificato oltre il termine previsto?

Se il verbale non viene notificato entro 90 giorni (360 se l’interessato risiede all’estero), l’obbligazione di pagare la sanzione pecuniaria si estingue per quel soggetto, che dunque non deve più pagarla. Per le infrazioni commesse prima del 14 agosto 2010, il termine per la notifica è di 150 giorni per i residenti in Italia. E’ importante sottolineare che, se l’interessato è assente e non si cura di ritirare il plico, la notifica si ha per compiuta nel caso di utilizzo del servizio postale (nel qual caso consiste in una raccomandata AR “A.G.”, cioè atti giudiziari, di colore verdino) il decimo giorno dal momento in cui la raccomandata è stata depositata presso l’ufficio postale di competenza, il che realizza la cosiddetta “compiuta giacenza”. 

Quando si può “pagare in misura ridotta” il verbale?

La regola generale è che lo si possa fare sempre, pagando, mediante versamento su conto corrente postale oppure conto corrente bancario, il cosiddetto “minimo edittale”, cioè il minimo della sanzione prevista dalla norma violata. Il pagamento estingue l’infrazione ma non l’eventuale sanzione amministrativa accessoria (decurtazione di punti, sospensione della patente, fermo amministrativo e così via) che viene invece applicata; inoltre il pagamento della sanzione impedisce l’impugnazione del verbale (salvo che, si ritiene, per la sola sanzione accessoria). L’articolo 202 commi 3 e 3bis indicano i casi nei quali il pagamento in misura ridotta non è consentito: in tale ipotesi, bisognerà attendere l’arrivo di un’ordinanza-ingiunzione da parte del Prefetto.

Cosa succede se si firma il verbale?

La sottoscrizione del verbale (ovviamente possibile solo quando vi sia la “contestazione immediata”, vedi sopra) non ha nessuna effetto di “ammissione” dell’addebito: attesta soltanto l’avvenuta consegna di una copia del verbale e, al più, la correttezza della trascrizione delle dichiarazioni rese dall’interessato cioè la circostanza che quanto riportato sul verbale alla voce “il trasgressore dichiara…” coincida con quanto realmente affermato.

Chi è il coobbligato solidale?

E’ una figura giuridica che – per quanto riguarda gli illeciti amministrativi – è prevista e disciplinata dall’articolo 8 della legge 24 novembre 1981 n. 689 e, nella materia del Codice della Strada, dal suo articolo 196. Si tratta in linea di massima del “proprietario del veicolo” (oppure, al suo posto, dell’usufruttuario, dell’acquirente con patto di riservato dominio o dell’utilizzatore nel leasing) che servì o fu usato per commettere la violazione. Tale soggetto è tenuto “in solido” con il trasgressore – ovviamente, se è persona diversa – al solo pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria, se non prova che la circolazione del veicolo sia avvenuta contro la sua volontà. Essere obbligati in solido (si tratta di un’"obbligazione solidale passiva”) comporta che il creditore – lo Stato o l’Ente a cui appartiene il comando, in questo caso – ha diritto di chiedere ed ottenere il pagamento della sanzione indifferentemente dal trasgressore (che è il debitore principale) o al coobbligato solidale: nella realtà concreta, specie in caso di notificazione del verbale, è senz’altro il coobbligato solidale ad essere “attinto”, perché è facilmente identificabile dalla targa del veicolo. Se il coobbligato solidale paga la sanzione in luogo del trasgressore, ha diritto di rivalsa nei confronti dello stesso per l'intera somma.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

Francesco

01/08/2012 16:01:18

Complimenti!
Sono un graduato della Guardia di Finanza.
Trovo interessanti le argomentazioni svolte.
Grazie.

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