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Infrazioni al codice della strada

del 22/11/2011
CHE COS'È?

Infrazioni al codice della strada: definizione

Le infrazioni al codice della strada, in base al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, si suddividono in illeciti amministrativi e illeciti penali.
La pena prevista per le violazioni di carattere amministrativo è di natura esclusivamente pecuniaria e consiste nel pagamento di una somma di denaro allo Stato o ad altro Ente, mentre le sanzioni previste per gli illeciti penali possono consistere oltre che nel pagamento di una somma di denaro, anche nella sanzione privativa della libertà personale, ossia l’arresto.
A partire dal 1 luglio 2003 è stato introdotto un nuovo meccanismo, la cosiddetta patente a punti, attraverso il quale ad ogni conducente di un veicolo viene attribuito un punteggio iniziale di 20 punti che viene decurtato ogni volta che viene commessa una delle infrazioni indicate in un’apposita tabella dei punteggi del codice della strada (articolo 126-bis). Con l'introduzione di questa sanzione accessoria, all'esaurimento dei punti disponibili è necessario superare nuovamente l'esame di teoria e l'esame di guida per conservare la patente. Le sanzioni per i cosiddetti neopatentati sono raddoppiate. La decurtazione dei punti sulla patente si applica per quelle infrazioni che comportano pericolo per la circolazione, indipendentemente dal fatto che si tratti di illecito penale o semplicemente amministrativo.

Dott.ssa Roberta Savarino
Praticante presso l'Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio
Avv. Domenico Margariti
Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio
Studio legale Margariti

COME SI FA
Le più comuni infrazioni amministrative, disciplinate dal Capo I, Titolo VI del citato decreto legislativo sono: l'utilizzo di radiotelefoni senza viva voce o cuffie sonore, per cui è prevista la decurtazione di 5 punti più la sospensione della patente alla seconda infrazione commessa nei successivi due anni; l'inosservanza dei segnali semaforici o degli agenti addetti al traffico, che prevede la decurtazione di 6 punti oltre, come nel caso sopra menzionato, la sospensione della patente alla seconda infrazione nel periodo di due anni e la multa di euro 154; la sosta negli spazi riservati ai portatori di handicap a cui invece consegue la rimozione del veicolo, la decurtazione di 2 punti della patente e la multa di euro 80.
Al capo II del medesimo Titolo troviamo poi i reati previsti dal codice della strada: la guida in stato di ebbrezza alcolica superiore nel tasso alcolemico a 0,8 g/l, (che prevede la decurtazione di 10 punti, il ritiro patente per sospensione, nonché il sequestro per la confisca), la guida sotto l’effetto di stupefacenti, la fuga in caso d’incidente con danni alle persone e l'omissione di soccorso alle persone ferite, entrambi puniti, oltre che con una sanzione penale, anche con la perdita di 10 punti e il ritiro patente per sospensione più il sequestro per la confisca se il reato è stato commesso alla guida di motociclo o ciclomotore.
L’ultima modifica del codice della strada entrata in vigore è del 30/07/2010 e prevede norme più rigide per la guida in stato di ebbrezza e per la somministrazione di alcolici nei locali pubblici.
Per gli illeciti penali, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, a meno che la stessa appartenga a persona estranea al reato stesso. In quest’ultimo caso, è previsto il raddoppio della durata della sospensione della patente da un minimo di due anni ad un massimo di 4 anni. A questo proposito, va inoltre ricordato che, per i conducenti fermati per guida in stato di ebbrezza che non abbiano provocato incidenti la pena detentiva e quella pecuniaria possono essere sostituite su richiesta al prefetto e per non più di una volta con lavori di pubblica utilità effettuati preferibilmente nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale.

I rimedi esperibili nel caso di contestazione possono essere, innanzitutto, il ricorso al prefetto, nel termine di giorni sessanta dalla contestazione o dalla notificazione, così come disciplinato dall’articolo 203 del codice della strada, oppure può essere presentato direttamente al prefetto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
A sua volta il prefetto, dopo aver esaminato il verbale e gli atti prodotti, insieme al ricorso e ai documenti allegati, (ed eventualmente sentiti gli interessati che ne abbiano fatta richiesta), secondo quanto previsto dall'articolo successivo, “se ritiene fondato l'accertamento adotta, entro centoventi giorni decorrenti dalla data di ricezione degli atti da parte dell'ufficio accertatore, secondo quanto stabilito al comma 2 dell'articolo 203, ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento di una somma determinata, nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione, secondo i criteri dell'articolo 195, comma 2. L'ingiunzione (notificata, nel termine centocinquanta giorni dalla sua adozione), comprende anche le spese ed è notificata all'autore della violazione ed alle altre persone che sono tenute al pagamento ai sensi del presente titolo. Ove, invece, non ritenga fondato l'accertamento, il prefetto, nello stesso termine, emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti, comunicandola integralmente all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore, il quale ne dà notizia ai ricorrenti”.
In alternativa alla proposizione del ricorso al prefetto l'articolo 204-bis prevede, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, la possibilità di proporre opposizione davanti all'autorità giudiziaria ordinaria (il Giudice di Pace) nel termine di sessanta giorni dalla data di contestazione o notificazione, così come regolata dal decreto legislativo n. 150 del 2011.

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