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Rifiuto di test etilometrico

del 08/05/2012
CHE COS'È?

Rifiuto di test etilometrico: definizione

Il rifiuto di sottoporsi a test etilometrico costituisce uno dei reati (contravvenzionali, in questo caso) previsti direttamente e disciplinati dal Codice della Strada, precisamente dall’articolo 186 comma 7.


COME SI FA

Quale è la condotta punita?

L’articolo 186 comma 7 punisce il rifiuto (purché ingiustificato, aggiungiamo) di sottoporsi agli accertamenti previsti dai commi 3, 4 o 5 dello stesso articolo. Si tratta dunque non solo del test etilometrico (cioè con l'apparato portatile che misura la quantità di alcool presente nell'aria espirata) ma anche di quelli previsti in caso di incidente con sottoposizione a cure mediche dell'interessato.

Quali sono le sanzioni previste?

Il rifiuto viene punito – dopo essere stato in passato addirittura depenalizzato, cioè soggetto a sola sanzione amministrativa, mentre nella formulazione originaria del codice costituiva reato – con le stesse sanzioni previste per la più grave delle ipotesi di 'guida in stato di ebbrezza'. E dunque: ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e arresto da tre mesi ad un anno; inoltre è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni, con ritiro immediato (su strada) e applicazione della sospensione cautelare prefettizia (sino ad un anno), oltre che la confisca del mezzo utilizzato, salvo che appartenga a persona estranea alla violazione, nel qual caso non si dà luogo alla confisca. In caso di recidiva specifica nel biennio si applica la revoca della patente.


CHI

Sicuramente l’avvocato penalista, possibilmente con buone conoscenze di diritto del codice della strada e della circolazione stradale, vista la peculiarità del reato; è bene, peraltro, contattarlo immediatamente, anche per fronteggiare eventuali sviluppi “cautelari”, sia penali – ove ammessi – sia amministrativi (sospensione della patente connessa eccetera).


FAQ

Quale è il giudice competente?

Trattandosi di reato è il giudice penale, e precisamente il tribunale ordinario in composizione monocratica. 

Esistono ulteriori conseguenze rilevanti?

Sì. Con l'ordinanza di sospensione della patente, il prefetto ordina sempre la sottoposizione a visita medica dell'interessato, per verificare se persistano i requisiti psicofisici per l'ottenimento (in questo caso, il mantenimento) della patente entro sessanta giorni, anche se in realtà spesso sono gli stessi uffici competenti a rinviare oltre tale data l'esame (ma per assolvere all'obbligo è sufficiente la prenotazione tempestiva): si tratta di una vera e propria visita di “revisione della patente” . Se l'esito è positivo, la procedura si arresta; se negativo, la patente viene sospesa, se la perdita del requisito psicofisico è giudicata temporanea o revocata, se ritenuta definitiva. Se non ci si presenta, la patente è automaticamente sospesa a tempo indeterminato sino a quanto l'interessato non si sottoponga alla visita di revisione (e chi circoli con patente sospesa è soggetto a sanzione amministrativa da euro 155 a euro 624 e alla revoca della patente).

Nel caso di commissione del reato da parte di neopatentato o di conducente professionale le pene sono aumentate?

Sì. Parallelamente a quanto previsto per la guida in stato di ebbrezza, anche in caso di rifiuto di sottoposizione a test alcolemico le sanzioni previste sono aumentate da un terzo alla metà; inoltre, la sospensione della patente di guida aumenta da sei mesi a due anni e, in caso di impossibilità di confisca poiché il veicolo appartiene a persona estranea alla violazione, viene ulteriormente raddoppiata. Più precisamente i soggetti sottoposti a questa “disciplina speciale” - con inasprimento  evidente dell'assetto sanzionatorio complessivo – sono: i conducenti infraventunenni; i conducenti che abbiano conseguito la patente “B” da non più di tre anni; i conducenti che effettuano “attività di trasporto di cose" (autotrasportatori ed assimilati di sui agli articoli 85, 86 e 87 Codice della Strada) o “persone” (articoli 88, 89, 90 Codice della Strada); i conducenti di autoveicoli con massa a pieno carico maggiore di 3,5 tonnellate oppure di ‘treno’ (autocarro con rimorchio) con massa complessiva maggiore di 3,5 tonnellate, oppure di autoarticolati, autosnodati autobus o altri mezzi adibiti al trasporto di persone con più di otto posti utili.
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