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Omissione di soccorso

Ordine degli Avvocati di Milano

Aggiornato al 29/06/2011

CHE COS'È
Il reato di omissione di soccorso in caso di incidente stradale è previsto dall’articolo 189 Codice della Strada, che delinea almeno due fattispecie diverse.
La prima è prevista dal comma 6, secondo il quale chiunque, in caso di incidente con danno alle persone comunque ricollegabile al suo comportamento, non ottempera all’obbligo di fermarsi è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, oltre alla applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni.
La seconda è prevista dal comma 7, secondo il quale chiunque, nelle predette condizioni, non presta l’assistenza occorrente alle persone ferite è punito con la reclusione da uno a tre anni, oltre alla applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per un periodo non inferiore a un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.
Alla violazione dell’obbligo di fermarsi può conseguire l’applicazione di misure cautelari personali coercitive (tranne la custodia cautelare in carcere) nonché l’arresto in flagranza.
Viceversa chi si ferma e, occorrendo, presti assistenza a persone ferite, mettendosi immediatamente a disposizione della polizia, non è soggetto all’arresto previsto per il caso di flagranza di reato, anche qualora l’incidente abbia provocato il reato di omicidio colposo o lesioni colpose.
Nella stessa logica di favorire la collaborazione con gli inquirenti, non possono essere applicate le misure cautelari personali né potrà essere arrestato il conducente che ha violato l’obbligo di fermarsi, dopo aver causato un incidente con danni alle persone e che entro le ventiquattro ore successive si mette a disposizione degli organi di polizia.
Chi non ottempera all’obbligo di fermarsi in caso di incidente comunque collegabile alla sua condotta con danno alle sole cose o ad animali (in questo caso anche se non si attiva per garantire un soccorso) è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa.
COME SI FA
Il reato può essere commesso da chiunque circoli sulle strade, non solo quindi conducente di veicoli a motore, ma anche di biciclette, di veicoli trainati da cavalli, pedoni.
Incombe un generale obbligo per tutti gli utenti della strada che abbiano contribuito a causare un incidente di fermarsi e, se necessario, prestare soccorso.
Esiste una differenza in termini sanzionatori, a seconda che l’incidente abbia causato danni a persone, animali o cose. Solo nel primo caso, infatti, l’omesso soccorso comporta una sanzione penale. Nel secondo e nel terzo la sanzione è amministrativa.
Perché sussista il reato, dunque, deve essere accertata la presenza sul luogo di almeno una persona con una lesione, non necessariamente grave, ma che incida in qualche modo sulla sua integrità psico-fisica.
L’obbligo di soccorso impone di attivarsi immediatamente; quindi commette il reato chi, dopo aver contribuito a cagionare l’incidente, si sia allontanato, anche se fa ritorno, magari pure poco dopo sul “luogo del delitto” per prestare quei soccorsi che avrebbe viceversa dovuto garantire subito. Nel caso in cui vi siano feriti, poi, la assistenza deve essere prestata pure se rifiutata, o comunque deve essere offerta davvero e non ci si può limitare ad un proposta sbrigativa e affrettata.
Il reato è punito solo a titolo doloso: quindi è necessario che la condotta omissiva sia realizzata da chi è consapevole non solo dell’incidente, ma anche dei danni a terzi. Il dolo può configurarsi anche nella forma del dolo eventuale, quando cioè un soggetto, pur non avendo certezza dell’esistenza di un incidente e della sussistenza di danni alle persone, se ne raffigura la possibilità e volontariamente evita di compiere una verifica in concreto, accettando così il rischio di compiere la condotta illecita, non fermandosi o non prestando assistenza.
CHI
L’omissione di soccorso “stradale” è un delitto perseguibile d'ufficio, non è quindi necessaria la richiesta di punizione (querela) del soggetto offeso perché si celebri il processo. L'autorità giudiziaria competente è il tribunale monocratico avente sede nel luogo ove è commesso il fatto di reato.
Come tutte le volte che si ha anche solo il sospetto di essere indagati o di avere subito un reato, è consigliabile contattare un avvocato penalista al fine di ricevere chiarimenti sul caso concreto e compiere gli eventuali “passi” che, insieme al legale, venissero giudicati necessari o anche solo opportuni. Più precisamente, e solo per fare un esempio, per valutare se formulare una richiesta alla Procura della Repubblica per essere informati dell’esistenza di procedimenti a proprio carico, oppure per verificare la sussistenza dei presupposti per una denuncia.
FAQ

Ci si può esimere dal soccorrere se non si hanno specifiche conoscenze mediche?

No, in quanto l’obbligo di assistenza prescritto dalla disposizione non riguarda esclusivamente attività di natura strettamente sanitaria. Il dovere di attivarsi in capo a chi ha procurato l’incidente deriva dal dovere di solidarietà in particolare a favore dei soggetti a cui è stato provocato un danno. Tale dovere è quindi assai più ampio rispetto alle sole cure di tipo medico e può avere diverse sfaccettature, a seconda delle lesioni concretamente subite e delle capacità e delle cognizioni del soggetto su cui grava l’obbligo. Quest’ultimo, se non altro, può certamente attivarsi affinché venga garantito nel modo più celere possibile l’intervento di personale sanitario specializzato.

Se patteggio mi viene ugualmente sospesa la patente?

Ormai una giurisprudenza pressoché univoca prevede che con la sentenza di patteggiamento il tribunale applichi anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente.

Si può evitare di soccorrere chiamando le forze dell'ordine o l'autoambulanza?

Come detto, l’obbligo di intervento è più generico rispetto a quello di fornire cure mediche. In capo a colui che ha causato l’incidente incombe un dovere di attivarsi che comprende la (ma non si esaurisce nella) attività di avvisare la polizia stradale o i sanitari. Solo una volta assicuratosi che effettivamente i soccorsi sono non solo giunti sul posto, ma sono anche stati in concreto prestati a favore delle persone coinvolte, il soggetto può ritenere esaurito l’onere imposto dalla legge.

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