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Condominio: ascensore

del 21/02/2012
CHE COS'È?

Condominio ascensore: definizione

L’ascensore è considerato di proprietà comune quando è originariamente installato nell'edificio all’atto della sua costruzione. 
Tutti i condomini quindi devono partecipare alle spese per la sua manutenzione secondo le rispettive quote di proprietà, a meno che il regolamento condominiale non preveda diverse modalità di riparto. 
Se non risulta il contrario dai titoli di acquisto delle singole proprietà individuali l'ascensore deve considerarsi di proprietà comune anche dei condomini proprietari di appartamenti o negozi siti al piano terreno (che sono quindi tenuti a concorrere alle spese), poiché occorre far riferimento non all'utilizzo in concreto ma all'uso potenziale che il condomino potrebbe fare del medesimo. Qualora tuttavia, per come è strutturato l'immobile, i proprietari dei negozi o di singole unità abitative non abbiano accesso all'impianto (perché, ad esempio, i locali a piano terra non hanno accesso all'androne condominiale) sono esonerati dal contribuire alle relative spese. Qualora invece l’ascensore venga installato successivamente per iniziativa di tutti o parte dei condomini questo non costituisce proprietà comune ma appartiene in proprietà a quei condomini che l’hanno installato a loro spese. 
L’articolo 1121, ultimo comma, codice civile concede tuttavia la facoltà per i condomini che non hanno partecipato a tale innovazione di partecipare anche successivamente ai vantaggi arrecati dalla stessa, previa contribuzione nelle spese di installazione dell’impianto e di manutenzione dell’opera (spese il cui importo dovrà essere rivalutato al momento in cui il condomino opta per l'utilizzazione del servizio). 

COME SI FA
L’installazione successiva di un ascensore può essere attuata solo con la maggioranza di cui al comma quinto dell’articolo 1136, secondo cui l’approvazione dell’assemblea deve avvenire "con un numero di voti che rappresenti la maggioranza dei partecipanti al condominio e i due terzi del valore dell’edificio". 
Nei casi in cui uno o più condomini siano portatori di handicap o invalidi civili si può ricorrere alle disposizione della legge 9/1/1989 n. 13 (disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche) che, al suo articolo 2, stabilisce che l’impianto possa essere introdotto con le maggioranze previste dal secondo e terzo comma dell’articolo 1136 codice civile (ovvero con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio o, in seconda convocazione, con una pronuncia che rappresenti il terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell’edificio). 
L'assemblea potrebbe anche deliberare l'installazione di un ascensore esterno; in tal caso, per evitare possibili contestazioni per violazione del decoro architettonico dell'edificio, è opportuno che la delibera venga adottata con il voto favorevole di tutti i condomini (a rigore sarebbe sufficiente la maggioranza prevista dal quinto comma dell’articolo 1136 codice civile). 
Se in un edificio dotato di più scale l'installazione dell'ascensore riguarda una soltanto di esse la maggioranza in assemblea deve essere calcolata considerando i soli proprietari delle unità immobiliari interessate all'innovazione. 
Per la stessa ragione un condomino non può opporsi a che un ascensore venga installato in una scala diversa da quella in cui è ubicata la sua unità immobiliare. 
In ogni caso, occorre tener presente che l’installazione successiva dell’ascensore non deve arrecare pregiudizio per la sicurezza, stabilità o decoro dell’edificio e non è mai consentita se in concreto, in seguito alla comparazione tra i danni prodotti (modifica della tromba delle scale, dei pianerottoli, degli anditi eccetera) e i vantaggi arrecati, i primi risultano di gran lunga prevalenti anche per un solo condomino.

CHI
Le controversie in tema di installazione di ascensori e le problematiche che possono insorgere rendono generalmente necessaria l’assistenza di un ingegnere e di un avvocato. 
È bene, data la complessità della materia e gli investimenti che spesso richiede, informarsi sempre in via preventiva in ordine a quello che si può fare e a quanto, invece, risulta vietato.

FAQ

E’ consentito ad un condomino che intenda installare un ascensore a propria cura e spese nel vano scale condominiale ridurre la dimensione delle scale al fine di ricavare lo spazio necessario all’impianto?

La risposta è positiva. Sul punto si è infatti espressa più di una volta anche la Corte di Cassazione ritenendo tale miglioria rientrante nell'uso lecito della cosa comune, come tale non soggetto neppure ad autorizzazione assembleare. Naturalmente non devono essere violate le norme di legge circa le dimensioni minime delle scale e dei gradini che le compongono

In caso di lavori di installazione di un nuovo impianto, se l’ufficio tecnico del Comune rifiuta di rilasciare l’autorizzazione in assenza di espressa delibera condominiale che abbia autorizzato la miglioria. Che fare in questo caso?

Questa situazione si verifica quando il funzionario dell’ufficio tecnico con conosce bene la materia che regolamenta il diritto condominiale e pretende di vedersi esibire l’autorizzazione dell’assemblea per il rilascio dell’autorizzazione amministrativa. Una possibilità è rappresentata dall'opportunità di illustrargli, magari anche tramite avvocato, la normativa di riferimento cercando di fargli cambiare idea. In caso negativo il condomino che voglia installare un ascensore e che abbia ottenuto un parere negativo dall'assemblea (parere non necessario, come detto) non può far altro che rivolgersi al Tribunale affinché il suo diritto si affermato in contraddittorio con il condominio. Ottenuta la sentenza potrà quindi rivolgersi nuovamente all'ufficio tecnico del Comune.
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