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Istigazione alla corruzione

del 15/12/2011
CHE COS'È?

Istigazione alla corruzione: definizione

Il reato di istigazione alla corruzione (articolo 322 codice penale) completa l'articolato sistema dei reati di corruzione (articoli da 318 a 321 codice penale), volti a tutelare il corretto funzionamento, il prestigio e l'imparzialità della Pubblica Amministrazione, preservando l'esercizio della funzioni pubbliche e dei pubblici servizi dai pericoli e dai danni che possono derivare da indebite retribuzioni private.
La norma, in sostanza, punisce il tentativo di corruzione.

Avv. Carlo Melzi d'Eril
Ordine degli Avvocati di Milano
ACCMS Studio Legale


COME SI FA

L'articolo 322 codice penale prevede diverse ipotesi, distinguendo tra istigazione alla corruzione attiva (commi 1 e 2) e istigazione alla corruzione passiva (commi 3 e 4): le prime sanzionano il privato cittadino che offre o promette denaro o altra utilità non dovuta per indurre il soggetto pubblico a compiere, omettere o ritardare un atto dell'ufficio o contrario ai doveri dell'ufficio. Le seconde, invece, puniscono il soggetto pubblico che “sollecita”, esercitando una pressione psicologica sul privato, una promessa o dazione di denaro o di altra utilità per compiere, omettere o ritardare un atto conforme o contrario ai doveri d'ufficio.
In tutti i casi deve trattarsi di promesse, offerte o richieste effettive, serie e potenzialmente idonee a alla realizzazione dello scopo, ossia tali da turbare psicologicamente il soggetto e indurlo, sia pure in astratto, ad accettare la proposta illecita, anche se poi, in concreto, tale proposta non deve essere accettata.
Il reato di istigazione alla corruzione attiva si realizza nel momento in cui viene messa disposizione l'utilità al soggetto pubblico o comunque allorché quest'ultimo venga a conoscenza della promessa.
Il reato di istigazione alla corruzione passiva del pubblico funzionario, invece, si perfeziona nel momento in cui la sollecitazione viene a conoscenza del privato.
Deve mancare, in entrambi i casi, l’accettazione della promessa o l’adesione alla sollecitazione perché altrimenti si risponde per il reato di corruzione consumato.


CHI

Il reato di istigazione alla corruzione è perseguibile d'ufficio.
L'autorità giudiziaria competente è il tribunale in composizione collegiale avente sede nel luogo ove è commesso il fatto di reato.
Come tutte le volte che si ha anche solo il sospetto di essere indagati o di avere subito un reato, è consigliabile contattare un avvocato penalista al fine di ricevere chiarimenti sul caso concreto e compiere gli eventuali “passi” che, insieme al legale, venissero giudicati necessari o anche solo opportuni.
Più precisamente, e solo per fare un esempio, per valutare se formulare una richiesta alla Procura della Repubblica per essere informati dell’esistenza di procedimenti a proprio carico, oppure per verificare la sussistenza dei presupposti per una denuncia.


FAQ

Quando ricorre la qualifica soggettiva di Pubblico Ufficiale e incaricato di pubblico servizio?

Si prescinde da un rapporto di dipendenza e di impiego con lo Stato o altro ente pubblico e si dà esclusivo rilievo all'effettivo svolgimento di un'attività pubblicistica. E' infatti considerato Pubblico Ufficiale anche colui che svolge di fatto una pubblica funzione, pur senza possederne i requisiti formali, ma con l'avallo o la tolleranza dell'amministrazione stessa.Al fine di individuare se l'attività svolta da un soggetto possa essere qualificata come pubblica è necessario verificare se essa sia disciplinata o meno da norme di diritto pubblico, quale che sia la connotazione soggettiva del suo autore.Si distingue poi la pubblica funzione dal pubblico servizio per la presenza o meno dei poteri tipici della potestà amministrativa.  

Nella istigazione alla corruzione attiva il basso importo (tenuità) della somma offerta può escludere il reato?

Il basso importo (tenuità) della somma offerta al pubblico ufficiale può escludere il reato qualora si tratti di un importo tale da risultare risibile. Talvolta però la giurisprudenza ha ritenuto che il basso importo (tenuità) della somma di denaro offerta, lungi dal rappresentare una mera condotta di spregio verso la Pubblica Amministrazione, non solo non esclude il reato di istigazione alla corruzione, ma addirittura lo rende maggiormente lesivo del prestigio del funzionario, perché l'agente mostra di ritenere che quest'ultimo sia una persona suscettibile di venir meno ai propri doveri accettando un'offerta anche minima.Il reato è integrato anche allorché ci si limiti a formulare al Pubblico Ufficiale un'offerta generica e non determinata, la cui quantificazione è lasciata al funzionario stesso.

Cosa si intende per “altra utilità”?

Il termine utilità viene inteso in senso ampio, tale da ricomprendere qualunque bene o prestazione che possa rappresentare un vantaggio per il pubblico ufficiale. Non si dubita, a questo proposito, che vi rientrino, ad esempio, anche prestazioni di natura sessuale.
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23/05/2012 11:10:09

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