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Corruzione

del 23/04/2012
CHE COS'È?

La corruzione è un reato. Lo commette il Pubblico Ufficiale che, per compiere un atto conforme alle proprie funzioni (o per averlo già compiuto) oppure per compierne uno contrario alle proprie funzioni, riceve denaro o un qualche altro vantaggio che non gli spetta.
Si ha corruzione anche quando il Pubblico Ufficiale riceve solo la promessa di una “retribuzione” non dovuta per poter tenere le condotte sopra descritte.
E’ altresì corrotto il Pubblico Ufficiale che abbia ricevuto un’utilità per aver omesso o per omettere un atto conforme alle proprie funzioni o per averlo anche solo ritardato.
(Codice penale articoli 318, 319, 319-ter)

Avv. Barbara Bruno
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Avv. Barbara Bruno


COME SI FA

La corruzione è un reato cosiddetto “proprio”: può essere commesso cioè da chi rivesta la qualifica di Pubblico Ufficiale (ad esempio: funzionari della Pubblica Amministrazione, ufficiali giudiziari, appartenenti alle forze dell’ordine).
Si verifica il reato già quando costui riceve la retribuzione non dovuta o addirittura ne accetti la promessa per compiere o per non compiere un atto da lui dovuto (o per compierne uno contrario a quello che il suo ruolo gli imporrebbe).
Resta poi irrilevante che l’atto in questione sia stato o meno posto in essere concretamente. Il reato di corruzione può essere commesso, oltre che dal Pubblico Ufficiale, anche dall’incaricato di un pubblico servizio.
Le pene previste per il corrotto sono applicabili anche al corruttore (che può essere un soggetto qualsiasi).


CHI

In caso di indagini a proprio carico per il reato di corruzione è necessario nominare un avvocato penalista di fiducia, affinché possa verificare la fondatezza dell’accusa, gli elementi raccolti a carico e scegliere la miglior strategia difensiva possibile, magari svolgendo indagini difensive.
Sarà utile verificare, con il supporto del legale, se effettivamente il fatto di cui si è accusati possa rientrare nella descrizione fatta dal codice penale e sia quindi qualificabile come reato.
Se mancano degli elementi, formali o sostanziali, infatti, il reato potrebbe non sussistere.



FAQ
Perché si accerti il reato di corruzione è necessaria la querela?
No. Il reato di corruzione è procedibile d’ufficio. 
Qual è la pena prevista per il reato di corruzione?
La sanzione prevista è quella della reclusione (le pene vanno da 1 a 20 anni) e si applica anche a chi abbia dato o promesso denaro o altri vantaggi al Pubblico Ufficiale corrotto.
Perché vi sia corruzione il vantaggio del Pubblico Ufficiale deve essere di tipo economico?
Non necessariamente. L’utilità che il corrotto riceve dalla corruzione può essere anche un mero vantaggio morale, può avere carattere patrimoniale o non patrimoniale.
Il vantaggio o l’utilità della corruzione può essere in favore di altri?
Si ha corruzione anche quando il Pubblico Ufficiale riceve o accetta di ricevere il denaro o altra utilità non per sé, ma per un soggetto terzo (si pensi al fatto di “negoziare” ad esempio il posto di lavoro per il proprio figlio).
Si corrompe anche con piccoli doni?
Non sempre. Le così dette “piccole regalie d’uso” possono escludere il reato di corruzione per il compimento di un atto conforme al proprio ruolo.  Non è mai escluso, neppure dai piccoli doni, invece, il reato di corruzione per atti contrari ai doveri alle proprie funzioni.  Infatti, solo nel primo caso è possibile ritenere che il piccolo presente di “cortesia” non abbia avuto alcuna influenza nel comportamento del Pubblico Ufficiale. 
C’è corruzione se si è convinti che la “retribuzione” al Pubblico Ufficiale sia dovuta?
Laddove il privato erroneamente ritenga dovuta la retribuzione da riconoscersi al Pubblico Ufficiale, non sarà perseguibile penalmente.  Anche il Pubblico Ufficiale che incorre in un errore di questo genere sarà “scusato”. 
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