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Contratti internazionali: licensing

del 15/11/2011
CHE COS'È?
Il licensing o contratto di licenza ha per oggetto il marchio, il suo uso e il suo trasferimento.
Schematicamente un soggetto proprietario del marchio cede ad un terzo la possibilità di utilizzare detto marchio dietro pagamento di royalties sul volume d'affari creato. Il terzo utilizzatore, il licenziatario, potrà dunque sfruttare il marchio preso in licenza, producendo bene che saranno, appunto, marchiati con il brand acquisito.
Il codice della proprietà industriale prevede, infatti, all'articolo 23, che il marchio possa essere oggetto di licenza - anche non esclusiva - per la totalità o per parte dei prodotti o servizi per i quali il marchio è stato registrato.
Detta possibilità è una relativa novità: fino al 1992 non era infatti consentita la scissione tra il produttore-proprietario di un bene ed il relativo marchio, giustificando tale impostazione sulla scorta di una possibile confondibilità del cliente finale, che crede di comprare il prodotto X, derivante da una specifica impresa, quando invece acquista il prodotto marchiato X, ma frutto del lavoro di tutt'altra impresa.
La globalizzazione da un lato e il consumo di massa dall'altro hanno abbattuto simili concezioni, facendo tramontare l'epoca in cui era il prodotto a qualificare il marchio, fino ad arrivare al suo opposto ove è il marchio in sé ad apportare valore all'oggetto, (quasi) a prescindere dell'oggetto.
Il marchio, in tale prospettiva, diviene bene a sé stante, capace di attrarre enorme potenzialità economiche, e conseguentemente suscettibile di interesse commerciale e giuridico.

Avv. Paolo Fortina
Ordine degli Avvocati di Milano
NL Studio Legale

COME SI FA
Il contratto di licensing è una normale scrittura privata che non abbisogna di particolare formalità.
Detta scrittura regolamenterà, appunto, i rapporti tra un soggetto proprietario che cede ad un terzo i diritti di sfruttamento economico su detto marchio, sia delimitandone l'ampiezza territoriale, che la classe merceologica di riferimento, oltre che la durata nel tempo, ed eventualmente l'esclusiva.
La massima libertà delle parti di regolamentare il rapporto a seconda delle rispettive esigenze e della rispettiva forza contrattuale rende poi estremamente variabile il contratto di licensing. In particolare, dalla prospettiva del proprietario del marchio, sarà molto importante disciplinare nel regolamento contrattuale le modalità di uso ed utilizzo del marchio, in modo da prevenire possibili usi impropri che possano pregiudicare la reputazione del marchio medesimo, sia perché eventualmente abbinati a prodotti non conformi, sia perché i prodotti vengono distribuiti in canali non coerenti con il brand.
Altro aspetto fondamentale da considerare è l'investimento che eventualmente andrà fatto in termini di comunicazione promozionale: molto spesso, infatti, il licenziante si impegna ad utilizzare una parte delle royalties proprio per promuovere il marchio concesso in licenza.

CHI
Vista la delicatezza della disciplina, è opportuno affidarsi a professionisti – quali avvocati specializzati – ovvero a società di licensing e ciò in modo da regolamentare nel migliore dei modi il contratto di licenza.
Per altro si consideri che alcuni studi professionali hanno iniziato ad adottare intese di assistenza con i propri clienti articolate sulle stesse royalties, in modo da contenere enormemente le spese in caso di insuccesso commerciale.
Si tenga a mente, infine, che eventuali contestazioni in merito alla esecuzione del contratto di licensing dovranno essere decise - salvo eventuali clausole arbitrali - innanzi alle sezioni specializzate in proprietà industriale ed intellettuale, che hanno competenza esclusiva in materia, in Italia.
E ciò naturalmente potrà essere fatto solo con l'assistenza di un avvocato.

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