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Contratti internazionali: franchising

del 20/07/2016
CHE COS'È?

Contratti internazionali franchising: definizione

Nell'ambito dei contratti internazionali, il franchising viene spesso sfruttato dalle imprese che hanno intenzione di espandersi all'estero: occorre mettere in evidenza, però, che la formula non è di semplice applicazione, a causa di un regime internazionale poco armonizzato. Sono diversi, d'altro canto, i Paesi che si stanno impegnando per introdurre legislazioni finalizzate alla protezione del franchisee, in modo particolare dal punto di vista della fase precontrattuale, con obblighi di informazione che coinvolgono il franchisor. Il franchising, sotto il profilo economico, non è altro che una forma di commercializzazione grazie alla quale i servizi o i prodotti di un'impresa possono essere distribuiti al dettaglio tramite un network di punti vendita che, pur essendo indipendenti, sono accomunati dal marchio, in modo tale che risultino elementi di una stessa catena. Il franchisor mette a punto e fornisce un know-how particolare, per esempio sotto forma di speciali tecniche di vendita.


COME SI FA

Come funziona il franchising nei contratti internazionali?

Si immagini il caso di un'azienda italiana che ha intenzione di ricorrere al franchising in uno o più Paesi stranieri. Sono molti gli aspetti di cui bisogna occuparsi, a partire dalla conclusione dei contratti da stipulare direttamente con i franchisees locali: a volte può rendersi necessario il ricorso a un agente cosiddetto area representative, il cui compito è quello di trovare franchisees potenziali per il franchisor e, in seguito, dare ai franchisees stessi assistenza e formazione. La conclusione di un accordo di area development è un altro passaggio fondamentale: la controparte che lo sottoscrive si impegna a dare vita a varie unità di franchising e a farle crescere per conto e in nome del franchisor. 


CHI
Le imprese che vogliono espandersi all'estero.

FAQ

1. Come devono essere disciplinati i contratti internazionali di franchising?

I contratti internazionali di franchising devono essere disciplinati con cura e attenzione: per questo è consigliabile fare affidamento sulla competenza di consulenti esperti nel settore. Per la riuscita della formula, in effetti, è indispensabile conoscere le modalità con le quali il rapporto di franchising sarà regolato, al fine di preparare un contratto ad hoc. Uno dei primi passi che, in questo senso, devono essere compiuti dall'impresa italiana consiste nell'identificare la legge che deve essere applicata: come noto, nel caso dei contratti internazionali questo è uno degli aspetti più delicati. Nel caso in cui non si puntualizzi quale legge debba essere applicata al contratto di franchising, esso è disciplinato da quella in vigore nel Paese in cui risiede abitualmente il franchisee, secondo quanto previsto dal Regolamento Roma I n. 593 all'articolo 4. Nel momento in cui si decide qual è la legge che deve essere applicata al contratto, invece, l'accordo può essere gestito più facilmente. 

2. Cosa si intende quando si parla di norme di applicazione necessaria?

Il franchisor italiano è tenuto a prendere in esame anche la legge del Paese in cui si trova il franchisee allo scopo di accertare se siano presenti delle norme da considerare come norme di applicazione necessaria sulla base delle regole di diritto internazionale privato. In sostanza, le norme di applicazione necessaria sono quelle che devono essere rispettate obbligatoriamente nel Paese in cui sono applicate ai fini della protezione dei suoi interessi: norme, cioè, che devono essere applicate sempre e comunque, al di là di ciò che è previsto in un contratto. Ecco, quindi, che in queste circostanze il modello contrattuale deve essere adeguato a tali norme.
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