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Controversie internazionali: assunzione prove all'estero

del 04/09/2017
CHE COS'È?

Controversie internazionali assunzione prove all'estero: definizione

L'assunzione di prove all'estero nelle controversie internazionali va a incidere in maniera diretta sulle regole processuali che riguardano lo svolgimento dell'atto istruttorio, il quale presuppone un trattamento diverso da quello che viene applicato di solito. La convenzione sull'assunzione all'estero delle prove in materiale commerciale o civile è stata conclusa il 18 marzo del 1970 all'Aja, e deriva dalla volontà degli Stati che l'hanno firmata di agevolare l'esecuzione e la trasmissione delle commissioni rogatorie, oltre che di favorire l'armonizzazione dei vari metodi adoperati a questo scopo; la stessa convenzione si pone l'obiettivo di aumentare l'efficacia della reciproca cooperazione giudiziaria.

COME SI FA

In che cosa consiste l'assunzione di prove all'estero per le controversie internazionali?

Nel momento in cui si deve assumere una testimonianza o un altro mezzo di prova all'estero, l'istituto a cui si deve ricorrere è quello della rogatoria internazionale, in virtù della quale l'autorità giudiziaria di un Paese inoltra una richiesta all'autorità giudiziaria competente di un altro Paese, così che possano essere eseguiti i provvedimenti istruttori del caso. L'articolo 204 del codice di procedura civile è quello che disciplina, nel nostro ordinamento giuridico, la rogatoria in ambito commerciale e civile, ponendo una distinzione tra la vera e propria rogatoria internazionale e la rogatoria consolare; mentre la prima viene richiesta all'autorità straniera, la seconda viene richiesta all'autorità consolare italiana, e serve per i cittadini italiani che vivono in un Paese straniero.

Come avviene l'assunzione di prove all'estero per le controversie internazionali?

L'autorità giudiziaria di un Paese ha la possibilità di chiedere all'autorità competente di un altro Paese l'adempimento di qualsiasi atto di istruttoria o atto giudiziario, in ambito commerciale o civile, sulla base delle disposizioni della legislazione in vigore: ciò avviene tramite una rogatoria. Non è possibile, tuttavia, richiedere un atto di istruttoria che consenta alle parti di beneficiare di mezzi di prova che non verranno adoperati in un procedimento. Gli Stati sono tenuti a nominare un'autorità centrale che ha il compito di ricevere e di trasmettere le rogatorie in arrivo dalle autorità giudiziarie degli altri Paesi.

Come deve essere redatto l'atto rogatorio?

All'interno dell'atto rogatorio devono essere riportati l'indirizzo e l'identità delle parti, oltre a quelli dei loro rappresentanti, se necessari; oltre a ciò, occorre presentare un resoconto breve dei fatti, indicare l'oggetto e la natura dell'istanza e segnalare gli atti di istruttoria che devono essere compiuti. Nel caso in cui ciò si rivelasse indispensabile, l'atto rogatorio dovrebbe comprendere anche gli indirizzi e i nomi delle persone che devono essere interrogate, l'indicazione dei fatti su cui esse devono essere interrogate (o le domande specifiche da porre loro) e tutti gli oggetti (in primis, i documenti) che devono essere ispezionati. In più, deve essere precisato se per la deposizione è sufficiente una semplice affermazione o c'è bisogno di un giuramento. L'atto rogatorio va redatto nella lingua dell'autorità richiesta, o comunque deve essere abbinato a una traduzione. Gli Stati, in ogni caso, sono tenuti ad accettare gli atti rogatori che sono redatti in inglese o in francese o che sono abbinati a una traduzione.


CHI

Le autorità giudiziarie dei Paesi coinvolti.


FAQ

1. Qual è la situazione della Ue?

Eccezion fatta per la Danimarca, tra i Paesi della Ue è in vigore il Regolamento n. 1206 del 2001 per la cooperazione, nell'ambito dell'assunzione delle prove in materia commerciale e civile, tra le autorità giudiziarie degli Stati membri.
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