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Contratti internazionali: contratto di agenzia

del 20/01/2016
CHE COS'È?

Contratti internazionali contratto di agenzia: definizione

Nell'ambito dei contratti internazionali, il contratto di agenzia è uno dei più frequenti nel settore del commercio, che richiede in maniera evidente un modello di base di cui disporre. 


COME SI FA

Cosa prevede il contratto di agenzia? 

Nel contratto di agenzia è fondamentale l'attività di intermediazione, che può svilupparsi in modi diversi: per esempio, può consistere semplicemente nella trasmissione degli ordini che vengono ricevuti dai potenziali clienti, e in tale circostanza il contratto di vendita - cioè l'affare - viene portato a termine nel momento in cui l'ordine ricevuto con il tramite dell'agente viene accettato dal fabbricante. Nel caso in cui all'agente sia attribuito il compito di rappresentare il fabbricante, egli ha la possibilità di concludere gli affari direttamente in nome del fabbricante. Va detto, però, che nel commercio internazionale questa pratica non è molto diffusa, visto che il preponente desidera scegliere se accettare l'affare decidendo di caso in caso, invece che delegare all'agente. 


CHI

La figura più rilevante, tra tutti i tipi di intermediari che agiscono nel commercio internazionale, è quella dell'agente di commercio, la cui attività gli impone di svolgere costantemente un'attività di negoziazione degli affari e di promozione in cambio di una determinata provvigione, la cui entità varia a seconda del valore dell'affare che ha contribuito a portare a termine. 


FAQ

1. Come viene determinata la legge da applicare?

Come sempre succede quando si ha a che fare con i contratti internazionali, una questione importante riguarda la determinazione della legge che deve essere applicata in caso di controversie. Escludendo casi molto rari, non esistono delle norme sovranazionali specifiche a cui si possa fare riferimento per i rapporti commerciali tra gli agenti e i preponenti di Paesi diversi. Ciò vuol dire che il punto di partenza è quasi sempre da individuarsi nelle norme nazionali: il risultato è che allo stesso contratto internazionale possono essere applicate, potenzialmente, più leggi, vale a dire quella del Paese dell'agente e quella del Paese del preponente. La direttiva europea 86/653/Cee del 18 dicembre del 1986 ha cercato di porre rimedio alla situazione individuando dei principi uniformi da rispettare: principi che sono stati, poi, trasposti nelle singole legislazioni dei diversi Paesi. In sostanza, ai singoli contratti possono essere applicate le leggi nazionali che hanno attuato questa direttiva, ma non la direttiva in sé. Quindi rimangono, in sede di attuazione, degli spazi di discrezione molto ampi e dei margini decisamente estesi.

2. Cosa sono gli Accordi Economici Collettivi?

Gli Accordi Economici Collettivi, a cui non di rado ci si riferisce utilizzando l'acronimo AEC, sono fondamentali perché chiamano in causa la contrattazione collettiva, il cui compito è quello di integrare, seppure in maniere differenti, le norme del Codice Civile. Per esempio, gli AEC stabiliscono delle regole precise a proposito delle variazioni unilaterali di zona e delle provvigioni sugli affari che vengono portati a termine in seguito alla conclusione di un contratto, anche se la loro importanza risulta evidente specialmente se si pensa al calcolo dell'indennità di scioglimento. Gli AEC possono essere diversi in funzione del preponente, che può essere un'impresa artigiana, un'impresa commerciale o un'impresa industriale.  

3. Come si risolvono le controversie?

Per la risoluzione delle controversie, la scelta che appare preferibile è quella del ricorso all'arbitrato, ritenuto più conveniente e più vantaggioso rispetto alla giurisdizione ordinaria. In altri casi, può tornare utile riferirsi al foro della sede del preponente. 
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