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Contratti internazionali: forza maggiore

del 14/04/2016
CHE COS'È?

Contratti internazionali forza maggiore: definizione

La forza maggiore è un evento inevitabile e imprevedibile che impedisce che le obbligazioni derivanti da un contratto possano essere eseguite, in forma totale o parziale. Nei contratti internazionali, la forza maggiore è delineata da numerosi testi normativi. Bisogna fare riferimento, in modo particolare, alla cosiddetta Convenzione di Vienna del 1980, poi entrata in vigore solo nel 1988, vale a dire la Convenzione sulla Vendita Internazionale di Beni Mobili, nella quale sono specificate le tre caratteristiche più importanti che non possono mancare perché possa essere concretamente applicata la clausola di forza maggiore: si tratta dell'insormontabilità del fatto impedente o dei suoi esiti, dell'impossibilità di prevedere l'avvenimento nel momento in cui il contratto è stato stipulato e dell'estraneità del fatto rispetto alla sfera di controllo di chi ha sottoscritto il contratto. Nel caso in cui la sussistenza di questi elementi venga dimostrata, il debitore inadempiente non ha alcuna responsabilità rispetto al creditore.


COME SI FA

Come è normata la forza maggiore nei Paesi stranieri?

Ovviamente, ogni Paese fa storia a sé. In Francia, per esempio, c'è il cosiddetto Avant-Projet Français de Réforme du Droit des Obligations et de la Prescriptions, un progetto che ha lo scopo di colmare il vuoto in materia del Codice Civile francese attuale specificando, nell'articolo 1349 del Codice stesso, una definizione del concetto di forza maggiore. L'articolo verrebbe, quindi, formulato di nuovo: si affermerebbe che un evento potrà essere ritenuto causa di forza maggiore se avrà effetti inevitabili, sarà impossibile da prevedere nel momento della stipula del contratto o determinerà l'impossibilità di portare a termine la prestazione prevista dal contratto. In Cina, invece, la Contract Law sostiene che può essere considerata forza maggiore una situazione insormontabile, inevitabile e imprevedibile: come si può intuire, questa definizione è al tempo stesso limitata e poco precisa, poiché non fornisce degli esempi. La lacuna normativa viene colmata, di volta in volta, con l'interpretazione del giudice o ricorrendo al precedente giudiziale. Ancora, vale la pena di citare la situazione normativa degli Stati Uniti: qui la legge federale non contiene specifiche disposizioni a riguardo, ma ovviamente ogni Stato può intervenire come crede. Per esempio la legge del Tennessee annovera tra le cause di forza maggiore solo gli avvenimenti che non dipendono dall'uomo, mentre gli eventi connessi alla volontà umana, anche se straordinari o impossibili da prevedere, non rientrano nella casistica. Ovviamente le parti che stipulano un contratto hanno la facoltà di inserire altri accadimenti nella clausola di forza maggiore.


CHI

Un avvocato esperto di diritto internazionale.


FAQ

1. Che cos'è la ICC Force Majeure Clause 2003?

La ICC Clause è stata emanata dalla Camera di Commercio Internazionale nel febbraio del 2003, e richiama, all'articolo 1, le tre caratteristiche segnalate dalla Convenzione di Vienna. Rispetto a tale Convenzione, però, aggiunge altri eventi che permettono il ricorso alla clausola di forza maggiore: tra questi si segnalano i sabotaggi, gli atti di terrorismo, le rivolte, le guerre e quelli che vengono definiti come atti di Dio, cioè le situazioni come i terremoti, i cicloni, le epidemie, e così via, che non dipendono dalla volontà dell'uomo. Non è raro che nei contratti internazionali sia previsto un richiamo generale alla ICC Clause: in questo modo, non c'è bisogno di scrivere una clausola di forza maggiore particolare, e soprattutto non si corre il rischio di dimenticare eventi specifici che potrebbero compromettere la prestazione. 
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