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Contratti internazionali: compravendita

del 01/02/2016
CHE COS'È?

Contratti internazionali compravendita: definizione

La disciplina della compravendita nei contratti internazionali è regolata, in assenza di leggi specifiche, dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di vendita internazionale di merci, vale a dire la Convenzione di Vienna dell'11 aprile del 1980, che nel nostro Paese è stata ratificata nel 1985 con la legge numero 765 dell'11 dicembre per poi entrare in vigore a partire dal 1° gennaio del 1988. Questa convenzione può essere applicata nei limiti dei contratti relativi alla vendita di beni tra parti che hanno sede in Paesi differenti, e prevale rispetto alle norme di diritto internazionale privato incluse nella Convenzione dell'Aja del 15 giugno del 1955.


COME SI FA

Come si fa

Come si redige un contratto internazionale di compravendita?

Ovviamente, ogni caso è differente, ma in generale un modello di contratto deve includere le pattuizioni che hanno come oggetto i requisiti essenziali dell'accordo, vale a dire le parti contraenti, i termini di resa, l'oggetto, le modalità di pagamento e il prezzo, e le condizioni generali che riguardano gli aspetti, per così dire, più giuridici, e quindi i metodi di risoluzione del contratto, le garanzie, le modalità di risoluzione delle controversie, e così via. 


CHI

Un avvocato di diritto internazionale.


FAQ

1. Come si sceglie la legge applicabile al contratto?

Qualsiasi contratto internazionale di compravendita presuppone un problema, rappresentato dalla necessità di scegliere la legge applicabile. Per i rapporti commerciali instaurati tra imprese di Paesi differenti non esistono norme sovranazionali specifiche che possono essere applicate, il che vuol dire che il riferimento è sempre quello delle norme nazionali. Non è difficile intuire la difficoltà che ne deriva: per definizione, allo stesso contratto internazionale saranno potenzialmente applicabili almeno due leggi diverse, cioè quelle dei Paesi a cui le due parti appartengono. Chiaramente, la scelta di una legge e non di un'altra ha una forte influenza sui contenuti di un accordo, sia per gli aspetti disciplinati in maniera esplicita, con norme di carattere imperativo, sia - ovviamente - per i punti che non vengono regolati dalle parti. Per individuare la legge applicabile, quindi, è necessario prevedere una clausola contrattuale ad hoc, possibilmente prima che il contratto venga stipulato. Chiaramente, la scelta va operata in base a valutazioni specifiche, sempre nella speranza di raggiungere un accordo con l'altra parte o le altre parti.

2. Che differenza c'è tra foro competente e legge applicabile?

Non bisogna mai confondere il foro competente con la legge applicabile. Quest'ultima ha a che fare con le regole che possono essere applicate al contratto, mentre il foro competente consiste, più semplicemente, nell'identificazione del soggetto che è chiamato ad applicare quelle stesse regole in presenza di una controversia. Di conseguenza, è sbagliato ritenere che nel momento in cui si sceglie il foro competente di un determinato Paese venga applicato il diritto di quel Paese.
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