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Eredità: determinazione della quota disponibile

del 01/12/2011
CHE COS'È?

Eredità determinazione della quota disponibile: definizione

Il concetto di quota disponibile, in riferimento alla successione con testamento, deve essere analizzato contestualmente alla cosiddetta "successione necessaria" o "legittima".
Quest'ultima è quella quota della massa di beni che, anche contro la volontà del defunto, è destinata per legge al coniuge, ai figli e, in assenza di figli, agli ascendenti (ovvero ai genitori e ai nonni del defunto).
La presenza di figli, dunque, esclude la legittima degli ascendenti.
La diritto di legittima è quindi in grado di contrastare la volontà del testatore, il quale vede – ex lege – comprimersi la propria facoltà di disporre dei proprio beni per testamento, con conseguente diminuzione della quota di proprio patrimonio “disponibile”.
Per calcolare, dunque, la quota disponibile si dovrà verificare anzitutto l'esistenza di eredi necessari (ovvero coniuge, figli, e in mancanza di questi, ascendenti).
In assenza di eredi necessari, la quota disponibile sarà prima di limitazioni, e dunque pari al 100 per 100: il testatore potrà operare come meglio crede, senza limitazione alcuna.
Qualora vi sia qualche successore necessario, per procedere al calcolo della disponibile, bisognerà considerare due fattori: ovvero, da un lato, la “massa” su cui calcolare la quota di legittima, e dall'altra l'ampiezza della quota medesima o delle quote medesime.

La massa
Essa non corrisponde semplicemente ai beni caduti in successione (ovvero all'asse ereditario) ma dovrà altresì rientrare quei beni eventualmente donati.
La massa, dunque, è composta dai beni ereditari e dai beni donati da parte del defunto.
E' importante evidenziare, poi, come il valore della massa (e dunque anche il “peso” dei beni eventualmente donati) debba essere calcolato in riferimento al momento della apertura della successione (e non in riferimento al momento in cui i beni sono stati donati).

Le quote degli eredi necessari
Le quote degli eredi necessari cambiano a seconda del numero dei medesimi.
Ecco tutte le possibili ipotesi:

  • un coniuge senza figli e senza ascendenti: la quota spettante al coniuge è pari ad un mezzo della massa. La quota disponibile è dunque pari ad un mezzo della massa;
  • un coniuge e un figlio: la quota spettante al coniuge è di un terzo, così come quella spettante al figlio. La quota disponibile sarà dunque del restate terzo;
  • un coniuge e più di un figlio: la quota spettante al coniuge è di un quarto, mentre i figli – indipendentemente dal numero – concorrono a dividersi metà della massa (se dunque i figli saranno due, spetterà a ciascuno un quarto della massa; se sono tre, spetterà a ciascuno un sesto; se sono quattro, un ottavo ciascuno, eccetera). La disponibile, in tal caso, è pari ad un quarto;
  • un coniuge senza figli (o nipoti) ma con ascendenti: metà della massa spetta al coniuge, un quarto spetta ai vari ascendenti. La disponibile è dunque di un quarto;
  • un figlio senza coniuge: la sua quota di successione necessaria è pari alla metà della massa, e dunque la disponibile è pari alla metà;
  • due o più figli senza coniuge: spetta loro, proporzionalmente, una quota pari a due terzi della massa, determinando così una quota disponibile pari ad un terzo della massa;
  • ascendenti senza coniuge: la legge riserva loro una quota di successione necessaria pari ad un terzo, e dunque la quota disponibile sarà pari a due terzi.
Va inoltre considerato che il coniuge superstite ha, in ogni caso, il diritto di abitazione sulla casa destinata a residenza di famiglia e il diritto di uso su beni mobili in essa presenti.
Questo ulteriore e concorrente diritto di godimento (ovvero il suo controvalore economico) grava per intero sulla quota disponibile (articolo 540 codice civile).
I fratelli e le sorelle, come si è visto, non rientrano tra gli eredi necessari e dunque non hanno riservate quote di legittima.

Avv. Paolo Fortina
Ordine degli Avvocati di Milano
NL Studio Legale

COME SI FA
Il calcolo concreto del valore della quota disponibile può risultare complesso. Soprattutto in merito alla esatta determinazione della massa che, come visto, deve tenere a mente anche la parte delle donazioni effettuate in vita, oltre che dell'asse ereditario.
Il calcolo, lo si ricorda, deve poi tenere conto del valore dei beni al momento della successione, e non quello dell'eventuale donazione (anche se avvenuta decenni prima dell'apertura della successione).

CHI
Si suggerisce, al fine di non commettere errori che potrebbero dar luogo ad un contenzioso complesso e oneroso da parte degli eredi lesi nel loro diritto di legittima, di farsi assistere professionalmente in fase di redazione del testamento.
Le figure più idonee allo scopo sono, da un lato, i professionisti legali (notai e avvocati) dall'altra anche i periti, al fine della concreta stima del valore dei beni.

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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

giuseppina masella

13/05/2012 18:08:51

Come deve essere considerata, ai fini della successione ereditaria e nei confronti degli eredi legittimari una donazione fatta dai nonni a una nipote? Può essere considerata quota disponibile? Grazie.

NL Studio Legale

17/05/2012 09:38:35

Gentile Signora Masella,

la donazione fatta al nipote dovrà necessariamente essere conteggiata al fine del calcolo dell'asse ereditario. Nella sostanza, una simile donazione è inquadrabile (anche) come una sorta di anticipo sulla futura eredità, e dunque non sarebbe giustificabile non considerarla ai fini ereditari. Per altro, il donante può escludere espressamente che la donazione sia presa in considerazione, facendone "dispensa". La dispensa dalla collazione ha l'effetto di far ricadere la donazione sulla quota disponibile invece che sull'intero asse ereditario.

Un esempio può aiutare: A, con due eredi necessari, B e C, dona a B 100 lire. Una volta aperta la successione a causa della morte di A, l'erede B dovrà necessariamente calcolare le 100 lire precedentemente ricevute in donazione, e se dunque, poniamo, l'asse ereditario residuo è di 200 lire, con la collazione della donazione di B, si arriverà a 300 lire, e dunque a C (in caso di assenza di disposizioni testamentarie e di parità tra B e C nella loro qualità di eredi) spetterà 150, così come a B. Quest'ultimo, però, avendo già ricevuto 100 in donazione, dovrà incamerare solamente il residuo, ovvero 50.

Se invece la donazione fosse stata fatta con dispensa di collazione, lo scenario sarebbe differente: non operando la collazione per la parte disponibile, che qui assumiamo essere di 1/2, allora B potrà pretendere 100, così come C, dal residuo asse ereditario. In sostanza, sarebbe come se A avesse fatto testamento, destinando tutta la sua quota disponibile a B. Se poi la donazione superasse la quota disponibile, C potrebbe agire per la riduzione della stessa.

Avv. Paolo Fortina - NL Studio Legale

filippo maria

31/08/2012 22:44:51

Buongiorno,
vorrei sapere come incide ai fini del calcolo della disponibile, la donazione di beni mobili di significativo valore (mobili e quadri) per i quali non esiste una valutazione peritale e come incide invece quando tale perizia esiste.
Grazie e cordiali saluti.

fiorella

29/01/2013 14:30:01

ia mamma in seguito al decesso di papa' e' ereditaria non solo del 50 di un fabbricato di 4 appartamenti /7 box auto due depositi c/2 con corte di mq.300 ma anche di un terreno agricolo di 6709 mq. volendo rispettare il testamento di papa' ne ha fatto uno uguale che riguarda il fabbricato invece x il terreno volendosi avvalere della sua quota disponibile ed essendo noi tre figli vuole dare il terreno 5000 mq a me unica iglia femmina che ne ho cura e 1709 ad uno solo dei miei fratelli puo' fare una donazione con dispensa della sua disponibile solo a due figli ? e non a 3 o a 1 ? la ringrazio

risposta del Professionista

30/01/2013 09:14:05

Gentile Signora Petito,

La donazione con dispensa può essere fatta nei confronti di soli due figli, ma anche di uno. Il limite è rappresentato dalla quota disponibile di cui il defunto poteva disporre, ai sensi dell'art. 737 c.c.
In termini pratici, la donazione non dovrà avere l'effetto di ledere la quota di legittima, spettante ex lege agli eredi, i quali, se lesi, avranno azione di riduzione nel caso contrario (art. 553 e ss. c.c.).
Il principio generale, dunque, rimane quello di garantire la quota di legittima agli eredi che ne hanno diritto, rimanendo in ogni caso liberamente utilizzabile la quota disponibile.
Con la donazione questo principio non muta. E' dunque possibile agire come da lei ipotizzato, salvo, lo si ribadisce, la verifica di operare all'interno della quota disponibile di sua madre.

Mauro

06/11/2013 19:15:05

Salve vorrei sapere la modalità di calcolo della massa ereditaria (in sintesi il totale per il conteggio della quota disponibile del de cuius) in presenza di beni immobili e partecipazioni societarie non quotate esempio Srl.
Grazie.

risposta del Professionista

02/12/2013 11:24:11

I beni immobili dovranno essere valorizzati (periziati) al momento del decesso del de cuius. Medesimo discorso per il valore delle quote societarie che, eventualmente tramite una due diligence, dovranno essere concretamente stimate (tenendo a mente la possibilità che in ambito societario, spesso, vi sono determinazioni di natura parasociale che impongono un concreto metodo di valorizzazione).
Cordialmente.
Avv. Paolo Fortina

Giovanni

30/11/2013 18:40:05

La quota disponibile comprende l'assegnazione di beni mobili ed immobili a chiunque,ma ,in tale elenco è compreso anche l'usufrutto ?

risposta del Professionista

02/12/2013 11:17:37

Non vi sono ragioni per escludere l'usufrutto, che dunque, anch'esso, dovrà essere conteggiato (così come tutti gli altri diritti reali minori).
Cordialmente.
Avv. Paolo Fortina

Paolo

03/12/2013 15:15:56

Se il de cuius (madre vedova con 2 figli) lascia un testamento olografo in cui viene indicata la divisione del patrimonio immobiliare nei confronti dei due eredi, ma non si fa riferimento al credito (denaro residuo su conto corrente in banca al momento della morte del de cuius), quest’ultimo come viene diviso?
In caso di lesione di legittima, lamentata da uno dei due eredi, per il calcolo del compendio totale ereditario, e quindi della quota di legittima, viene considerato oltre al valore degli immobili anche il valore in denaro del credito residuo?
Esempio: valore totale immobili = 700.000 €, credito residuo su conto corrente 50.000 €, totale massa ereditaria 750.000 €, quota di legittima minima spettante a ciascuno degli eredi = 250.000 €? Corretto?

Se però il conto della madre era cointestato ad uno solo dei figli?
Grazie

risposta del Professionista

04/12/2013 10:30:48

Per il calcolo dell'asse ereditario si deve sommare tutto il patrimonio, compreso dunque il conto corrente.
Nel caso di conto corrente cointestato, non andrà calcolata tutta la somma (euro 50.000) ma solamente il 50% di detta somma (euro 25.000) che è la quota che si presume, in assenza di prova contraria, di proprietà della signora. Solamente quella somma, dunque, potrà essere utilizzata per il calcolo dell'asse ereditario (il restante 25.000 si presume essere di proprietà del figlio contestatario, salva la prova che, in verità, si tratti di una donazione).
Cordialmente.
Avv. Paolo Fortina

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