Testamento olografo: definizione
E' dibattuta in dottrina e anche in giurisprudenza la validità di un testamento olografo in cui la mano del testatore fosse condotta o anche solo tenuta ferma da altra persona.
E' possibile utilizzare ogni strumento idoneo a vergare l'oggetto su cui agisce, dunque non solo e necessariamente carta e inchiostro; diremo però che l'uso improprio di alcuni strumenti può incidere non tanto sulla validità del testamento quanto piuttosto sulla sanità mentale del testatore o quantomeno sulla serietà del volere come redatto.
Bisogna fare attenzione a utilizzare parole gergali, perchè potrebbero non essere ritenute valide; analoghe considerazioni valgano per l'utilizzo di segni geometrici, mappe, diagrammi (cosiddetti segni iconici), sebbene gli stessi potrebbero essere ritenuti validi se in un contesto che le chiarisce o che le renda indispensabili.
E' possibile usare il dialetto e anche le cosiddette lingue morte, purchè conosciute dall'autore.
Una particolare forma di testamento olografo è quella in forma di lettera, anche se presenta diverse complicazioni quanto alla sua interpretazione e dunque validità, in quanto spesso non è facile distinguere tra quanto desiderato dal testatore e quanto effettivamente espresso quale ultima volontà, nè è agevole interpretare le ultime volontà con contenuti di altra natura spesso presenti nella lettera.
La sottoscrizione deve portare nome e cognome, luogo e data in cui si firma. Negli ultimi anni si tende ad ammettere la firma per sigla ovvero comunque fatta, a patto che sia però possibile designare con certezza l'autore del testamento olografo.
