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Pignoramento presso terzi e ritenute alla fonte

del 07/06/2011
CHE COS'È?

Pignoramento presso terzi e ritenute alla fonte: definizione

La modifica introdotta all'articolo 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ha introdotto l’onere in capo al terzo pignorato (vedi anche Pignoramento dei crediti verso terzi) di operare la ritenuta d’acconto del 20% nel momento in cui effettua il pagamento il favore del creditore, secondo le modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate emanato in data 03.03.2010 n. 34755. 

Dott. Giovanni Sanfilippo
Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Palermo
Studio Sanfilippo Giovanni

COME SI FA
Nell'ipotesi in cui il debitore non adempia spontaneamente ad una obbligazione il creditore, nel caso in cui possieda un titolo esecutivo ovvero una pronuncia favorevole passata in giudicato, può intraprendere l’espropriazione forzata attraverso il pignoramento dei beni del debitore ai sensi degli articoli 491 e seguenti del codice procedura civile. 
In questa caso, secondo quanto disposto dalla normativa vigente, il terzo erogatore deve operare all'atto del pagamento una ritenuta del 20 per cento a titolo d’acconto dell’Irpef dovuta al creditore pignoratizio. 

L’obbligo di effettuare la ritenuta da parte del terzo erogatore sorge quando sono presenti contemporaneamente le seguenti condizioni: 
  1. il terzo erogatore deve rivestire la qualifica di sostituto d’imposta
  2. deve trattarsi di somme per le quali deve essere operata una ritenuta alla fonte; 
  3. il creditore pignoratizio deve essere un soggetto Irpef. 
La ritenuta alla fonte non va operata nei confronti dei creditori pignoratizi soggetti a Ires.

CHI
Il terzo pignorato è esonerato dall'obbligo di operare la ritenuta qualora riceva dal creditore pignoratizio una attestazione resa ai sensi degli articolo 47 e 76 del Decreto Presidente della Repubblica n. 445 del 2000 (dichiarazione sostitutiva) circa l’insussistenza delle condizioni necessarie per effettuare la ritenuta. L’Amministrazione potrà riscontrare la correttezza di quanto dichiarato dal creditore pignoratizio atteso che il terzo erogatore è tenuto a indicare nel proprio Modello 770 i dati relativi al pagamento effettuato anche nell'ipotesi in cui non abbia operato la ritenuta alla fonte. 
Infine, qualora dal provvedimento del giudice dovesse risultare che le somme da erogare sono già al netto di ogni ritenuta di legge, il terzo erogatore deve operare il prelievo alla fonte del 20 per cento, se il creditore non è in grado di dimostrare l’avvenuta effettuazione della ritenuta. Ad esempio nell'ipotesi di pignoramento presso terzi di crediti di lavoro, il dipendente per non subire l’ulteriore decurtazione del 20 percento deve dimostrare che il datore di lavoro ha già applicato sulle retribuzioni sulle quali è stato attivato il pignoramento le ritenute di cui all'articolo 23 del Decreto Presidente della Repubblica n. 600 del 1973.

Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, al fine di consentire le operazioni di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria, prevede a carico dei soggetti interessati, determinati adempimenti di certificazione, comunicazione e dichiarazione. 


Le spese processuali distratte in favore del difensore del creditore pignoratizio per il giudizio di esecuzione sono anch’esse soggette alla ritenuta del 20 per cento in quanto indicate nell’ordinanza di assegnazione. 

Con riferimento alle procedure esecutive promosse dall’Agente della riscossione per il recupero dei crediti, si ritiene che non trovino applicazione le norme sul prelievo alla fonte dettate dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, esonerando il terzo erogatore dalla effettuazione di ogni prelievo.

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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

Roberto

28/06/2012 17:24:52

Grazie delle indicazioni preziose, ma vorrei se possibile una precisazione. Un conoscente ha un caso simile ma sono tutti privati, cioè il creditore è la sorella, il terzo pignorato è uno straniero in affito in casa ed il debitore è una persona fisica senza lavoro e percepisce solo quest'affitto...qui non ci sono le 3 condizioni in quanto non c'e' un sostituto d'imposta....oltre a non operare ritenute....il debitore deve ugualmente dichiarare l'affitto per assoggettarlo ad Irpef?
Grazie in anticipo della cortese risposta!






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