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Sostituto d'imposta


Aggiornato al 31/05/2011

CHE COS'È
Il sostituto d'imposta è il soggetto obbligato per legge (Decreto Presidente della Repubblica 600/1973) a sostituire in tutto (ritenuta a titolo d’imposta) o in parte (ritenuta a titolo d’acconto) il contribuente nei rapporti con l’Amministrazione finanziaria. L’obbligo si sostanzia nel trattenere all'origine le imposte dovute su salari, stipendi, pensioni, compensi o altri redditi erogati e, successivamente, nel versarle allo Stato. Il sostituto d'imposta può identificarsi a seconda dei casi nel datore di lavoro, nell'Istituto previdenziale erogante pensioni, nel committente di un lavoratore autonomo, nella società erogante dividendi, nel curatore fallimentare, nel condominio, eccetera. 

COME SI FA
La sostituzione a titolo d’imposta
  • viene attuata dal soggetto che eroga determinati tipi di reddito (ad esempio: vincite e premi - ritenuta del 10, 20, 25% a seconda dei casi). In tale ipotesi il sostituto trattiene e versa tutta l'imposta ed il beneficiario di tale reddito è libero da qualsiasi altro adempimento. Medesima cosa avviene in caso di distribuzione di dividendi a soggetti la cui partecipazione NON è qualificata (sino al 20% del diritto di voto o 25% del capitale sociale o del patrimonio). In tal caso la trattenuta del 12,5% è a titolo d'imposta. La ritenuta per gli incaricati delle vendite a domicilio di cui alla legge 173 del 2005 (venditori porta a porta) è pure ritenuta a titolo d'imposta e si calcola applicando l’aliquota del 23% sul 78% della provvigione. 
La sostituzione a titolo d’acconto
  • viene attuata dal soggetto che eroga redditi di lavoro dipendente, autonomo ed assimilati. In questi casi l'obbligazione del dipendente, autonomo o assimilato, non si estingue come nel caso della ritenuta a titolo d’imposta ma rimane soggetto passivo d'imposta. Tale ritenuta per il soggetto passivo d’imposta possessore di altri redditi rispetto a quelli di lavoro dipendente, autonomo o assimilato, risulta essere appunto, d’acconto, e come tale deducibile dall'imposta dovuta. L’onere del soggetto passivo d’imposta sarà quello di calcolare l’imposta complessiva dovuta al fisco sulla base del proprio reddito complessivo e dedurre l’importo che gli è stato trattenuto e versato. In questo caso come nell’altro sarà incombenza successiva del sostituto quella di certificare, mediante attestazione, la ritenuta effettuata al soggetto nei cui confronti è stata effettuata. Ciò consentirà al soggetto passivo d’imposta, qualora si tratti di ritenuta a titolo d’acconto, di conguagliarla nella propria dichiarazione annuale dei redditi
Nel caso di reddito di lavoro dipendente la certificazione delle ritenute operate sarà costituita dal modello CUD che deve essere conforme al modello ministeriale (articolo 7-bis Decreto Presidente della Repubblica 600/1973). 
Nel caso di redditi di lavoro autonomo la certificazione dei compensi di lavoro autonomo (anche occasionale) che sono stati assoggettati alla ritenuta alla fonte, come previsto dall'articolo 25 del Decreto Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, non è stato definito un modello conforme. Ciò nonostante è necessario che in esso siano presenti i seguenti elementi: i dati identificativi del sostituto d'imposta, la causale del versamento, l'importo delle somme corrisposte, con indicazione delle somme non imponibili e l'ammontare delle ritenute effettuate. 
La funzione del documento è quella di consentire al percettore della somma di poter indicare le ritenute subite nella propria dichiarazione dei redditi, scomputandole dall'imposta lorda. 
Nel caso di provvigioni corrisposte ad agenti e rappresentanti la certificazione dei compensi assoggettati a ritenuta (Decreto Presidente della Repubblica 600/73, articolo 25-bis), come nel caso dei compensi per lavoro autonomo, è in forma libera ma devono essere presenti gli elementi che diano conto del soggetto erogante dei compensi, della causale, delle somme corrisposte e delle ritenute effettuate. In tali casi la ritenuta é operata applicando l'aliquota corrispondente al primo scaglione Irpef (23%): al 50% delle provvigioni corrisposte oppure al 20% delle provvigioni corrisposte se il percipiente ha dichiarato al proprio committente (con raccomandata AR spedita entro il 31 Dicembre precedente) di avvalersi in via continuativa dell'opera di dipendenti o di terzi. 
Nel caso di erogazione di utili a fronte di partecipazioni societarie i sostituti d'imposta dovranno compilare la certificazione su apposito modello (approvato con provvedimento del 18.11.2008 protocollo n. 168178/2008) il quale si compone di una sezione iniziale, delle sezioni I, II, III e IV, nonché di una sezione finale riservata alle annotazioni ed alla firma. 

Ulteriore incombenza del sostituto d’imposta poi sarà quella di dare conto al fisco delle imposte trattenute e versate per conto dei soggetti passivi d’imposta mediante una apposita dichiarazione annuale, denominata Modello 770. In tale dichiarazione specificherà le trattenute operate sugli emolumenti corrisposti ai singoli soggetti ed i versamenti effettuati al fisco

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COMMENTI

luigi
03/05/2012 19:53:30
sarebbe mlto utile un esempio numerico
Elisabetta (Roma)
12/03/2013 11:13:42
Il sostituto d'imposta, può rifiutarsi di rimborsare il 730?
Il nostro Datore di lavoro vuole farci firmare un foglio in cui rinunciamo a presentare a lui la richiesta di rimborso: può farlo?

Studio Associato Dott. Claudio Zaninotto e Rag. Mariella Villani
12/03/2013 16:13:27
Gent. Elisabetta,
il sostituto d'imposta é tenuto per legge a rimborsare ai dipendenti le risultanze del 730, sino a concorrenza delle ritenute da lui trattenute e versate mese per mese e nell'arco dell'anno. Un foglio di rinuncia firmato da Voi per accettazione non ha alcun valore.

Cordialmente
Dott. Claudio Zaninotto
franco (Avezzano)
22/03/2013 18:07:33
chi è perseguibile se il sostituto d'imposta non versa l'irpef trattenuta (fattura regolare del lavoratore autonomo con iva versata)

Studio Associato Dott. Claudio Zaninotto e Rag. Mariella Villani
25/03/2013 09:57:21
Gent. Sig. Franco,
mi pare ovvio che venga perseguito il sostituto d'imposta. In quanto tale ha trattenuto l'imposta al lavoratore autonomo e, non versandola, se ne é appropriato.

Cordialmente
Dott. Claudio Zaninotto
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