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Responsabilità penale del medico

del 07/06/2011
CHE COS'È?
Nel diritto penale si può definire responsabilità medica quella particolare colpa del medico, sanitario, professionista medico in genere, che comporti danni permanenti al paziente a causa di negligenza, imprudenza o imperizia. I danni (concretizzantisi in lesioni di un certa gravità, sino a giungere al decesso del paziente) possono essere causati da un’errata azione posta in essere dal medico, ovvero, nella maggioranza dei casi, da una di lui omissione.
(Codice Penale: articoli 40, 43, 50, 582, 589, 590, 610)

Avv. Barbara Rita Sartirana
Ordine degli Avvocati di Milano 
Studio Legale Avv. Barbara Sartirana

COME SI FA
Nel caso in cui abbia intenzione di denunciare un medico od una struttura medica per responsabilità medica
Vi è da tener presente, in primo luogo, che la figura della responsabilità medica è stata costruita nel tempo attraverso l’analisi operata dalla Giurisprudenza delle numerose casistiche concrete di volta in volta presentatesi. Non vi è un articolo preciso del codice penale che la preveda, bensì è stata individuata attraverso l’analisi combinata di una serie di norme, non senza il superamento di interpretazioni contrastanti in diritto ed in dottrina. Si vedano, per maggiori approfondimenti, le questioni riportate alla sezione FAQ. Non è dunque così semplice, di primo acchito, ritenere che il caso denunciato rappresenti ipotesi di responsabilità medica – a meno che, ovviamente, non si verta nei casi di dolo ben noti alle cronache, nei quali i sanitari abbiano per meri motivi di lucro prescritto esami e sottoposto ad operazioni chirurgiche pazienti che non ne avevano il minimo bisogno.
Nelle fattispecie più comuni, occorrerà raccogliere le prove da cui ricavare la colpa dei sanitari che hanno operato, causando lesioni o morte del paziente, ovvero sottoponendolo ad interventi senza il suo consenso. Elementi probatori utili potranno essere ad esempio: copie di cartelle cliniche, esami radiologici, ematici, ecografici precedenti al fatto, che rappresentino lo stato di salute del paziente prima che si sottoponesse alla terapia; cartelle cliniche ed esami relativi al fatto contestato che, sottoposti al parere di un terzo medico esperto, rivelino la colpa di chi ha operato. Al positivo riscontro di tali elementi, si potrà formalizzare denuncia.
In taluni casi (decesso del paziente) purtroppo non vi è tutto il tempo di acquisire i documenti e sottoporli ad un formale parere medico esterno. In tale circostanza sarà opportuno rivolgersi alla Polizia Giudiziaria al fine di far acquisire con urgenza la relativa documentazione clinica e, laddove siano evidenti casi di responsabilità medica, provocare l’intervento di un perito del Pubblico Ministero in occasione dell’autopsia. 

Nel caso in cui mi abbiano denunciato per responsabilità medica
Trattandosi di reato di una certa gravità, è consigliabile da subito rivolgersi ad un legale di fiducia perché possa esaminare lo stato del procedimento e, in caso di indagini ancora pendenti presso l’Ufficio del Pubblico Ministero, eventualmente valutare la possibilità di intervenire con indagini difensive. Sarà indispensabile nominare anche un proprio consulente medico specializzato nelle patologie per cui è procedimento, al fine di dimostrare di aver operato correttamente alla luce di una valutazione ex ante, ossia dei dati di cui si disponeva all’inizio, al momento della diagnosi e della scelta della terapia.
Anche il consenso informato del paziente e l’accordo con il medesimo o con i familiari circa la sottoposizione alle terapie o ad interventi chirurgici, nonché la spiegazione delle possibilità percentuali di un esito favorevole, o delle alternative al percorso prescelto, potranno rivelarsi elemento utile a supporto probatorio della diligenza adottata nel caso di specie. Tutto ciò, ovviamente, salvo i casi in cui vi sia particolare urgenza di intervenire per salvare il paziente non cosciente.

CHI
La denuncia per responsabilità medica può essere presentata personalmente presso qualsiasi ufficio di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia, Segreteria di Procura eccetera). In considerazione della gravità del reato e della delicatezza e complessità delle questioni trattate per l’individuazione dell’elemento soggettivo del reato, è tuttavia consigliabile ottenere l’assistenza di un avvocato penalista e di un Consulente medico legale, al fine di esaminare tutti i presupposti del reato e presentare utili elementi da sottoporre all'Autorità Giudiziaria. Sarà, infatti, necessario prestare particolare attenzione al contenuto della denuncia ed alla fondatezza delle accuse formulate, per non incorrere, in caso di archiviazione, in una contro-denuncia per calunnia. Nell’ambito del giudizio penale ci si potrà costituire parte civile.
Gli aspetti risarcitori possono essere in ogni caso valutati in altra sede, a prescindere dalla accertata sussistenza di una responsabilità penale, ossia attraverso un giudizio di natura civile, ove le norme per l’individuazione di una colpa medica sono meno rigorose rispetto a quelle adottate in campo penalistico. In tal caso, laddove non si intendesse giungere ad una penale condanna personale del medico operante, ci si potrà rivolgere esclusivamente ad un avvocato civilista che possa avviare un’azione di responsabilità di natura civilistica finalizzata al solo ristoro economico del danno subito. Potrà altresì essere valutata un’azione disciplinare nei confronti del medico, attraverso segnalazione all'Ordine professionale.
In tutti i casi, è consigliabile acquisire parere preventivo di un consulente medico specializzato o medico legale che si avvalga della collaborazione di un medico specializzato nel campo oggetto di osservazione.
Nel caso di un medico indagato per il reato responsabilità medica, egli dovrà comunque essere assistito da un legale per poter affrontare il processo penale. E’ indispensabile l’assistenza di un avvocato penalista. E’ altresì consigliabile l’assistenza di un medico specializzato che possa individuare utili elementi di difesa evidenziando scientificamente e statisticamente i dati da cui ricavare la correttezza della diagnosi e della conseguente terapia od intervento.

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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

Adina

28/01/2013 16:14:42

Gentilissimi Professionisti,
Vi scrivo per porvi questo quesito:
Mio marito di anni 57 nel mese di luglio 2012 accusando dei capogiri si e' recato dal medico di base che gli ha prescritto le analisi del sangue. Da queste e' emerso che aveva una forte anemia e la ferritina molto bassa per cui gli ha prescritto le compresse di Ferrograd, adducendo che non era piu' possibile fare il ferro intramuscolo per motivi tecnico-scientifici.
Le analisi sono state ripetute nel mese di agosto ma i valori erano cresciuti di pochissimo e il medico ha fatto continuare la cura per bocca, nonostante mio marito aveva cominciato ad avere grossi problemi allo stomaco. Inoltre l'anemia era attribuita ad emorroidi sanguinanti, descritte da mio marito, ma non accertate tramite retto-colonscopia. Continuando i disturbi e i valori bassi nel mese di settembre il medico di base ha prescritto una visita ematologica che a causa di mancanza di posti liberi e' stata fissata dal cup dell'ospedale civile di Pescara per il 30 ottobre. I disturbi di stomaco continuavano sempre piu' gravi tanto che mio marito aveva grosse difficolta' di digestione, vomito e progressiva perdita di peso e le analisi fatte prima della visita ematologica erano invariate nei valori del sangue. Questa situazione insieme alle analisi dei mesi precedenti e' stata presentata alla dottoressa del reparto di ematologia dell'ospedale Civili di Pescara, la quale ha cambiato il tipo di compresse di ferro, spiegando a mio marito di richiamarla nel caso i disturbi continuavano, in modo da sottoporlo a flebo di ferro. Lui l'ha richiamata piuj' volte perche' i suoi problemi non si risolvevano, ma lei gli ha promesso che lo avrebbe inserito fra i pazienti in cura per fare le flebo di ferro e che si sarebbe messa icontatto con lui appena cio' fosse stato possibile. Non ha mai richiamato. Intanto mio marito peggiorava sempre piu' perdendo piu' di venti chili e assumendo un colorito pallidissimo. Si e' recato piu' volte dal medfico di base petf lamentare il suo stato ma gli ha prescritto solo un protettore dello stomaco, non dato nelle visite precedenti.
Finalmente nel mese di dicembre il medico di base gli ha prescritto una colonscopia. Tramite una conoscenza ha avuto un appuntamento in pochi giorni con il chirurgo che lo ha visitato fissandogli il ricovero per i primi giorni del 2013. Nei primi giorni dal ricovero mio marito ha avuto sei trasfusioni di sangue e sette flebo di ferro e a detta dei medici della clinica nel quale era ricoverato era a rischio di collasso. Gli hanno fatto tutti gli esami compresa una tac con mezzo di contrasto e hanno riscontrato un carcinoma peristaltico partito dallo stomaco non operabile perche' ormai diffuso all'intestino.
La mia domanda e': ci sono responsabilita' dei medici nella ritardata diagnosi di carcinoma e se ci sono a chi devo denunciarla? Grazie per la risposta e cordiali saluti.

risposta del Professionista

31/01/2013 11:45:48

Dal Vs racconto pare vi siano gravi responsabilità che potreste denunciare a qualsiasi comando di P.G. (Carabinieri, Polizia etc.) allegando l’intera documentazione clinica in Vs possesso.
Laddove riusciste ad ottenere una relazione scritta da parte di un Medico Legale, sarebbe assai utile per dimostrare il fondamento delle Vs accuse, con riferimento alla riconoscibilità della malattia.
Diversamente, sarà la Procura a delegarla a proprio consulente e la decisione circa la eventuale responsabilità medica spetterà a quest’ultimo. Tutto ciò sotto il profilo penalistico.
Ottenuta la perizia da parte del Medico Legale, potrete agire anche sotto il profilo civilistico per la quantificazione del danno da menomazione ricevuto. Ciò che sarà liquidabile sarà il danno patito esclusivamente in ragione delle problematiche derivate dal ritardo nella diagnosi e non di quelle connesse al naturale evolversi della malattia.
ConsultateVi quanto prima con un Avvocato.

emilia

02/07/2013 12:07:09

egregio avvocato
mio padre è deceduto nel 2010 a causa delle omissioni compiute
dai medici o meglio dai mostri di un ospedale . All'epoca non potuto fare alcuna denuncia in quanto colpita da una grave depressione. Vorrei vedere quei mostri in galera. posso ancora chiedere giustizia?
cordiali saluti

risposta del Professionista

29/08/2013 18:22:27

Siete tranquillamente nei termini per procedere ancora con una denuncia. Vi consiglierei di sottoporre preventivamente tutta la documentazione in Vs possesso ad un Medico Legale che possa evidenziare le omissioni da Voi rilevate e supportare la Vs denuncia con una relazione specifica.

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