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Errore medico: come agire

del 08/06/2011
CHE COS'È?

Errore medico come agire: definizione

Chi ritiene di essere stato danneggiato da un errore medico può ricorrere all'autorità giudiziaria ordinaria. 
Prima però di intraprendere questo importante passo può rivolgersi ad un conciliatore (alla Camera arbitrale e di conciliazione – organismo accreditato presso il Ministero della Giustizia) per questioni di responsabilità medica. 
Il paziente che presume di essere stato danneggiato può richiedere un chiarimento sul proprio caso nonché un possibile accordo sul risarcimento del danno.

Dott. Raffaele Sandolo
Conciliatore Professionista
Studio Fedegari


COME SI FA
Un paziente può far chiarire dall'autorità giudiziaria, cioè da un Giudice, se ha subito le conseguenze di un errore medico nella diagnosi o nella terapia e se ha diritto ad un risarcimento del danno.
Rivendicare questo diritto in un procedimento giudiziario civile, di regola, significa spendere ingenti somme di denaro. Il procedimento giudiziario, inoltre, può protrarsi per anni. Il paziente come attore deve provare il nesso causale tra l’azione o l’omissione del medico ed il danno alla propria salute tramite la perizia di un consulente medico.
Dal momento che il peggioramento delle condizioni di salute può essere dovuto non soltanto ad una azione non appropriata o ad una omissione del medico, ma anche alla generale condizione fisica del paziente stesso, la prova spesso non è così lampante. Non è pertanto facile provare dinanzi al Giudice che il danno è stato provocato dal trattamento medico.

Come far riconoscere i propri diritti davanti al conciliatore
Il conciliatore è competente per i casi nei quali il danno alla salute potrebbe essere dovuto ad un presunto errore medico nella diagnosi, nella terapia o essere la conseguenza della omessa o irregolare informazione.

CHI
Per l’avvio del procedimento si cerca un conciliatore riconosciuto dal Ministero della Giustizia che faccia parte di un Organismo di Conciliazione riconosciuto ed autorizzato dal Ministero, presentando una domanda scritta su appositi moduli alla Segreteria dell’Organismo di Conciliazione che aiuterà i pazienti/richiedenti nella compilazione del modulo.
Chi intende richiedere un risarcimento danni per un procurato errore medico può rivolgersi ad un avvocato di fiducia, il quale esaminata la fattispecie specifica e valutata la idonea documentazione, procederà ad agire avanti la competente autorità per la soddisfazione dell’interesse del proprio assistito.

FAQ

Qual è il compito del conciliatore?

Il conciliatore, libero professionista laureato in legge, competente per aver partecipato a corsi di aggiornamento professionale, deve trovare un accordo fra paziente e medico nel caso in cui un paziente ritenga che la propria salute sia stata danneggiata da un errore medico nella diagnosi o nella terapia. Ciò vale anche quando il paziente sostenga che il danno è conseguenza di una mancata o irregolare informazione da parte del medico. Il conciliatore accerta, facendosi coadiuvare da un perito medico, se si tratta di un errore e propone l’eventuale risarcimento dei danni.

Quando si può chiedere l’intervento del conciliatore?

Il ricorso al conciliatore può essere effettuato solo prima di ricorrere all'autorità giudiziaria. L’obiettivo infatti è quello di arrivare ad una transazione stragiudiziale fra le parti in pochi mesi di tempo che risarcisca il paziente (o gli eredi) del danno subito e senza pubblicità del fatto, in quanto il procedimento di mediazione conciliativa è coperto dal più assoluto segreto.

Se la mediazione non raggiunge l’obiettivo e non si conclude con un verbale accettato e sottoscritto dalle parti (che a loro volta possono essere affiancate e patrocinate da un Legale di fiducia) cosa succede?

Il conciliatore, accertato il mancato accordo dopo le sedute di conciliazione tra le parti - e comunque entro quattro mesi, tempo massimo dalla sua attivazione - redige un verbale di mancato accordo non specificando alcunché riguardante tempi, fatti, tempistiche, modalità, proposte, ricostruzioni ed altro inerente alla fattispecie e rinvia il fatto del danno subito e della richiesta di risarcimento al giudice ordinario di competenza.

Quanto costa la conciliazione?

Si pagano solo i diritti di segreteria e gli onorari del conciliatore; non si devono pagare né le tasse giudiziarie né altro diritto di qualsivoglia specie o natura ed è prevista l’esenzione dell’imposta di bollo per tutti gli atti relativi (articolo 17 decreto legislativo n. 28/2010). Infine è previsto un credito di imposta alle parti che versano le indennità previste dagli organismi di mediazione.

Qualora la conciliazione trovi l’accordo tra le parti e si concluda, poi cosa succede?

Il conciliatore procederà alla redazione del verbale che potrà essere omologato su richiesta di parte, previo accertamento della regolarità formale, con decreto del Presidente del Tribunale nel cui circondario ha sede l’organismo del conciliatore. L’effetto dell’omologa del presidente del Tribunale è che il verbale diviene titolo esecutivo.
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